ⓘ Audi quattro. L Audi quattro è unautovettura coupé prodotta dalla casa automobilistica tedesca Audi tra il 1980 ed il 1991. Come suggerito dal nome, è nota per ..

                                     

ⓘ Audi quattro

L Audi quattro è unautovettura coupé prodotta dalla casa automobilistica tedesca Audi tra il 1980 ed il 1991. Come suggerito dal nome, è nota per essere stata la prima auto europea di grande serie ad adottare la trazione sulle quattro ruote.

                                     

1. Storia

Campionato del mondo rally

  • - 1 Campionato del mondo piloti con Hannu Mikkola 1983

Campionato del mondo rally

  • 2 Campionati del mondo piloti Hannu Mikkola nel 1983 e Stig Blomqvist nel 1984
  • 1 Campionato del mondo marche 1984
                                     

1.1. Storia Debutto commerciale

La quattro fu presentata al salone di Ginevra del 1980 e si rivelò la reginetta della manifestazione elvetica, calamitando su di sé lattenzione del pubblico. Naturalmente anche la stampa si gettò a capofitto nello stand Audi, ma alla fine solo un ristretto numero di giornalisti riuscì a provare in anteprima la nuova nata di casa Audi. In tutto, fra vetture destinate allo stand e vetture destinate alla stampa, furono solo ventiquattro gli esemplari di preserie prodotti e questa fu la principale ragione per cui solo pochi giornalisti riuscirono a testare la vettura al suo debutto.

                                     

1.2. Storia Lo stile

Lo stile dellAudi quattro si rifaceva strettamente a quello dellAudi Coupé disegnata da Giugiaro poco tempo prima. Ma stavolta, a mettere mano alle linee della vettura fu linglese Martin Smith, che per ironia della sorte arrivò allAudi nel febbraio del 1977, proprio mentre Bensinger e Piech ebbero il loro primo colloquio a proposito della futura Audi quattro. Anche qui, si concesse a Smith un budget ridotto, a fronte del quale Piech volle delle linee che esaltassero soprattutto il lato tecnico della vettura. Per questo motivo, le linee della quattro non si discostarono moltissimo da quelle della Coupé, pur essendo questultima molto meno aggressiva nella vista dinsieme e pur essendo la quattro immediatamente riconoscibile dalla sua "sorella minore". Per questo, non cambiò di molto neppure il Cx, sceso da 0.45 a 0.43. Fondamentalmente vennero allargati i passaruota, non tanto per un vezzo estetico fine a sé stesso, quanto per la necessità di contenere le ruote allinterno della carrozzeria, dal momento che limpiego dei lunghi assali di derivazione Audi 200 le avrebbe altrimenti fatte sporgere di molto dalla linea dei parafanghi. Questo fu il principale aggiornamento che conferì al corpo vettura un aspetto molto più aggressivo rispetto a quello della Coupé, che finì per esaltarne laspetto tecnico e per differenziare nettamente la quattro dalle normali Coupé a trazione anteriore. Vennero ridisegnati anche i paraurti, con la differenza che in questo caso essi vennero realizzati in poliuretano e resi più aggressivi e grintosi. Sempre in poliuretano fu anche linedito spoiler posteriore sopra il lunotto.

Allinterno erano stati installati sedili sportivi dai rivestimenti piuttosto vistosi, ma la plancia era identica a quella della 80. La strumentazione di bordo non era molto completa, mancando addirittura il termometro dellacqua, una lacuna piuttosto pesante anche in quegli anni per una sportiva di alto livello. Le prime quattro furono caratterizzate anche da un insieme di levette poste vicino al freno a mano e che servivano ad attuare il blocco dei differenziali centrale e posteriore.



