ⓘ Chiese di Vasto. Situata nellomonima frazione a sud del centro, esisteva sin dal 1569, divenuta parrocchia nel 1973, restaurata completamente nel 1994. Conserva ..

                                     

ⓘ Chiese di Vasto

Situata nellomonima frazione a sud del centro, esisteva sin dal 1569, divenuta parrocchia nel 1973, restaurata completamente nel 1994. Conserva lantico aspetto rurale rinascimentale, con pianta rettangolare a navata unica: tra le opere di pregio conserva lAdorazione dei Pastori di Gerrit von Hontort 1600, laltare, il leggio e il tabernacolo in pietra del 1994, opera di Domenico Zambianchi.

                                     

1.1. Chiese al di fuori del centro storico Chiesa di San Giovanni Bosco

Parrocchia degli anni 60, comprendente circa 2000 famiglie con oltre 6000 abitanti, espansa soprattutto negli anni 70, svolgendo attività educative, catechesi e solidarietà comunitaria, con lobiettivo di porre maggiore attenzione alle esigenze sociali della comunità parrocchiale seguendo la specificità della spiritualità salesiana, in particolare verso le giovani coppie, seguendole sia nella fase prematrimoniale che nei primi anni di vita familiare.

La cura di questa chiesa parrocchiale è affidata alla comunità dei Salesiani di Don Bosco, che opera sul territorio dal 13 ottobre 1966. Il 1º marzo 1970 viene avviata lattività parrocchiale, svolta provvisoriamente dapprima nei locali di via S. Lucia e in seguito in unaula dellIstituto Professionale. Solo due anni dopo, nel 1972, ebbero in cura la nuova chiesa di San Giovanni Bosco, nella quale vengono portati avanti percorsi di iniziazione alla vita cristiana che raccolgono numerosi bambini e ragazzi della città, così come gruppi di formazione che vedono la partecipazione di giovani e adulti. Non mancano attività rivolte a giovani coppie e neo sposi. La maggior parte del lavoro pastorale della Parrocchia viene svolto nei locali delloratorio in via San Domenico Savio.

                                     

1.2. Chiese al di fuori del centro storico Cappella del Santissimo Crocifisso dellIstituto "Figlie di Maria"

Si trova in via Madonna dellAsilo, è una cappella annessa allistituto scolastico "Figlie di Maria".

La chiesa risale al 1969 progettata da Luciano Tosone, e si ispira alle basiliche romaniche di Roma, particolare è labside decorata nel catino con pitture. Laltare e il seggio sono ricavati dalla pietra, il Crocifisso è una scultura in terra cotta, insieme al percorso della Via Crucis, opere di Ennio Minerva.

La chiesa ha pianta rettangolare, con facciata a capanna ornata da cornice marcapiano, un portale architravato e un oculo centrale in asse. Il campanile laterale è una torre a pianta quadrata.

                                     

1.3. Chiese al di fuori del centro storico Resti della chiesa di Santa Croce

Sono siti in Via Roma sotto le gradinate dellArena delle Grazie. La zona occidentale della chiesa è riemersa nella metà degli anni settanta del XX secolo dove sono stati trovati dei frammenti di mosaici. La chiesa era sita alla periferia della città antica presso un incrocio di due strade ortogonali presso le terme e, forse, di un macellum. Lo stile dei muri è simile alle chiese pugliesi settentrionali coeve. Linterno era a navata unica con abside.

Una chiesa posta a ridosso delle mura, si trovava sotto la Loggia Amblingh, la chiesa di San Nicola a Tre Segni, che doveva trovarsi presso la via omonima. Nella grave frana della prima metà dellOttocento che coinvolse la Loggia Amblingh, questa chiesa andò distrutta. Doveva sorgere a poca distanza da Fonte Nuova.

