ⓘ Hārūn al-Rashīd è il nome e il laqab del quinto califfo della dinastia abbaside. Figlio di Muhammad ibn ʿAbd Allāh, detto al-Mahdī, governò la Umma islamica tra ..

                                     

ⓘ Hārūn al-Rashīd

Hārūn al-Rashīd è il nome e il laqab del quinto califfo della dinastia abbaside. Figlio di Muhammad ibn ʿAbd Allāh, detto al-Mahdī, governò la Umma islamica tra il 786 e l809.

Il suo regno fu prospero, sia in campo culturale sia in quelli scientifico e politico-istituzionale.

La sua vita e la favolosa corte sono state soggetto di molti aneddoti: alcuni realmente accaduti mentre di altri si crede siano inventati di sana pianta. La famosa silloge favolistica delle Le mille e una notte contiene molte storie che sono ispirate al mito della magnifica corte di Hārūn.

                                     

1. Biografia

Hārūn era figlio di al-Mahdī, il terzo califfo abbaside che governò dal 775 al 785 e di Khayzurān, ex-schiava proveniente dallo Yemen e donna che influenzò grandemente gli affari di Stato durante il regno del marito ed avrebbe avuto influenza anche sui figli.

Anche Hārūn fu influenzato dalla madre; durante il suo regno a controllare lamministrazione erano il suo visir barmecide Yahya ibn Khalid che era stato anche precettore di Hārūn, il figlio Jaʿfar, e altri membri della famiglia dei Barmecidi.

I Barmecidi erano una famiglia persiana divenuta molto potente sotto il califfato di al-Mahdī ma fu proprio Rashīd a disfarsene improvvisamente, facendo imprigionare il suo vecchio istitutore e vizir Yahyā e facendo uccidere Jaʿfar, il cui corpo fu poi crocifisso alla porta del ponte più importante che a Baghdad scavalcava il Tigri. Lepisodio fece talmente scalpore sui suoi coetanei di fatto si trattava di un fratricidio che il ricordo fu tramandato in modo assai vivido nelle stesse Mille e una notte.

Condusse numerose campagne militari contro lImpero bizantino, retto al tempo dalla basilissa Irene dAtene. Invase con successo per due volte lAsia Minore, costringendo limperatrice bizantina a versargli ingenti tributi. Intorno allanno 802 stabilì anche contatti diplomatici con Carlo Magno. E si racconta che gli ambasciatori di Carlo tornassero impressionati per quanto avevano visto presso la corte di Hārūn.

Ebbe due mogli, Zubayda e Umm al-`Azîz, nonché migliaia di concubine. Dei suoi tredici figli, solo due erano legittimi: uno di questi, al-Amin, generato con Zubayda, fu il suo successore.

                                     

2. Il califfato

Fu per costituirsi una biblioteca personale che Hārūn al-Rashīd volle sintraprendesse la costruzione della Bayt al-Hikma lett. "La casa della saggezza" che suo figlio al-Maʾmūn ampliò enormemente, rendendola forse il polo bibliotecario più ricco di tutto il mondo islamico nelle varie epoche e la prima università pubblica islamica.

Il califfo deve la sua celebrità anche al fatto di essere il protagonista di varie vicende narrate nella silloge favolistica intitolata Le mille e una notte Alf layla wa layla, dove è fin troppo generosamente ricordato come il prototipo del governante buono e giusto, a dispetto del suo spietato operare ai danni dei Barmecidi, la cui ottima amministrazione aveva garantito basi floride e solide al suo califfato.