                                     

1.3. Storia La tecnica

Le scocche della Coupé GT venivano trasferite alla Baur di Stoccarda, che si occupava di modificare il pianale per creale lalloggiamento per la trasmissione posteriore, quindi lauto veniva trasferita a Ingolstadt per essere completata, allinterno del capannone n. 2 destinato allallestimento dei modelli unici. Anche le sospensioni, indipendenti sulle quattro ruote, adottavano principalmente componenti mutuati da altri modelli Audi già in produzione, in particolare dallammiraglia 200 semiassi e molle e dalla media 80 sterzo a cremagliera e telaietti ausiliari. Lo schema fu di tipo MacPherson su entrambi gli assi e, come si è già detto, entrambi gli assi corrispondevano quasi completamente ad un avantreno di origine Audi 200, di cui uno quello destinato al retrotreno della quattro fu ruotato di 180°. Quanto al motore, la scelta ricadde su quello più potente allora disponibile, un 5 cilindri in linea di 2.144 cm³ che già equipaggiava lammiraglia della gamma, la Audi 200. Tale unità, un monoblocco in ghisa con testate in lega leggera e distribuzione SOHC, disponeva di iniezione meccanica Bosch K-Jetronic ed era sovralimentata con turbocompressore KKK-k26, ma con in più il montaggio di un intercooler aria/aria, cosa che permise di elevare la potenza dai 170 CV originari fino a 200. Limpianto frenante era a 4 dischi, dei quali quelli anteriori erano autoventilanti.

Laspetto più interessante naturalmente era la trazione integrale permanente con tre differenziali. Il motore era montato longitudinalmente davanti lassale anteriore ed il cambio manuale a 5 marce dietro di esso, come nelle convenzionali auto a trazione posteriore. Da qui la potenza veniva trasmessa ad un albero cavo lungo circa 26 cm fino al differenziale centrale che la distribuiva ai due assali, posteriormente alluscita della scatola ed anteriormente attraverso un albero coassiale a quello secondario ed alloggiato dentro di esso. La complessa soluzione permetteva di ridurre gli ingombri, inserendo cambio e due differenziali allinterno di un unico gruppo. La trasmissione del moto al differenziale posteriore avveniva tramite un albero in due pezzi, unito da un giunto cardanico e collegato a entrambi i differenziali da giunti omocinetici. Il differenziale centrale ripartiva la coppia in egual misura 50/50 fra i due assali. Il differenziale anteriore era sempre libero mentre gli altri due erano bloccabili separatamente tramite comandi sulla console. Tali comandi erano inizialmente dei semplici cavi azionati da leve poste ai lati del cambio a cloche.

                                     

1.4. Storia Evoluzione del modello

Nonostante si trattasse di un modello di costruzione quasi artigianale ed un prezzo che sfiorava i 50.000 marchi, nei primi due anni ne furono realizzate quasi duemila, a fronte dei 400 esemplari inizialmente preventivati. Ciò pose le basi per proseguire con la commercializzazione della vettura. LAudi quattro divenne così rapidamente uno status-symbol alternativo alle solite supercar o alle berline di lusso dellepoca. Oltre al successo di vendite, la produzione venne impostata fin da subito a circa dieci vetture al giorno per poter procedere più rapidamente allomologazione nel gruppo 4 del mondiale rally.

La carriera commerciale dellAudi quattro si articolò in tre serie fondamentali, in cui la vettura fu identificata dagli addetti ai lavori mediante tre sigle: WR, MB ed RR.

                                     

1.5. Storia La Serie WR

Le prime Audi quattro presero la sigla interna di WR: la serie WR viene a sua volta suddivisa in tre fasi. La prima fase, nota semplicemente come WR, era riconoscibile esteticamente per il frontale a fari sdoppiati ripreso da quello della 200 e fu anche quella dotata delle già citate levette di controllo dei differenziali, un sistema grezzo e rumoroso che finì per essere sostituito rapidamente da servocomandi a depressione con tasti di bloccaggio in controfase e commutatori. Il passaggio dalluno allaltro sistema di controllo dei differenziali avvenne nellaprile del 1981 e venne incluso ancora nella primissima serie WR.