                                     

1.4. Chiese al di fuori del centro storico Ex convento di SantOnofrio

Sito in Via SantOnofrio e risalente al 1440. Dei restauri alle zone abitative dellarea conventuale hanno portato alla perdita di alcuni fregi, tra cui degli intonaci, dei dipinti, delle decorazioni murarie, dei pavimenti e degli infissi. Presso gli altari delle navate è stato recuperato un ciclo pittorico forse raffigurante degli episodi della vita di. Il convento constava di chiostro mentre la chiesa ha una navata principale e una piccola navata laterale. La chiesa ha dimensioni ridotte. Nei primi secoli la chiesa forse aveva la volta solamente nella zona absidale, mentre la navata aveva il soffitto a capriate. Al suo interno conserva la salma di Beato Sebastiano da Celenza sul Trigno. La chiesa in stile barocco, si conserva finora nel suo aspetto originario, dopo la ricostruzione post 1566. Linterno è diviso in due navate coperte a volta, situata sul lato meridionale; ledificio adibito al culto, nellintero complesso quadrangolare si trova a meridione. Nel XVII secolo è stato rinnovato il coro presso laltare, con pezzi lignei dellartigianato locale. Le sculture di maggior rilievo sono: un espressivo Cristo ligneo della fine del 400, laltare maggiore ligneo di Tommaso Cefalo 1710, il Crocifisso con SantOnofrio, in legno smaltato del XVII secolo, un leggio intagliato e scolpito dai frati, il dipinto di SantOnofrio 1788 opera di Giuseppe Casanova, e altre tele seicentesche. Nella cappella del Crocifisso ci sono affrescate scene di vita del santo.



                                     

1.5. Chiese al di fuori del centro storico Santuario di Maria Santissima dellIncoronata

Situata nellomonima frazione, a nord di Vasto, che ormai è divenuto un quartiere, è sede dellOrdine dei Frati Cappuccini nel convento.

Fino al 1809 il convento dei Cappuccini si trovata, tra il 1582-85, presso la chiesa di Santa Maria degli Angeli, o SantAnna, più vicino al centro di Vasto. Soppresso poi per le leggi napoleoniche, il convento fu chiuso nel 1811, e demolito dal barone Genova Rulli, che vi costruì un palazzo, annettendo la chiesa di SantAnna. Il 31 marzo 1860 il re Francesco II delle Due Sicilie autorizzava lapertura di un nuovo convento per i Cappuccini, eretto dai coniugi Antonino Celano e Giovannina Mayo; l8 settembre dello stesso anno sotto la guida di Padre Giuseppe Cerritelli, i frati posero dimora nei modesti locali della chiesa dellIncoronata fuori le mura, direzione mare. Il 7 luglio 1866 fu soppresso dalle leggi piemontesi. I Cappuccini furono ospiti nella villa di Antonino Celano, fino alla nuova concessione nel 1883 dellarea dellIncoronata ai Cappuccini. Nel 1889 Padre Francesco da Palombaro curò la costruzione del piano superiore del convento, per accogliere una scuola per novizi, nel 1914 fu trasferito da Penne il primo seminario serafico della provincia di Chieti, rimasto attivo fino al 1977, quando per crisi delle vocazioni la scuola fu chiusa.

Nel settembre 1986 fino al 1992 il convento è stato sede del postnoviziato dei Cappuccini dAbruzzo. La cappella dellIncoronata, nella prima metà del XVIII secolo era sorta sopra lantica chiesa di San Martino, ampliata nel 1871, fu restaurata e ulteriormente ampliata nel 1918, mentre nel 1938 venne completata la facciata del convento in stile post-neoclassico rurale.

Infatti in immagini storiche la facciata e gli interni, compreso il campanile, erano in stile rurale abruzzese, pseudo rinascimentale, con porticato ad archi davanti al.portale, facciata piana con finestrone centrale. La facciata è stata modificata con un portico in mattoni più elaborato, facciata decorata da ornamenti pseudoromanici, finestroni a trifora, architravi a timpano spezzato. Il campanile rettangolare ha copoie di archi per lato, e cuspide. Linterno a navata unica ha volta a botte leggermente ogivale, con cappelle laterali e tabernacolo monumentale allaltare maggiore, con la statua di Maria Santissima Incoronata.

Il convento laterale è prevalentemente moderno, con un chiostro quadrato.

Le origini del santuario risalgono al 1738, considerando prodigiosa una cappella ivi costruita, dedicata alla Beata Vergine Incoronata. In quellanno una grave siccità minacciava i raccolti, e fu ordinata una processione penitenziale, portando attraverso le campagne colpite la statua della Vergine Incoronata, e giunta la processione presso San Martino, scoppiò un temporale, e la pioggia fece rivivere i campi.

