ⓘ Grotte di Ortucchio. Le Grotte di Ortucchio sono un complesso di grotte carsiche situate a mezza costa sul bordo meridionale della piana del Fucino nel territor ..

                                     

ⓘ Grotte di Ortucchio

Le Grotte di Ortucchio sono un complesso di grotte carsiche situate a mezza costa sul bordo meridionale della piana del Fucino nel territorio comunale di Ortucchio in Abruzzo.

                                     

1. Storia

Le caverne naturali originate da movimenti tettonici e in parte anche da fenomeni di erosione sono risultate abitate dal Paleolitico superiore fino allepoca romana. La datazione dei reperti con il metodo del radiocarbonio fa risalire la presenza umana fino a 23 000 anni fa. Le caverne sono situate tra i 650 e i 720 m s.l.m. e costituiscono una risorsa archeologica insieme al sistema delle grotte fucensi e marsicane indagate a cominciare dagli anni cinquanta dagli archeologi dellUniversità di Pisa e successivamente anche dagli studiosi dellUniversità degli Studi di Roma "La Sapienza".

                                     

2.1. Le grotte Grotta Maritza

La cavità è localizzata lungo le pendici del monte Praticelle sul bordo sud orientale del Fucino a circa 50 metri sul livello della conca e 704 m s.l.m. La piccola grotta di origine tettonica è situata a ridosso di una parete calcarea alta circa 10 metri e si sviluppa su un piano assiale di appena 6 metri di profondità. Ѐ stata frequentata ininterrottamente in un ampio arco temporale che spazia dal Paleolitico superiore allepoca romana. Il toponimo è legato con ogni probabilità al nome proprio di persona di unallieva dellarcheologo Antonio Mario Radmilli che per prima individuò una piccola spaccatura della roccia. Una volta liberata da terra e detriti la caverna restituì vari reperti databili dallepoca protostorica fino alletà del bronzo. Alla luce sono tornati diversi oggetti ex voto, vari materiali votivi, litici e ceramici, frammenti di ciotole ed anse, carcasse di mammiferi e carnivori e i pesi delle reti da pesca utilizzate nel lago Fucino correlati alla cosiddetta cultura di Ortucchio. Alcuni materiali come gli ex voto sono conservati presso il museo Paludi di Celano. Utilizzata nei vari periodi storici anche come luogo di sepoltura e di culto la grotta ha restituito anche i resti umani di otto soggetti maschili e femminili riconducibili nel periodo temporale che va dal Paleolitico superiore allEneolitico.

                                     

2.2. Le grotte Grotta La Punta

Situata in località Anime Sante, a poche decine di metri di distanza dalla grotta Maritza, questa cavità si apre sul versante orientale del monte Praticelle. Delle varie grotte è stata la prima ad essere ispezionata negli anni cinquanta dal prof. Radmilli e dagli archeologi delluniversità pisana. Dalla grotta sono emersi materiali litici e ceramici attribuiti al periodo Paleolitico superiore-bronzo finale. Resti ossei umani hanno attestato che questarea fu utilizzata anchessa come una tomba, mentre in epoca preromana e romana come nel caso della grotta Maritza, gli oggetti offerti alle divinità hanno fatto presupporre la pratica del culto degli antenati mentre le tracce di un santuario fanno presupporre il culto di Giove e dei Dioscuri.

                                     

2.3. Le grotte Grotta di Ortucchio

Lo studio stratigrafico della grotta di Ortucchio, localmente nota anche come grotta dei Porci, ha permesso di ricostruire in linea di massima larco temporale in cui luomo lha abitata e frequentata che spazia dal Paleolitico superiore almeno al periodo medievale. Schegge litiche, elementi scheletrici e frammenti ceramici sono databili dal Paleolitico superiore alletà del bronzo mentre nel Mesolitico e fino al Medioevo la grotta venne usata già come luogo di sepoltura. La cavità si trova in località Mesula, a circa 30 metri dal livello della piana del Fucino, non distante dallarea archeologica di via Mesola, localizzata lungo la contemporanea strada Circonfucense ai bordi dellalveo dellex lago, utilizzata in continuità duso come una necropoli. Frammenti ossei di un cranio e di una mandibola appartengono a due soggetti maschi ascrivibili alluomo di Cro-Magnon. Ritrovamenti ceramici e resti di strutture di epoca italica e romana non fanno escludere la pratica del culto degli antenati. Articolati studi tafonomici e zooarcheologici relativi alla mammalofauna e allavifauna hanno consentito di attestare che, al contrario della grotta Maritza, in questa cavità la frequentazione umana sarebbe stata più sporadica con migrazioni stagionali di breve raggio nellambito della regione marsicana e/o abruzzese.



                                     

2.4. Le grotte Grotta La Cava

La cavità naturale di origine tettonica di piccole dimensioni si trova in unarea rupestre non distante dalla grotta La Punta. Venne scoperta negli ultimi anni cinquanta in occasione di una campagna di ricognizione a largo raggio diretta dallarcheologo Carlo Tozzi nel territorio montano che caratterizza a sud il bordo fucense. Chiamata così per via delle operazioni di estrazione del materiale pietroso e di vari detriti essa non venne utilizzata dagli uomini per viverci in modo stazionario ma fu certamente adattata a luogo di sepoltura. Allinterno sono riemersi parti scheletriche come crani ed ossa appartenuti a tre individui risalenti al Neolitico oltre a frammenti di ceramiche che spaziano dalletà del rame fino al periodo romano.