La seconda fase di questa prima serie WR fu siglata WR II e comparve nellagosto del 1982. La vettura si distingueva dalla precedente serie WR per il frontale a fari integrali di forma rettangolare, dal disegno simile a quelli montati sulle contemporanee Audi 90. Nellabitacolo, la strumentazione divenne elettroluminescente, mentre la strumentazione piuttosto spartana fino a quel momento montata venne sostituita con una molto più lussuosa dotata di un avveniristico cruscotto digitale parlante con computer di bordo) Nel dicembre del 1983 venne rivisitato il cruscotto, ora dotato di interruttori supplementari sui lati, e i sedili che furono rivestiti in tweed con inserti in pelle. Per quanto riguardava la meccanica venne rivista la rapportatura del cambio, che a questo punto incluse una terza ed una quarta marcia più corte, mentre venne rivisto il comparto sospensioni, con nuovi trapezi e geometrie rivisitate al retrotreno. Vennero anche montati pneumatici maggiorati, con battistrada passato da 205 a 215 mm di larghezza. LABS, fino a quel momento optional, divenne di serie.

Nellagosto del 1984 fu introdotta la WR III: il frontale venne leggermente rivisitato, con nuovi fari integrali leggermente più inclinati e con un logo anteriore più grande. Inoltre i fari posteriori divennero bruniti e lo spoiler posteriore divenne in tinta con la carrozzeria. Internamente vi fu larrivo di una nuova strumentazione di colore verde e che integrava il termometro olio e il voltmetro, entrambi del tipo a led. Questa serie rimase in listino per circa tre anni.



                                     

1.6. Storia La serie MB

Nel 1987 la cilindrata del motore aumentò leggermente da 2.144 a 2.226 cm³. Il motore fu dotato di una nuova testata, di nuovi iniettori, di punterie idrauliche al posto di quelle meccaniche, rapporto di compressione più alto, sensore del battito in testa, dispositivo cut-off, turbocompressore raffreddato a liquido. La potenza rimase invariata ma la coppia massima veniva raggiunta a regime inferiore 270 Nm a 3000 giri/minuto anziché 3500. Per contro vi fu un leggero miglioramento nei consumi. Linnovazione più importante fu tuttavia la sostituzione del complesso differenziale centrale con un differenziale autobloccante Torsen che distribuiva automaticamente la coppia allassale con maggiore trazione, fino ad un massimo del 75 %. Esternamente comparvero le scritte identificative in coda: la scritta quattro a destra, il logo al centro e la scritta del costruttore sulla sinistra. Nellabitacolo, il cruscotto divenne retroilluminato in rosso e con tecnologia a cristalli liquidi, mentre scomparve il manometro del turbo sostituito da indicatori luminosi e il computer di bordo perse la funzione vocale. Inoltre il sedile anteriore passeggero divenne regolabile in altezza.

Nella metà del 1988 lAudi quattro scomparve inspiegabilmente dai listini europei per circa un anno, quando riapparve in una nuova edizione lanno seguente.



                                     

1.7. Storia La serie RR

Tale edizione fu indicata con la sigla RR, venne introdotta appunto nel 1989 e fu caratterizzata ancora una volta da novità in ambito tecnico: il motore da 2226 cm³ ad iniezione elettronica fu dotato di una inedita testata a 4 valvole per cilindro, per un totale di 20 valvole. Il motore fu inoltre dotato di doppio catalizzatore, di un intercooler maggiorato e in tale configurazione fu in grado di erogare 220 cavalli a 5900 giri/minuto. Internamente vi fu larrivo di nuovi rivestimenti in tessuto jacquard e di un nuovo volante a tre razze, mentre esternamente la vettura si riconosceva dalle serie precedenti unicamente per lo scarico a due terminali e, sempre in coda, per leliminazione della scritte identificative.

La quattro uscì di produzione nel 1991. In totale ne furono costruite 11.452. Non essendo mai cambiato il nome commerciale dellauto salvo per la 20v, le varie versioni vengono abitualmente distinte usando il codice del motore: WR per quella originale, MB per il motore 2.226 cm³ ed RR per il venti valvole. Soltanto per i mercati nordamericano, svizzero e giapponese il motore 2.144 fu prodotto in una versione depotenziata a 160 CV codice WX per adeguarlo a più stringenti norme anti-inquinamento.