                                     

1.6. Chiese al di fuori del centro storico Complesso monumentale di Santa Lucia

È sito in Via di Santa Lucia nel Vallone LAngrella. Un monastero dedicato a Santa Maria in Valle sito nel Fosso dellAngrella forse era corrispondente alla chiesa omonima che fu possedimento dellabbazia di Santa Maria di Farfa. Tuttavia la prima notizia risale al 1276 quando labate di Santa Maria di Casanova reclamò al re Carlo I dAngiò poiché Andrea de Sully esigeva che i pastori del monastero cistercense che transumavano in Puglia pagassero un pedaggio per un certo numero di castrati. Al rifiuto dellabate, furono sequestrati gli animali, fu saccheggiata la chiesa, fu sottratto il frantoio della grangia e furono confiscati gli arnesi della imbarcazione con cui venivano portati i viveri per il monastero di santa Maria alle Tremiti. Dal XV secolo fu chiamato Grangia di Santa Lucia o monastero o badia di Santa Maria in Valle.

Era dotato di una chiesa, di camere e di un pozzo. Nel 1566 fu ricostruito in seguito allincendio provocato dai turchi. In seguito fu gestito da un priore fino al XVIII secolo. Il territorio del fosso dellAngrella fu poi coinvolto da alcune frane e già nel 1794 il monastero non esisteva più ma gli incassi urbani e rurali furono riscossi fino al XX secolo. Attualmente sono visibili i resti dellinsediamento. La chiesa di Santa Lucia annessa al palazzo rurale dei dAvalos del XVIII secolo è comunicante con i resti della costruzione benedettina attraverso dei campi presso via di Santa Lucia. Il monastero di Santa Lucia è in deterioramento.



                                     

1.7. Chiese al di fuori del centro storico Chiesa di San Nicola

Nella periferia Nord di Vatso, in prosecuzione di via Santa Lucia, fino allomonimo belvedere, si trova la piccola chiesa di San Nicola. Dallo storico Viti si sa che la chiesetta esisteva già dal 1644, ma forse è anche più remota, dato che si ha menzione, dalla bolla papale di Pasquale XII sec, della presenza di un castello fortificato, detto "Torricella", di cui esistono dei ruderi sul belvedere. A quellepoca si onorava il santo nella prima domenica di maggio, e poi nella terza domenica. Nel 1873 il canonico Miscione ristrutturò a sue spese la chiesa, per la solenne processione di quellanno. La processione in seguito fu sospesa fino alla ripresa nel 1903.

La chiesa è una piccola cappella a navata unica, con la facciata intonacata di bianco, ristrutturata ultimamente nel 1959 e nel 1999, su iniziativa di don Romeo Rucci e Angelo Ialacci. La cappella ha un aspetto tardo barocco, con architrave a timpano triangolare, e navata con cappelle laterali e altare maggiore con la statua lignea del santo.



                                     

1.8. Chiese al di fuori del centro storico Chiesa della Madonna dei Sette Dolori

La cappella si trova sul moderno Corso Mazzini, tra grandi palazzi che la soffocano. Venne eretta come cappella devozionale lungo la strada del pellegrinaggio verso il Convento dellIncoronata. Poche sono le notizie storiche che la riguardano, ma esisteva già dal 1644, quando era la "Cona di fuori", come riferisce lo storico Nicola Alfonso Viti, e doveva essere la cappella della Vergine Addolorata, di cui si è persa lantica immagine. Nel 1925 la chiesa venne ingrandita e restaurata, mentre durante la costruzione del nuovo corso, la chiesa venne inspiegabilmente demolita per essere ricostruita daccapo in uno stile pseudo medievale. Nel 1975 un comitato di cittadini raccolse fondi per la ristrutturazione delledificio, che però venne distrutto nel 1977 e ricostruito daccapo dallimpresa Domenico Zambianchi, lasciando solo lantica facciata. La chiesa è piuttosto semplice, oggi suffragata alla nuova parrocchia di San Marco, e allinterno conserva un quadro della Vergine dei Sette Dolori. La tela antica venne trafugata e danneggiata nel 1981, e dunque venne realizzata una nuova immagine da parte del pittore Filandro Lattanzio.

