ⓘ Bonaccorso Pitti. Mercante, politico, ambasciatore, scrittore e verseggiatore, a sessantnni, nel 1412, Bonaccorso Pitti iniziò a scrivere i suoi Ricordi e li co ..

                                     

ⓘ Bonaccorso Pitti

Mercante, politico, ambasciatore, scrittore e verseggiatore, a sessantnni, nel 1412, Bonaccorso Pitti iniziò a scrivere i suoi Ricordi e li continuò fino al 1430. Per ricchezza di informazioni e per giudizi su avvenimenti storici, sono importanti per comprendere la mentalità dei mercanti fiorentini del tempo e lo spirito davventura dello scrittore. La sua Cronaca serviva anche ad affermare il diritto della sua famiglia a partecipare alla gestione dello Stato. I Ricordi sono basati su fonti orali, come su documenti scritti ed ufficiali. Narrò episodi di cronaca - cui forse assistette in prima persona - le sue ambascerie e si dilungò su amori avventurosi, motteggi, gioco dazzardo ed episodi di guerra, ostentando la nobiltà e il lusso della sua famiglia e del suo personale status. Al termine, stese un elenco ordinato delle cariche amministrative, avute a Firenze nel territorio dello Stato fiorentino e terminò con due calendari perpetui. Il testo è scarno, ma efficacemente rappresentata la vita a Firenze.

Ha lasciato anche poesie, una a lui attribuita da un recente studio. Nel 1427, quando era podestà di Prato, copiò il testo ufficiale della Leggenda della cintola di Maria, rimasto inedito.

Di Bonaccorso Pitti resta anche una canzone, dal titolo Fortuna, pubblicata nel 1906.

                                     

1. Opere

  • Antonio Lanza a cura di, Lirici toscani del Quattrocento, Roma, Bulzoni, 1975, pp. 275-279, SBN IT\ICCU\NAP\0140947. Per le liriche di Bonaccorso Pitti
  • Veronica Vestri a cura di, Ricordi / Bonaccorso Pitti; prefazione di Stefano U. Baldassarri, Firenze, Firenze University press, 2015, SBN IT\ICCU\UFI\0629082.
                                     

2. Documentazione

Documenti che riguardano Bonaccorso Pitti si conservano alla Biblioteca nazionale di Firenze Poligrafo Gargani e allArchivio di Stato di Firenze.