                                     

1.8. Storia Il nome che divenne un marchio

Internamente designata come Typ 85 codice di produzione che condivise con la versione coupé della Audi 80, la nuova vettura fu battezzata con un nome commerciale che richiamasse immediatamente la principale caratteristica dellauto, ovvero le quattro ruote motrici. La dirigenza Volkswagen propose il nome Carat, ma Walter Treser obbiettò che esisteva già un profumo femminile con quel nome. Fu lo stesso Treser a suggerire il nome quattro, ma la scelta di quella parola fu solo marginalmente motivata dalla preferenza nella fonetica italiana: lispirazione venne invece dal sistema di trazione integrale utilizzato da Jeep, chiamato Quadra-trac. Inizialmente soltanto la lettera q minuscola venne depositata, ma ben presto venne coperta da copyright lintera parola quattro, scritta tutta minuscola iniziale compresa.

Confortata dal successo della coupé e concordemente al piano industriale promosso da Piech, già nel novembre del 1982 Audi rese disponibile la trazione integrale sulla 80 e lanno successivo fu la volta della 100 e della 200. Tutte erano identificate con il marchio quattro come suffisso dopo il nome del modello. A partire da allora Audi optò per fornire gran parte della gamma con questa configurazione ne fece una propria peculiarità tecnica, oltre che commerciale. Con lutilizzo del marchio quattro in luogo dei più diffusi 4x4 o 4WD four wheeldrive si diffuse rapidamente anche fra gli altri costruttori la tendenza ad identificare il proprio sistema di trazione integrale con un nome specifico. Allinterno del gruppo Volkswagen soltanto Audi ha utilizzato questo logo VW, per esempio ha usato Syncro prima e 4motion in seguito. In seguito alla diffusione del logo quattro su tutti i modelli Audi dotati di trazione integrale e per distinguerla da essi, la coupé originale viene oggi comunemente soprannominata ur-quattro.

Nellottobre del 1983 in Audi fondò a Neckarsulm, nei pressi di Stoccarda, una divisione chiamata quattro GmbH. Tuttora attiva, questa società si occupa della progettazione, sviluppo e costruzione delle versioni più sportive della gamma Audi, come i modelli R ed RS, oltre che di accessori e prodotti per il merchandising. Il complesso di 3.500 m² è situato nellarea in cui sorgeva lo stabilimento della defunta NSU Motorenwerke AG, oggi conosciuto come Audis aluminium plant.

                                     

1.9. Storia Audi quattro Concept

Per celebrare il 30º anniversario della quattro, Audi presentò al Salone di Parigi del 2010 la quattro concept, una concept car costruita sulla piattaforma della RS5. Mossa da un motore cinque cilindri TFSI da 2.5 litri e 402 CV 300 kW di potenza, era dotata di cambio manuale a sei rapporti e della sesta generazione della trazione integrale quattro. Diversamente dallauto a cui si ispirava, era dotata solamente di due posti. Della vettura fu prevista una piccola produzione di serie 200-500 esemplari ma il progetto fu soppresso nel 2012 e la Quattro Concept rimase allo stadio di prototipo.

Unoperazione analoga fu compiuta nel 2013 al Salone di Francoforte con la presentazione della Sport quattro Concept, show car dotata di meccanica ibrida e realizzato per festeggiare lanniversario della Sport quattro. Un secondo esemplare di questauto, denominato Laserlight concept, fu esposto al CEV di Las Vegas il salone dellelettronica di consumo nel 2015 per mostrare un nuovo sistema di illuminazione stradale basato su diodi laser.



                                     

1.10. Storia La carriera nel mondiale rally

La quattro fu concepita principalmente per il mondiale rally, anche se partecipò anche ad alcune altre manifestazioni. Già il suo debutto assoluto avvenne nel 1980, dapprima come vettura sperimentale per le attività sportive ufficiali ed in seguito, sempre nel corso del 1980, nel Janner Rally in Austria.