                                     

1.9. Chiese al di fuori del centro storico Chiesa di San Marco Evangelista

È una delle chiese più moderne di Vasto, realizzata nel 2009 nella zona centrale dellomonimo quartiere; è parrocchia della cappella della Madonna dei Sette Dolori. Ha una pianta ellittica con un blocco rettangolare conficcato nel mezzo, che costituisce la parte centrale dellunica navata. La facciata è preceduta da un portico con tettoia, da cui si innalza una porzione con due torri gemelle per i campanili, e una cupola più grande. Le finestre sono rettangolari, oppure a forma di croce. Linterno è scandito da colonne cilindriche, in stile molto sobrio, con delle cappelle a nicchia con arco a tutto sesto, e laltare maggiore a grande nicchia, preceduto da arco trionfale. Le figure dei santi sono state realizzate seguendo lo stile bizantino.

                                     

1.10. Chiese al di fuori del centro storico Chiesa di San Paolo Apostolo

chiesa moderna situata nel quartiere a nord, realizzata negli anni 60. In origine era un modesto edificio a pianta trapezoidale, ma nel 2015 sono partiti dei lavori di abbellimento, con la costruzione di uno slanciato campanile a torre. La chiesa ha una facciata molto semplice e schematica, con un oculo in asse con laccesso, e un portico stilizzato. Linterno ad aula unica riceve la luce da un ordine di finestre strette e lunghe sulla destra, e laltare maggiore è stato realizzato con un grande affresco in stile falso antico di San Paolo che predica ai Romani.

                                     

1.11. Chiese al di fuori del centro storico Chiesa di Santa Maria del Sabato Santo

La più recente, eretta nel 2012, si trova nella periferia a sud, e il progetto di costruzione iniziò nel 1975 quando il Monsignor Vincenzo Fagiolo erigeva la parrocchia di SantAntonio abate. Il primo parroco fu don Vittorio di Domenicantonio, in seguito nel 1982 si costituì la parrocchia di Santa Maria Immacolata e San Michele, il 5 ottobre 1986 il nuovo arcivescovo Monsignor Antonio Valentini conferiva lincarico di primo parroco a don Tommaso Di Stefano. Nel 2007 il Monsignor Bruno Forte iniziò le pratiche per la costruzione di una nuova chiesa nella zona sud di Vasto, e i lavori terminarono nel 2012. La chiesa ha una pianta irregolare composta da un semicerchio che, fondendosi con un secondo corpo, forma un ventaglio, realizzata in uno stile architettonico che riecheggia il colore salmastro del mare per via del tetto.

                                     

2.1. Chiese delle frazioni Chiesa di San Lorenzo

Situata nellomonima frazione, la chiesa risale circa al 1876, quando venne edificata una cappella alla Madonna della Salette, per volere del Cardinale Tambelli del Capitolo di Vasto, ristrutturando un tempio già esistente, del Medioevo, dedicato appunto a San Lorenzo. La chiesa era frequentata dai viandanti e dai pastori che, nel periodo della transumanza, seguivano lantico tratturo a mare per arrivare a Foggia. Dopo anni di abbandono, negli anni 60 è stata ampiamente restaurata, snaturandone il contesto antico per lasciar posto a uno più moderno, di stile composito, con lesterno rivestito in mattoncini. Linterno arricchito dai bei dipinti di Cesare Giuliani, come il Martirio di San Lorenzo e Il Cenacolo degli Apostoli.



                                     

2.2. Chiese delle frazioni Chiesa di Santa Maria di Pennaluce

Si trova nella località di Punta Penna, a fianco del faro. La chiesa è frutto di varie ricostruzioni di cappelle votive precedenti, che sorgevano nel villaggio italico di Buca, popolato dai pirati Frentani, distrutto nel IX secolo. Altri villaggi attorno, come Punta Erce Punta Aderci e Pinna de Lucu Pennaluce, rimasero in vita fino al XVI secolo, distrutti poi dai turchi. Nel 1304 sorgeva nei pressi un convento dedicato a SantAgostino di Pennaluce, che cadde in rovina insieme al castello dopo la pestilenza del 1416.Sulle rovine del convento fu eretta nel 1700 la chiesetta di Pennaluce, di cui già dal Cinquecento si aveva notizia di unedicola votiva dedicata a Santa Maria di Pennaluce. Il 30 ottobre 1618 vennero eseguiti i lavori di ristrutturazione dellingresso, e negli anni 1676-1689 don Diego dAvalos, Marchese del Vasto, provvide alla ristrutturazione totale della chiesa, dandole nuova forma, ossia quella attuale di pianta a croce greca.

