ⓘ Principi di Parigi, 1961. I Principi di Parigi sono un documento che lIFLA emanò nel 1961 con lo scopo di definire linee guida di catalogazione bibliografica da ..

                                     

ⓘ Principi di Parigi (1961)

I Principi di Parigi sono un documento che lIFLA emanò nel 1961 con lo scopo di definire linee guida di catalogazione bibliografica da condividere su scala internazionale.

                                     

1. Storia

Il documento è lesito della Conferenza internazionale sui principi di catalogazione che si tenne a Parigi nel 1961, preceduta da un incontro preliminare che ebbe luogo a Londra, nel 1959, e da altri quattro incontri a Parigi, Londra, Mosca e Montreal; i lavori preparatori si protrassero molto a lungo, sotto la responsabilità di Seymour Lubetzky.

I Principi costituiscono il primo atto ufficiale compiuto per unarmonizzazione mondiale delle pratiche di catalogazione di ogni paese, e rappresentano il più alto punto di riferimento teorico di ambito catalografico del 900: in essi confluiscono le riflessioni di Charles A. Cutter si veda in particolare il punto 2. Funzioni del catalogo, di Shyiali R. Ranganathan Il catalogo deve ottimizzare le modalità di ricerca dellutente, conformandosi di fatto alle prime quattro Leggi della biblioteconomia: 1 i libri si devono usare; 2) ad ogni lettore il suo libro; 3) ad ogni libro il suo lettore; 4) risparmia il tempo dellutente), di Eva Verona e di Lubetzky. Vero è, tuttavia, che, nonostante la partecipazione di bibliotecari provenienti da tutto il mondo, il processo decisionale e la redazione definitiva del documento si devono ad un gruppo ristretto, composto da Lubetzky, Verona, Arthur H. Chaplin e Leonard J. Jolley; personalità di rilievo come lo stesso Ranganathan e Akos Domanovsky rimasero invece poco influenti. La ragione è da ascriversi allobiettivo prefissato di assicurare luniformità delle pratiche e della teoria di catalogazione a livello internazionale, che portò a sacrificare alcune tradizioni bibliografiche nazionali a vantaggio di quelle di area occidentale.

                                     

2. Descrizione

Il documento si divide in 12 punti di cui si fornisce una sintetica presentazione tratta dalla traduzione italiana a cura di Diego Maltese:

  • Uso di più schede. Le funzioni del catalogo sono espletate in modo efficace se il catalogo fornisce una scheda per ogni libro sotto unintestazione che derivi dal nome dellautore o dal titolo così come tali elementi figurano sul libro in questione; se, nel caso ricorrano forme diverse del nome dellautore o del titolo, il catalogo produce una scheda per ogni libro sotto unintestazione uniforme; se il catalogo produce opportune schede aggiuntive e/o rinvii per ogni libro che lo richieda.
  • Più autori. Quando due o più autori hanno partecipato alla creazione di unopera, la scheda principale devessere prodotta sotto il nome dellautore riconosciuto come principale; se nessun autore è presentato come principale e gli autori sono due o tre, la scheda principale devessere fatta sotto il nome dellautore nominato per primo sul frontespizio, con schede aggiuntive sotto i nomi degli altri autori; se non si dà un autore principale e gli autori sono più di tre, la scheda principale devessere fatta sotto il titolo dellopera, con schede aggiuntive sotto lautore nominato per primo e sotto quanti altri autori appaia necessario.
  • Funzione dei diversi tipi di schede. La scheda principale per opere schedate sotto il nome dellautore devessere fatta sotto unintestazione uniforme. La scheda principale per opere schedate sotto il titolo può collocarsi o sotto il titolo così come esso compare sul libro, con una scheda aggiuntiva sotto un titolo uniforme, oppure con schede aggiuntive o rinvii sotto gli altri titoli. Schede sotto altri nomi o forme del nome di uno stesso autore devono darsi come rinvii in casi speciali si possono usare schede aggiuntive. Schede sotto altri titoli per una stessa opera devono darsi come schede aggiuntive si possono usare rinvii solo quando un rinvio può sostituire un certo numero di schede aggiuntive sotto una sola intestazione. Si devono creare schede aggiuntive anche sotto i nomi di coautori, collaboratori, etc., e sotto i titoli di opere che hanno la scheda principale sotto il nome di un autore, quando il titolo costituisce uninformazione alternativa importante per lidentificazione.
  • Opere di un solo autore. La scheda principale per ogni edizione di unopera di un unico autore devessere fatta sotto il nome dellautore; si deve creare una scheda aggiuntiva o un rinvio sotto il titolo di ogni edizione in cui il nome dellautore non compaia sul frontespizio. Lintestazione uniforme deve consistere nel nome con il quale lautore è più frequentemente identificato in edizioni delle sue opere, nella forma più completa che appaia comunemente in esse. Si danno le seguenti eccezioni: si deve preferire come intestazione uniforme un altro nome o altra forma del nome quando essi sono divenuti duso comune; se necessario, si devono aggiungere ulteriori elementi di identificazione per distinguere lautore da altri con lo stesso nome.
  • Schede sotto enti. La scheda principale per unopera devessere fatta sotto il nome di un ente quando lopera è lespressione del pensiero o dellattività collettivi dellente, anche se firmata da una persona in qualità di ufficiale o funzionario dellente, oppure quando la formulazione del titolo o del frontespizio, congiuntamente alla natura dellopera, implica chiaramente che lente è collettivamente responsabile del contenuto dellopera. Si deve invece creare una scheda aggiuntiva sotto il nome dellente quando esso ha svolto una funzione sussidiaria ad es. editore scientifico. Salvo alcune eccezioni specificate si veda il documento dei Principi, lintestazione uniforme devessere il nome con cui lente è più frequentemente identificato nelle sue pubblicazioni. Costituzioni, leggi, trattati e simili sono da schedare sotto il nome del relativo stato o altra autorità territoriale, con titoli formali e convenzionali che indichino la natura del materiale.
  • Funzioni del catalogo. Il catalogo devessere uno strumento efficace per accertare se la biblioteca possiede il libro del quale si conosce il titolo e lautore, o solamente il titolo, o, nel caso in cui lautore e il titolo siano insufficienti a identificare il libro, un conveniente sostituto del titolo. Il catalogo deve inoltre informare di quali opere di un particolare autore e di quali edizioni di una particolare opera la biblioteca è in possesso.
  • Scelta dellintestazione uniforme. Lintestazione uniforme devessere il nome o la forma del nome o il titolo più frequentemente utilizzati in edizioni delle opere catalogate o in citazioni da parte di fonti autorevoli. Quando esistono più edizioni in lingue diverse, si preferisce generalmente unintestazione basata su edizioni in lingua originale; se però tale lingua non è normalmente usata nel catalogo, lagenzia che cataloga può desumere lintestazione da edizioni e fonti bibliografiche nella propria lingua preferita.
  • Opere schedate sotto il titolo. Hanno la scheda principale sotto il titolo: le opere i cui autori non sono accertati; le opere di più di tre autori senza un autore principale; le raccolte di opere indipendenti, o parti di opere, di differenti autori, pubblicate con titolo dinsieme; le opere note principalmente e correntemente con il titolo piuttosto che con il nome dellautore. Si deve produrre una scheda aggiuntiva o un rinvio sotto il titolo per edizioni anonime di opere delle quali si sono accertati gli autori, e per opere con scheda principale sotto lautore quando il titolo è considerato unalternativa importante come mezzo didentificazione.
  • Scopo della definizione dei Principi. I principi si applicano soltanto alla scelta e alla forma dellintestazione e delle parole dordine nei cataloghi di libri stampati indicizzati per autore e per titolo.
  • Struttura del catalogo. Il catalogo deve avere almeno una scheda per ogni libro catalogato, e più di una scheda per un libro qualsiasi tutte le volte che ciò si renda necessario nellinteresse dellutente o in ragione delle caratteristiche del libro in questione ad es., quando lautore è conosciuto con più di un nome o forma del nome; quando diversi autori o collaboratori hanno partecipato alla creazione del libro; quando il libro contiene unopera con titoli vari etc.
  • Parola dordine per i nomi di persona. Quando il nome di un autore consiste di più parole, la scelta della parola dordine è determinata, per quanto è possibile, dalluso generalmente accettato nel paese di cui lautore è cittadino o, se questo non è possibile, dalluso generalmente accettato nella lingua che egli normalmente impiega.
  • Tipi di schede. Le schede possono essere schede principali, schede aggiuntive o rinvii. Una scheda per ogni libro - la scheda principale - devessere completa, corredata di tutti i dati necessari a identificare il libro. Le schede aggiuntive sono schede basate sulla scheda principale, e ripetono, sotto altre intestazioni, notizie date in questultima. Le schede sotto forma di rinvio indirizzano lutente verso un altro punto del catalogo.
                                     

