ⓘ PPŠ-41. Il PPŠ-41 è un mitra sovietico progettato da Georgij Špagin come alternativa al più costoso e complesso PPD-40. Fu una delle armi più usate di tutto il ..

                                     

ⓘ PPŠ-41

Il PPŠ-41 è un mitra sovietico progettato da Georgij Špagin come alternativa al più costoso e complesso PPD-40.

Fu una delle armi più usate di tutto il secondo conflitto mondiale. Si stima che nel periodo bellico siano stati prodotti più di 6 milioni di esemplari di tale arma. Costruito per buona parte in acciaio stampato, larma poteva essere alimentata sia da caricatori bifilari che da caricatori a tamburo. Fu largamente usato anche dopo la seconda guerra mondiale durante la Guerra di Corea. Anche in Vietnam larma divenne popolare sia tra i Vietcong sia tra le forze dellNVA e rimase in uso fino agli anni settanta.

                                     

1.1. Storia Il progetto e la seconda guerra mondiale

Il progetto per il PPŠ-41 risale alla guerra dinverno 1939-40 contro la Finlandia, la cui fanteria utilizzava il mitra Suomi KP-31 che risultava molto adatto negli scontri ravvicinati in ambienti boschivi o urbani. Allepoca lArmata Rossa aveva in dotazione limitate quantità di moschetti automatici PPD-34/38 e PPD-40, ma erano armi considerate inadatte al combattimento da fanteria per la loro corta gittata, e distribuite perlopiù alla polizia e al NKVD. Lefficacia dei mitra Suomi usati nei combattimenti delle foreste innevate finlandesi costrinse lArmata Rossa a rivedere le proprie tattiche ed emerse la necessità di un mitra efficace, poco ingombrante, facile ed economico da produrre. Venne accelerata la produzione del già esistente PPD-40, per ordine personale di Stalin, ma il Commissariato del Popolo per lIndustria Bellica organo sovietico preposto alla produzione e progettazione di armamenti ebbe lordine di sviluppare un nuovo moschetto automatico idoneo alla produzione in massa, poiché il PPD-40 richiedeva lunghe e complesse lavorazioni alla macchina utensile, con tutti i suoi pezzi fresati e torniti dal pieno.

Nellautunno 1941 unapposita commissione valutò vari progetti, e quello considerato più adatto era il progetto di Georgij Špagin, che prevedeva un largo impiego di parti ricavate per stampaggio alla pressa, anziché le tradizionali tornitura-fresatura: cosa al tempo rivoluzionaria per lURSS, e che consentiva un abbattimento del 50% dei tempi di lavorazione. La produzione dellarma cominciò nel 1941 a Mosca, sotto la supervisione di alti ufficiali del partito comunista sovietico, addetti al controllo della qualità dei prodotti.

Poche centinaia di esemplari vennero prodotti nel novembre 1941 e altri 155.000 uscirono dalle fabbriche nei cinque mesi seguenti. Per la primavera del 1942, le fabbriche erano arrivate ad un regime di produzione di 3000 armi al giorno. Il PPŠ-41 è il classico esempio di arma semplificata per permettere la produzione di massa. Le sue componenti ad eccezione della canna potevano essere facilmente realizzate anche da operai senza esperienza con la dotazione dei garage per la riparazione delle auto, così da lasciare liberi gli operai specializzati per altri incarichi. Il PPŠ-41 conta 87 parti contro le 95 del PPD-40, il precedente mitra adottato dallesercito sovietico e poteva essere realizzato in sole 7.3 ore di lavoro contro le 13.7 ore necessarie per il PPD-40. La produzione delle canne veniva accelerata utilizzando le canne dei fucili Mosin-Nagant: si tagliava a metà la canna e la si adattava al proiettile da 7.62 x 25 mm contro il 7.62 x 54 mm utilizzato dal fucile.

                                     

1.2. Storia Limpiego nel conflitto

Fin dalla sua introduzione in servizio il PPŠ-41 superò tutte le aspettative. Era robustissimo, estremamente affidabile e pressoché insensibile al gelo e alla polvere. Aveva una cadenza di tiro molto elevata, circa 1000 colpi al minuto il doppio della maggior parte dei mitra dellepoca ed era piuttosto preciso fino a 100 metri. La cartuccia 7.62x25 era potente e precisa: anche se il proiettile era più leggero del 9x19mm Parabellum ed aveva meno impatto, era però molto più veloce ed aveva una traiettoria molto tesa che permetteva al PPŠ-41 un tiro utile fino a 200 metri.