                                     

1.11. Storia Le prime Audi quattro

Il suo debutto nel mondiale rally si ebbe invece nel gennaio 1981 al Rally di Montecarlo, con Hannu Mikkola e Michèle Mouton come piloti. Purtroppo, il debutto non fu dei migliori per gli equipaggi Mikkola/Hertz e Mouton/Pons, a causa di guasti e malfunzionamenti alle vetture da essi pilotate. Andò meglio alla gara successiva, in Svezia, dove Mikkola trionfò davanti alle due Ford Escort di Vatanen e Airikkala. In totale le quattro di Mikkola e Mouton disputarono 8 delle 12 gare previste. Basata in gran parte sulla versione stradale, la vettura da gara disponeva di un motore in grado di erogare circa 304 CV fra i 4000 ed i 7500 giri/min. Complessivamente, nel 1981 la quattro conquistò tre vittorie ed a fine stagione i due piloti si classificarono rispettivamente terzo ed ottava. Con la vittoria al Rallye di Sanremo, Michèle Mouton divenne la prima ed unica donna a vincere una prova del campionato mondiale. La Audi conquistò soltanto il quinto posto, anche a causa del fatto che il Rally di Svezia, dove Mikkola vinse, non assegnava punti per il campionato costruttori. Michèle Mouton fece coppia fra laltro con una navigatrice torinese, Fabrizia Pons, coppia riconfermata per lanno seguente, sempre su Audi quattro. Per questo, la Mouton non fu solo la prima donna a vincere una tappa del mondiale rally, ma fece anche parte di un equipaggio tutto femminile.

Nel 1982 Audi schierò tre auto con al volante Mouton, Mikkola e Stig Blomqvist. Le quattro utilizzate nel 1982 furono per lultima volta omologate in Gruppo 4: lanno successivo sarebbero infatti entrate a far parte delle gruppo B, che proprio in quel 1982 aveva debuttato in affiancamento al gruppo 4 stesso. Le Audi quattro preparate per il mondiale rally 1982 montavano un motore con monoblocco in lega di alluminio, erano state sottoposte ad una sostanziosa cura dimagrante ed erogavano potenze massime comprese fra i 320 e i 340 CV. I tre piloti conclusero la stagione rispettivamente seconda, terzo e quarto battuti dalla Opel di Walter Röhrl, ma grazie alle sette vittorie complessive lAudi si aggiudicò il campionato marche.



                                     

1.12. Storia Audi quattro A1

Con lingresso del nuovo regolamento tecnico, nel 1983 Audi iscrisse la quattro nel nuovo gruppo B, dando luogo alla quattro A1: per esigenze omologative, lAudi quattro venne ridotta di cilindrata da 2144 a 2109 cm³ grazie alladozione di un albero motore dalle manovelle leggermente più corte. Il motore subì inoltre ulteriori rivisitazioni, cosicché la potenza crebbe di circa 20 CV di potenza, le auto giovarono di passaruota più larghi e differenti rapporti del cambio. In alcune gare venne inoltre introdotto uno spoiler posteriore maggiorato in cui era inserito il radiatore dellolio.

I piloti erano Mikkola e Mouton: Stig Blomqvist gareggiò sempre per lAudi, ma al volante di unAudi 80 quattro debitamente preparata. La quattro A1 disputò solamente le prime quattro gare prima di essere sostituita dalla quattro A2, ma riuscì a vincerne due entrambe ad opera di Hannu Mikkola. In una di queste due gare, ossia il Rally di Portogallo, Michèle Mouton si classificò invece al secondo posto.