Papa Innocenzo XI concesse lindulgenza plenaria ai fedeli della chiesa il giorno di lunedì in Albis, come per le basiliche di Roma, mentre il nuovo marchese donò 2000 ducati di rendita, affinché il pontefice innalzasse la chiesa ad abbazia della famiglia DAvalos, con obbligo di farvi soggiornare il cappellano, oltre a murarla di custodi armati per evitare danni delle scorrerie piratesche. Lesterno è stato ristrutturato definitivamente in forme neogotiche, con nuovo porticato, nel 1889 dallarchitetto Francesco Benedetti, con un impianto a croce greca, e cupoletta ottagonale che si innalza al centro.



                                     

2.3. Chiese delle frazioni Chiesa di Santa Maria Stella Maris

Situata di fronte a Piazza Rodi di Vasto Marina. Il tempietto fu costruito nel 1903 da parte del Cavalier Alfonso Marchesani, accanto la propria villa Marchesani-Santoro tristemente nota dal 1940 al 1943 per aver ospitato il campo dinternamento di Istonio, affinché gli abitanti della Marina avessero un proprio luogo di culto, senza dover risalire alla città alta. Il tempio venne consacrato nel 1905, in un vivace stile neogotico, con elementi romanici. Nel 1912 il Marchesani affidò ai Cappuccini la custodia della chiesa, che venne trasformata in un convento tra il 1912 e il 1921. Il 26 giugno 1926 la Regia Procura di Lanciano comunicava allautorità ecclesiastica il benestare dellamministrazione del Fondo Culto per lerezione della chiesa di Stella Maris a parrocchia della Marina, erezione avvenuta con bolla del Monsignor Nicola Monterisi di Chieti. Il primo parroco fu padre Ludovico da Balsorano, immessosi canonicamente il 18 marzo 1928, nel 1950-1 lo spazio del convento adibito a ospizio fu ampliato al piano superiore, con la realizzazione di alcune celle.

Come detto, la chiesa ha una facciata neogotica tripartita da pilastri, con portale sormontato da ghimberga e rosone a raggi, che sta sopra il finestrone maggiore a trifora. Anche le vetrate delle finestre monofore o bifore ad arcata ogivale, sono policrome ed istoriate, così come linterno a tre navate, con laltare blu, incassato dentro un arco trionfale.

                                     

2.4. Chiese delle frazioni Chiesa di Francesco dAssisi

Situata in viale Dalmazia a Vasto Marina, seconda chiesa di Vasto Marina, è stata edificata nel 2001 su disegno dellarchitetto Antonio Menna, perché la chiesetta di Stella Maris era diventata troppo piccola per il nucleo abitativo, sempre in crescente espansione. La chiesa, benché moderna, è un esperimento di architettura post-classica, che ricalca abbastanza fedelmente lo stile delle chiese dell800. Linterno conserva un tabernacolo in oro e argento del 2007, opera di Antonio Di Spalatro.

                                     

2.5. Chiese delle frazioni Chiesa della Madonna Addolorata

Situata nella frazione di Pagliarelli, la chiesa è stata costruita nel 1827 dai fratelli Giuseppe e Domenico Suriani, e poi restaurata nel 1981. La chiesa ha un aspetto rurale ottocentesco a pianta rettangolare con navata unica, e conserva di interesse il dipinto di SantAntonio abate del 1950, opera di Filandro Lattanzio.