Alle distanze ravvicinate fino a 50 metri che erano la norma, nei combattimenti urbani o nelle foreste, una pattuglia armata di PPŠ-41 poteva scatenare un volume di fuoco pari a quello di unintera compagnia di fanteria armata di tradizionali fucili. Inoltre, il caricatore a tamburo da 71 colpi consentiva unautonomia ragionevole e il peso dellarma, unito allottimo calcio in legno, rendeva il tiro facile da controllare. Il caricatore a tamburo presentava qualche difetto: realizzato in lamiera di appena 1.5 mm di spessore, si piegava facilmente, il che causava inceppamenti. Inoltre, la molla interna che spingeva le cartucce era piuttosto dura da azionare e riempirlo tutto richiedeva tempo. I soldati sovietici impararono a non caricarlo con più di 60 colpi, per evitare il rischio che la molla si bloccasse. Dal 1942 furono disponibili caricatori curvi a serbatoio tradizionali da 35 colpi, e nel 1944 furono distribuiti caricatori a tamburo più robusti ed efficaci. Comunque, i militari sovietici tendevano a impiegare solo caricatori a tamburo che permettevano di sfruttare appieno le potenzialità dellarma.

Per il successo ottenuto e gli elevatissimi numeri prodotti, il PPŠ-41 divenne immediatamente una delle icone della guerra, il simbolo del soldato sovietico così come lMP-40 lo era del soldato tedesco e lelmetto Mk.III del soldato britannico: interi battaglioni vennero equipaggiati in massa con questarma e lanciati in devastanti attacchi contro le truppe dellAsse, soprattutto da parte di reparti di sciatori sovietici, ripetendo su scala molto più vasta le stesse tattiche impiegate dalla Finlandia e con efficacia altrettanto devastante. Il PPŠ-41 fu unarma popolare anche tra i soldati tedeschi, e spesso i mitra catturati venivano utilizzati contro i loro precedenti proprietari. Lassoluta intercambiabilità tra i proiettili da 7.62 × 25 mm Tokarev dellarma russa e quelli tedeschi da 7.63 × 25 mm Mauser utilizzati nella pistola C-96 permetteva al PPŠ-41 di sparare senza problemi anche questi, per cui i tedeschi potevano facilmente sopperire alla necessità di munizioni.

Dopo la cattura da parte dei tedeschi di un gran numero di PPŠ-41, partì in Germania un programma volto a convertire larma in modo che potesse usare il calibro standard per pistole e mitra in uso tra le forze armate tedesche, il 9 mm Parabellum. Le armi così riconvertite vennero denominate MP41r, dove r sta per russisch russo, mentre i modelli non riconvertiti MP717r. Vennero persino distribuiti dei manuali duso in tedesco per le forze armate.

Non vi è dubbio che il PPŠ-41 soddisfò pienamente le aspettative dellArmata Rossa: il suo impiego in massa, reso possibile dai moderni criteri di produzione su vasta scala, conferì ai soldati sovietici una potenza di fuoco nettamente superiore ai loro avversari. Ciò permise allArmata Rossa di acquistare la superiorità tattica in tutte le decisive battaglie dal 1942 in poi, e di sviluppare delle tattiche di combattimento basate su assalti combinati di carri armati e fanteria munita di armi automatiche. Questa dottrina, che si rivelò vincente, fu sviluppata attorno al PPŠ-41 ed è perciò che gli storici e il pubblico, sovietici prima e russi poi, considerano il PPŠ-41, assieme al T-34 e al PPS-43, "larma che ha vinto la guerra".