3. Dopo e oltre i Principi di Parigi

In occasione del quarantennale della loro emanazione, nel 2001 Natalia N. Kasparova, della Biblioteca nazionale russa di Mosca e membro dellIFLA Cataloguing Section, si fece portavoce del pensiero secondo cui il mutato contesto catalografico richiedeva la ridiscussione dei Principi risalenti al 1961.

Lopinione diffusa nellambiente bibliotecario era che il documento di Parigi non rispondesse in modo adeguato alle problematiche poste dal catalogo relazionale e informatizzato del nuovo millennio. Lo scenario da affrontare risultava, già allinizio degli anni 2000, molto cambiato: luniverso bibliografico si era ampliato, includendo una varietà di tipologie di materiale documentario prima inconcepibile; il catalogo non era più cartaceo ma elettronico; la lingua le modalità di ricerca dellutente avevano cominciato a inscriversi in una dimensione globale condizionata come tale dalla familiarità crescente con il mondo del web; sorgeva la necessità di uninteroperabilità sul piano tecnologico e di norme condivise sul piano dellorganizzazione dellinformazione, affinché fosse possibile disporre delle medesime metodologie di interrogazione di OPAC consultabili su scala mondiale.

La Kasparova suggerì di convocare una Conferenza internazionale addetta a tale revisione critica. LIFLA Cataloguing Section raccolse la proposta, e di concerto con lIFLA National Libraries Section e con la Deutsche Bibliothek di Francoforte programmò una serie di incontri, tenutisi nei vari continenti tra il 2003 e il 2007: il primo a Francoforte 2003, i successivi a Buenos Aires 2004, al Cairo 2005, a Seul 2006 e a Durban 2007. Questa serie di incontri, che ebbero luogo sotto il titolo di IME ICC IFLA Meeting of Experts on International Cataloguing Code, più un ultimo, in forma ristretta, a Québec 2008, dettero come risultato lo Statement of International Cataloguing Principles, o ICP, del 2009. Tale documento è disponibile sul sito dellIFLA, e con esso anche la traduzione italiana a cura dellICCU 2010.

La comunità bibliotecaria riscontrò tuttavia questioni teoriche non risolte ancora nella versione del 2009. Il documento è stato quindi ridiscusso, e la versione definitiva data al 2016: in esso si dà attenzione alle nuove categorie di utenti emerse a contatto con lambiente digitale, alla tematica dellopen access, allinteroperabilità e allaccessibilità dei dati, e alle caratteristiche dei discovery tools. Alcune scelte terminologiche implicite, ma non sufficientemente trattate, già nel documento del 2009 ad es. la soppressione dei termini "registrazione bibliografica" e "registrazione dautorità" a vantaggio di "dato bibliografico" e "dato dautorità" sono giustificate in modo esplicito.