                                     

1.13. Storia Campionato del mondo rally

  • - 1 Campionato del mondo piloti con Hannu Mikkola 1983
                                     

1.14. Storia Audi quattro A2

Nella 5ª gara della stagione 1983 la A1 venne definitivamente rimpiazzata dalla seconda evoluzione della quattro da rally, la A2. Esteriormente riconoscibile solo per laggiunta di prese daria di raffreddamento per i freni poste su entrambi i lati fra la porta ed il passaruota posteriore. Soprattutto però, il motore cinque cilindri in linea adottava un nuovo blocco in alluminio con cilindrata portata a 2135 cm³. La cubatura originale di 2144 cm³ infatti, moltiplicata per il 1.4 come previsto dal regolamento tecnico come fattore di equivalenza fra motori sovralimentati e aspirati si traduceva in una cilindrata superiore ai 3 litri, fatto che comportava un peso minino di 1005 kg. Al debutto nel 1981 ciò non rappresentò un problema poiché lauto, allinizio dello sviluppo, non avrebbe raggiunto tale soglia. Con lintroduzione del gruppo B tuttavia il peso minimo fu innalzato a 1100 kg. Grazie a tale stratagemma ottenuto tramite una riduzione dellalesaggio da 86.4 a 85.5 mm, la cilindrata equivalente della quattro fu portata sotto i 3000 cm³, categoria in cui il peso minimo era di 960 kg. Pur non essendoci dati ufficiali, il peso della A2 era probabilmente inferiore alla tonnellata, anche se alcune fonti dichiarano la sua massa come compresa fra i 1.000 ed i 1.100 kg a seconda della gara. Le prestazioni del motore salirono a livelli compresi fra i 360 ed i 400 CV.

Per al versione A2, vennero confermati Mikkola e Mouton, mentre Blomqvist tornò anchesso al volante di una quattro. Le A2 furono schierate per la prima volta al Tour de Corse del 1983 ma nessuna raggiunse il traguardo. Ciò nonostante nel prosieguo della stagione Mikkola trionfò in altri due rally oltre quelli già conquistati ad inizio anno con la A1 e divenne campione del mondo. Il campionato marche fu invece ad appannaggio di Lancia, con Audi sconfitta per appena 2 punti.

Nel 1984 la squadra Audi affiancò ai propri piloti anche Walter Röhrl schierando così ben quattro auto ufficiali e conquistò otto prove, imponendosi sia nel mondiale piloti con Stig Blomqvist che in quello costruttori. Anche se uno degli otto successi fu ottenuto da Blomqvist al volante della nuova Sport quattro, che aveva progressivamente rimpiazzato la A2 durante la stagione, tutti i punti conquistati nella classifica costruttori furono conseguiti dalla A2 poiché tale prova era valida solo per il campionato piloti. Fu lultimo anno di gare per la quattro a passo lungo che la stagione successiva venne dismessa in favore della Sport quattro.

                                     

1.15. Storia Campionato del mondo rally

  • 2 Campionati del mondo piloti Hannu Mikkola nel 1983 e Stig Blomqvist nel 1984
  • 1 Campionato del mondo marche 1984
                                     

1.16. Storia La Sport quattro

Per far fronte allaumentata competitività degli avversari, che a loro volta avevano schierato vetture a quattro ruote motrici per rispondere al dominio Audi nei rally su tutte la Peugeot 205 T16, nel 1984 la casa di Ingolstadt presentò la Sport quattro. Rispetto alla sua progenitrice aveva un passo accorciato di ben 32 cm e la carrozzeria era realizzata, sempre presso la Baur, in materiale composito. Adottava una evoluzione del il motore 5 cilindri a quattro valvole per cilindro, con monoblocco in alluminio, distribuzione bialbero anziché monoalbero e cilindrata ridotta a 2133 cm³ per esigenze regolamentari. Molto più performante delle precedenti motori, già nella versione omologata era in grado di erogare 306 CV. La Sport quattro non sostituì la quattro a passo lungo, poiché a differenza della seconda fu concepita esclusivamente per essere destinata alle competizioni. La produzione della Sport terminò infatti nel 1986, mentre la quattro fu ritirata dal mercato soltanto cinque anni dopo. Ne vennero realizzate appena 224, poco più di quante necessarie per liscrizione al campionato mondiale Rally.