                                     

2.6. Chiese delle frazioni Chiesetta della Maddalena

Si trova nella contrada omonima e risale al Settecento, avente semplice forma rettangolare in conci di pietra squadrati. La facciata è molto semplice, con un portale a tutto sesto, sormontato da un campanile a vela che sovrasta la facciata. In abbandono, fu completamente recuperata nel 1998. Linterno è molto semplice, a navata unica intonacata, voltata a botte, con laltare in pietra e marmi, e un grande quadro ritraente la Maddalena in atto di adorazione.

                                     

3. Chiese distrutte o sconsacrate

  • Grancia di San Sisto: si trova in un boschetto di contrada Incoronata. Non si sa se risalga al Medioevo, forse le permanene dellabbazia di San Salvo, che doveva essere la sua padrona, ne parlano, nel 1592 è citata tuttavia per la prima volta, e data in enfiteusi allabbazia di Santa Maria Arabona di Manoppello. Questa abbazia cistercense allepoca era divenuta commendataria dellaltra abbazia cistercense dei Santi Vito e Salvo a San Salvo, decaduta. La grancia era una chiesetta che era a guardia di un pezzo di terra, quasi un podere o masseria anziché una chiesa vera e propria, e rispondeva direttamente allabbazia di riferimemto. Per cui sino al 1799 fu proprietà di Santa Maria Arabona. Confinava con i feudi dei dAvalos di feudo Torre mozza, e con il convento dei Cappuccini di Vasto. Attualmente è in abbandono, consta di una casetta rettangolare con soffitto a capanna, e due livelli con finestre. Il materiale è un mattone cotto.
  • Chiesa della Madonna della Neve: edificio non più esistente. La tela presente in chiesa, raffigurante il Miracolo della Neve, è stata trasferita nella chiesa di Santa Maria Maggiore.
  • Monastero di Santo Spirito dei Celestini: fu fondato nel tardo Duecento da papa Celestino V insieme al discepolo Roberto da Salle, sotto lordine di San Benedetto. Lo storico Marchesani, così come il suo precursore Nicola Alfonso Viti, parlano delledificazione effettiva avvenuta nei primi del 300, nel 1327 era stato edificato il monastero, oggi scomparso, presso Atessa. Le prime attestazioni di documenti risalgono al 1362, il convento godeva di vari privilegi, aveva molti beni dentro e fuori la città. Nel 1566 fu incendiato dai turchi che assalirono Vasto, e ricostruito nel 1573, con un altare privilegiato dedicato a San Biase, durante il priorato di Placido da Manfredonia. Innico DAvalos, marchese del Vasto, fece restaurare la chiesa, e ripristinare il fosso a nord delle mura. La chiesa originaria era a navata unica, ospitò le confraternite dei Cavalieri di Malta e di San Bonomo, nel 1644 conteneva una reliquia di San Biase, nel 1742 i marchesi di Vasto vi costruirono delle stanze private. Mentre il convento fu soppresso nel 1807 divenendo carcere, la chiesa continuò ad officiare i riti sotto la congrega di San Bonomo, tuttavia nel 1815 anche la chiesa venne chiusa, e adibita a magazzino, cadendo in degrado, sicché nel 1818 non iniziarono i lavori di riqualificazione come teatro civico, dedicato a "San Ferdinando" in ricordo di Ferdinando IV di Borbone, con ultimazione effettiva, dei lavori di abbellimento, nel 1832. Oggi la chiesa e il convento sono ancora leggibili, situati tra via Aimone e Piazza Verdi, la chiesa corrisponde alla sede del teatro civico "G. Rossetti", i locali dellex convento, abbracciavano tutta larea di via Aimone, arrivando sino allincrocio con via Palizzi, e Piazza Brigata Maiella, dove si trovava lorto. La torre controllo, detta "Santo Spirito", si affaccia su Piazza Verdi e Corso Plebiscito, e risale alla metà del Quattrocento, durante la ricostruzione delle mura del capitano Giacomo Caldora, ed è stata modificata di recente mediante sopraelevazione, destinata ad uso abitativo.
  • Chiesetta di San Gaetano: si trova in via Santa Maria, risale al XVII secolo, rifatta però nel secolo seguente, ed attualmente è sconsacrata, adibita a deposito. Per la semplicità dello stile, si riconosce che è una chiesa solo dal piccolo campanile a vela.
