ⓘ Flavio Aviano. Nulla, in realtà, si conosce della sua vita: si ipotizza solamente la sua probabile appartenenza ai circoli senatorii di Roma. Che fosse di buona ..

                                     

ⓘ Flavio Aviano

Nulla, in realtà, si conosce della sua vita: si ipotizza solamente la sua probabile appartenenza ai circoli senatorii di Roma. Che fosse di buona cultura lo attesta la prefazione alla sua opera:

Il dedicatario, dunque, Teodosio, si può identificare forse con Ambrogio Teodosio Macrobio, sicché Aviano potrebbe essere vissuto alla fine del IV secolo d.C.

Si tratta, dunque, di un favolista dilettante, autore di rifacimenti, forse imitando, come dice, o ispirandosi al greco Babrio e/o Fedro, in distici elegiaci di quarantadue favole esopiche.

                                     

1. Fabulae

Le quarantadue favole di Aviano, come detto, riprendono modelli greci, e sonoː De nutrice et infanti ; De testudine et aquila ; De cancris ; De vento et sole ; De asino pelle leonis induto ; De rana et vulpe ; De cane qui noluit latrare ; De camelo ; De duobus sociis et ursa ; De calvo ; De ollis ; De thesauro ; De hirco et tauro ; De simia ; De grue et pavone ; De quercu et harundine ; De venatore et tigride ; De quattuor iuvencis et leone ; De abiete ac dumis ; De piscatore et pisce ; De luscinia ; De cupido et invido ; De Baccho ; De venatore et leone ; De fure et parvo ; De leone et capella ; De cornice et urna ; De rustico et iuvenco ; De viatore et fauno ; De apro et coco ; De mure et tauro ; De pigro Tyrinthium frustra orante ; De ansere ova aurea pariente ; De cicada et formica ; De simiae gemellis ; De vitulo et bove ; De leone et cane ; De pisce et focis ; De milite veterano ; De pardo et vulpe ; De olla cruda ; De lupo et haedo.

Le Fabulae, nonostante abbiano uno scarso valore letterario, incontrarono molta fortuna nel corso dellepoca medioevale: gli avionnet furono una delle due grandi fonti degli Isopet francesi.

                                     

2. Edizioni

Dopo la prima edizione, di Hendrik Cannegieter, nel 1731, bisognerà aspettare il pieno Ottocento, prima con Lachmann 1845 e poi Wilhelm Fröhner per la Teubner 1862. Dopo la parentesi di Emil Baehrens, che inserì Aviano nei suoi Poetae Latini Minores 1879–1883, lultima edizione ottocentesca fu di Robinson Ellis, con The Fables of Avianus del 1887.

La più recente edizione critica è quella pubblicata da Francoise Gaide per Les belles lettres, nel 1980, mentre traduzioni italiane sono quelle di A. Guaglianone - che aveva già approntato unedizione critica per il Corpus Paravianum nel 1958 stesso.