ⓘ Sirio Giannini. Fu uno scrittore autodidatta. Alletà di quindici anni infatti, abbandonati gli studi regolari dopo la scuola tecnica, intraprese il mestiere di ..

                                     

ⓘ Sirio Giannini

Fu uno scrittore autodidatta. Alletà di quindici anni infatti, abbandonati gli studi regolari dopo la scuola tecnica, intraprese il mestiere di meccanico. Altre esperienze contribuirono a fargli conoscere la fatica del lavoro manuale, come quelle di renaiolo nel fiume Versilia e successivamente, durante la seconda guerra mondiale, di bracciante agricolo nella pianura Padana.

Lattività di scrittore iniziò intorno ai ventanni. Negli anni 50 esercitò anche lattività di informatore scientifico per ditte farmaceutiche. Si interessò inoltre di cinema.

Le sue opere, ispirate alle tematiche e ai canoni del neorealismo, gli procurarono presto lamicizia e la stima di Cesare Zavattini. Morì nel gennaio 1960 a trentacinque anni non ancora compiuti, fra lo sgomento della famiglia e degli amici, in seguito ad una operazione chirurgica per lasportazione di una cisti nel mediastino, eseguita in una clinica fiorentina.

                                     

1. Le pubblicazioni

Alla fine del 1959 erano stati pubblicati nella collana La Medusa degli Italiani dellEditore Mondadori due suoi libri di narrativa: nel 1953 Prati di fieno, una raccolta di racconti ispirati alla vita dei campi nella pianura padana, nel 1958 La valle bianca, romanzo ambientato nel bacino marmifero delle Alpi Apuane ed ispirato al duro e pericoloso lavoro dei cavatori. Al momento della scomparsa era in attesa di ricevere dal suo Editore notizie in merito alla pubblicazione di un secondo romanzo, Dove nasce il fiume, testimonianza viva e palpitante dello spopolamento della montagna negli anni cinquanta, che non risparmiò neppure lAlta Versilia e che egli conobbe molto bene come amministratore del suo comune di nascita, Seravezza. Il romanzo, pronto per la pubblicazione, uscirà presso altro editore.

                                     

2. Altri lavori

Oltre alle opere ricordate, Giannini lasciò numerosi altri racconti e lavori letterari, dei quali molti pubblicati su giornali e riviste, ma anche inediti o appena abbozzati, frutto di un tenace lavoro che andò via intensificandosi quando ebbe piena consapevolezza della propria innata predisposizione alle lettere. Alla modesta cultura scolastica sopperì con il forte desiderio di sapere e conoscere, sorretto in ciò da una non comune capacità di osservare gli uomini le cose e dalle singolari esperienze vissute, in particolare quella di bracciante agricolo durante il soggiorno nella campagna parmense, dove con la famiglia aveva trovato accoglienza fin dal luglio 1944, allorché i tedeschi ordinarono lo sfollamento della zona apuo-versiliese per organizzarvi la Linea Gotica. Determinante fu per lui anche la conoscenza dellambiente locale e delle esperienze di vita e di lavoro del padre Gino, per molti anni addetto al trasporto al piano dei marmi estratti nelle cave della montagna come dipendente delle Tranvie Alta Versilia, e dei propri amici cavatori di Seravezza. Con questi trascorse tra laltro una irripetibile stagione culturale ricca di iniziative e intense discussioni di letteratura, cinema e politica. Arricchì inoltre la sua cultura con la lettura delle grandi opere delle letterature mondiali, privilegiando quelle degli scrittori del verismo e del neorealismo, italiani e stranieri.

                                     

3. La Critica

Nonostante le sue iniziali incertezze di scrittore, la critica apprezzò subito la qualità del suo lavoro, annoverandolo fra i giovani narratori italiani più promettenti del suo periodo. Già nel 1949, con il racconto Binario morto aveva vinto il secondo premio indetto dalla rivista bolognese Sodalizio ; nel 1951 vinse il premio letterario Lavoratori Apuani a Marina di Massa. Ma il successo della sua opera ebbe sicura consacrazione nel 1956, con la vincita di due premi letterari importanti: il Premio Firenze, che gli fu assegnato per Prati di fieno ex aequo con Paolo Marletta e il Premio Hemingway per il romanzo La valle bianca, allora inedito. Per il cinema, altra sua passione, scrisse soggetti e sceneggiature, che cercò spesso di realizzare con documentari, in collaborazione con amici e cultori del settore. Da ricordare in particolare è il documentario I cavatori, ispirato ad una poesia dellamico poeta-cavatore Lorenzo Tarabella, che egli realizzò come sceneggiatore e regista e che fu premiato nel 1961 con l Airone doro nel XII Concorso Nazionale di Montecatini Terme del film a passo ridotto.



                                     

4. Il Circolo Culturale Sirio Giannini e la Biblioteca

A Sirio è intitolata la Biblioteca Comunale di Seravezza presso il Palazzo Mediceo e un Circolo Culturale che opera dal 1986 con lo scopo di promuovere attività legate alla letteratura italiana e soprattutto di portare lopera di Sirio Giannini al di fuori dei confini locali, affinché venga riconosciuto il suo merito artistico nellambito nazionale. Il Circolo ha avuto recentemente loccasione di festeggiare il 50º anniversario della morte dello scrittore seravezzino e di dare alle ristampe alcune sue opere "Prati di fieno" e "I racconti" a cura di Polistampa Firenze.

                                     

5. Opere

  • Dove nasce il fiume, Massimiliano Boni, Bologna, 1971; ristampa: Vallecchi Editore, Firenze, 1993.
  • La valle bianca, Mondadori, Milano, 1958; ristampe: Massimiliano Boni, Bologna, 1981; Polistampa, Firenze, 2010; edizione tedesca: Das weiße Tal, Progress Verlag, Düsseldorf, 1959;
  • Prati di fieno, Mondadori, Milano, 1953; ristampe successive: Biblioteca Comunale, Seravezza, 1971; ETS Editrice, Pisa, 1989; Polistampa, Firenze, 2010;
  • I racconti, Biblioteca Comunale, Seravezza, 1971; ristampa: Polistampa, Firenze, 2010;
                                     

6. Inediti ed altre pubblicazioni

  • "Bichini rosso" 1959
  • "Il feudo" 1954
  • "I cavatori", cortometraggio cinematografico 1959
  • "Passo del Sella" 1954
  • "Lultimo inverno" 1954
  • "Ricordo di Sirio Giannini, 50º anniversario" 2010, Supplemento alla rivista "Il Crocevia"