  • Chiesa di San Nicola degli Schiavoni: è documentata sin dal XIII secolo, si trovava presso larea della chiesa del Carmine, che vi venne costruita sopra nella metà del Seicento, per volere di don Diego dAvalos, Marchese del Vasto. La chiesa era la parrocchia dei cosiddetti "schiavoni", ossia popolazioni baltiche emigrate a Vasto nel Quattrocento.
  • Monastero di San Giovanni Battista dei Cavalieri di Malta: si trovava sul Corso Plebiscito, allaltezza della chiesa del Carmine. I Templari a Vasto sono documentati nel 1362, con lacquisizione del bene, come testimonia un atto rogato dal notaio Mascio Di Cola, dopo che avevano ricevuto un privilegio nel 1304 dal sovrano Carlo II dAngiò. Linventario delle rendite della chiesa di San Giovanni del 1695 conferma che i cavalieri avevano molti beni sparsi, nel catalogo del 1749 il tempio era officiato dalla Congrega di San Bonomo, che aveva gli uffici anche nel monastero di Santo Spirito, a nord delle mura. Seguendo la descrizione fatta dallo storico Luigi Marchesani, la chiesa aveva un solo altare, con limmagine della Vergine col Bambino, SantAnna, San Giovanni Precursore e San Leonardo, con San Bonomo. Dopo labolizione dellordine dei Templari nel 1815, la chiesa cadde in abbandono, divenuta di regio demanio. Acquistata nel 1833 dalla famiglia De Pompeis, era quasi crollata, e divenne un magazzino, sino a che non scomparve del tutto.
  • Monastero di Santa Chiara: si trovava presso Largo Santa Chiara col mercato coperto, a sud della città. Nel 1585 la città avviò le pratiche per ospitare le monache Clarisse dentro le mura, e iniziarono i lavori di edificazione del monastero, dedicato alla "Santissima Eucaristia", consacrato nel 1609, ospitando delle suore aquilane dal relativo monastero di Santa Chiara dAcquili; oltre alle suore venne nominato il frate confessore don Giovanni Battista Moschetta e venne istituita una rendita dei beni. Nel 1622 il monastero ospitò altre monache provenienti dalla vicina Casalanguida, nel 1627 si costruì la loggetta, uno degli elementi caratteristici della struttura, nel 1653 il Marchese del Vasto inviò al monastero le reliquie di San Candido Martire, nel 1655 fu costruito laltare del Rosario. Il convento passò vicende alterne, nel 1771 raggiunse lapogeo con 24 monache, nel 1824 invece per mancanza di suore rischiò la chiusura. Tra il 1858 e il 63 fu confessore padre Raffaele di Larino, dimorante nel vicino convento di SantOnofrio, procuratore generale e prefetto delle Missioni allEstero, ricordato affettuosamente nei diari delle monache. In una descrizione di Nicola Alfonso Viti, la chiesa era a navata unica, laltare maggiore decorato dalla statua di Santa Chiara, gli altri altari erano della Madonna degli Angeli, del Salvatore, vi erano 30 sedili per le suore. Nel 1917 minacciò pericoli statici, oltretutto erano presenti solo 3 monache, sicché nel 1933 procedettero i lavori di demolizione. Del convento si conserva solo la grande cisterna sotterranea, risalente allepoca romana dove confluivano le acque dellacquedotto delle Luci.
  • Chiesa di San Martino de Lucu: si trova presso il castello di Punta dErce oggi riserva di Punta Aderci, documentata nel XII secolo da papa Alessandro III e papa Pasquale II. Non si hanno altre notizie, se non che nel XVII secolo era ancora in piedi con il castello, ma successivamente franò a valle.
  • Chiesa di Montevecchio: trattasi di una chiesa doveva sorgere negli anni 50 presso la località omonima, dove sin dagli anni 30 era stata posta una croce monumentale in legno, sullaltura del colle. La località era iniziata a popolarsi, e necessitava di una chiesa, il cui progetto venne redatto,m e i lavori avviati. Ma per mancanza di fondi, oppure per lesecuzione sbagliata dei lavori, che minacciarono il crollo della struttura incompiuta, questa venne immediatamente demolita. Della chiesa rimangono solo i progetti preparatori.