ⓘ Una pagina di follia. Creduto perduto per quarantacinque anni, fu ritrovato per caso dallo stesso regista e fu diffuso nel 1971. Il film non contiene didascalie ..

                                     

ⓘ Una pagina di follia

Creduto perduto per quarantacinque anni, fu ritrovato per caso dallo stesso regista e fu diffuso nel 1971. Il film non contiene didascalie perché le proiezioni cinematografiche giapponesi negli anni 20 prevedevano la presenza nella sala di un narratore detto benshi o setsumeisha, e manca di un terzo delloriginale del 1926.

                                     

1. Produzione

Il film è un capolavoro dellavanguardia cinematografica giapponese della prima metà del Novecento.

Yasunari Kawabata, premio Nobel per la letteratura nel 1968, collabora alla sceneggiatura adattando, insieme a Kinugasa, Banko Sawada e Minoru Inozuka, un suo racconto breve.

Il film si può considerare espressione del movimento letterario giapponese fondato da Kawabata insieme a Riichi Yokomitsu e ad altri giovani scrittori chiamato Scuola delle Nuove Percezioni Shinkankaku-ha e aperto agli influssi culturali occidentali.

                                     

2. Vicende produttive

Il film fu girato in un mese, con un budget ridottissimo. Kinugasa, regista e anche produttore, dipinse dargento le pareti dello studio per compensare la scarsità delle lampade.

                                     

3. Trama

Il film è ambientato in un manicomio. Un ex marinaio è stato assunto come portinaio e inserviente. Fra i ricoverati cè sua moglie, impazzita dopo aver tentato di annegarsi insieme al figlioletto: lei è sopravvissuta mentre il bambino è morto. Luomo tenta inutilmente di farla evadere, ma la donna è terrorizzata e non è in grado di affrontare la fuga.

                                     

4. Tecnica cinematografica

Artifici espressivi

Gli stati del subconscio, gli incubi, i sogni, le ossessioni sono rappresentati con immagini sfocate o distorte, doppie esposizioni della pellicola, inquadrature oblique e rovesciate, effetti ottici ottenuti con luso di lenti deformanti, schermo diviso in diverse inquadrature, panoramiche velocissime, montaggio accelerato.

Elementi di contrasto

Per esprimere il dramma della follia e dellinternamento, Teinosuke Kinugasa e Yasunari Kawabata, lo sceneggiatore, hanno costruito il film attorno a una serie di elementi contrapposti: follia/normalità, dentro/fuori, chiuso/aperto, stasi/movimento, ombra/luce. Leffetto è una forte tensione narrativa e formale.

Temi iconografici

Ossessivamente nel film ricorrono immagini di sbarre, corridoi, serrature, cancelli, porte che si aprono e si chiudono.

                                     

5. Modelli di riferimento

I realizzatori del film avevano presenti alcuni modelli del cinema occidentale come ad esempio:

  • Lultima risata Der letzte Mann di Friedrich Wilhelm Murnau, 1924.
  • Entracte di René Clair, 1924
  • La rosa sulle rotaie La roue di Abel Gance, 1923
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