                                     

1.3. Storia Ladozione nel secondo dopoguerra

Dopo la seconda guerra mondiale, il PPŠ fu venduto in grandi quantità agli stati filosovietici e alle forze di guerriglia. Il Chosŏn inmingun e l Esercito Popolare di Liberazione ricevettero grandi quantità di PPŠ-41 dalla Russia, utilizzati in combinazione con il Type 49 nord-coreano e il Type 50 cinese, entrambi copie dellarma sovietica. Sebbene non preciso su lunghe distanze, larma si rivelò estremamente adatta ai combattimenti a breve raggio che ebbero luogo durante la guerra di Corea. Le forze delle Nazioni Unite si trovavano in difficoltà nel contrastare limpressionante volume di fuoco dellarma sovietica. Molti ufficiali arrivarono persino a definire il PPŠ come la migliore arma di quella guerra: pur non vantando la stessa precisione del M1 Garand o della carabina M1 Carbine, il più alto rateo di fuoco la rendeva unarma micidiale negli scontri ravvicinati Come disse un capitano di fanteria:" in modalità automatica sparava una quantità incredibile di proiettili e molte delle perdite in Corea furono subite in scontri a breve raggio e di breve durata - dipendeva da chi riusciva a sparare più in fretta. In queste situazioni, superava qualunque arma di cui noi disponessimo. Uno scontro ravvicinato tra pattuglie terminava molto rapidamente, e in molti casi lo perdevamo proprio a causa sua”.

Il PPŠ-41 ed i suoi cloni cinesi, coreani, ungheresi e polacchi questi ultimi realizzati meglio, fu estesamente impiegato anche durante il conflitto in Indocina del 1945-54, nelle mani dellesercito del Viet Minh; e fu poi utilizzato nella guerra del Vietnam ed in generale nella maggior parte dei conflitti del secondo dopoguerra fino agli anni 1970.



                                     

2. Caratteristiche

Era un mitra a fuoco selettivo con funzionamento a massa battente ed otturatore aperto, alimentato da caricatori amovibili con proiettili 7.62 × 25 mm Tokarev prodotto con procedimenti industriali per lepoca davanguardia in URSS almeno che prevedevano lo stampaggio e tranciatura di quasi tutti gli elementi, era costituito da un castello in acciaio incernierato alla calciatura in legno, ed il principio di funzionamento era il più semplice possibile: massa battente a rinculo diretto. Vi era un semplice ma efficace selettore di tiro, costituito da un cursore situato allinterno del ponticello, di fronte al grilletto, a due posizioni: colpo singolo/raffica.

Con un peso di circa 5.5 kg, larma poteva raggiungere una cadenza di fuoco teorica di 1.000 colpi al minuto, molto più alta di molti dei suoi concorrenti durante la seconda guerra mondiale. Era unarma duratura, costruita a basso prezzo e con materiali semplici, che necessitava di poca manutenzione. Solo gli ultimi esemplari di arma cominciarono a presentare un alzo regolabile a "L", da 100 e 200 metri, mentre in precedenza vi era solo una tacca fissa tarata a 100 m. Il manicotto di raffreddamento della canna era fatto in modo da funzionare da rudimentale compensatore, per limitare limpennamento dellarma in fase di sparo risultato ottenuto solo in maniera parziale ma produceva una vistosa fiammata. Nonostante i caricatori bifilari da 35 colpi disponibili dal 1942, la maggioranza dei soldati sovietici preferivano luso del caricatore a tamburo. Il principale difetto del PPŠ-41 erano il peso e lingombro, ben maggiori rispetto ai molto più compatti MP-40, Sten, M3, rispetto ai quali però vantava un volume di fuoco doppio, una migliore balistica e unaffidabilità senza pari.

Copiato dal finlandese KP-31, il caricatore a tamburo del PPŠ conteneva 71 colpi. Nella pratica, però, caricare larma con più di 60 colpi comprimeva troppo la molla interna e provocava inceppamenti ed inconvenienti. Inoltre, il caricatore a tamburo era più complesso da caricare rispetto al bifilare da 35 colpi, che divenne quindi molto comune a partire dalla sua adozione nel 1942. Pur contenendo meno cartucce, il caricatore bifilare garantiva un ulteriore punto dappoggio per la mano.

Nonostante la presenza della sicura, il funzionamento a massa battente ed otturatore aperto comportava il rischio di fuoco accidentale nel caso di urto dellarma contro una superficie dura.

                                     

3. Varianti

  • Type 50: versione cinese del PPŠ-41. A differenza del modello sovietico, non era possibile lutilizzo di caricatori a tamburo.
  • M-49: variante jugoslava del PPŠ-41.
  • K-50M: variante vietnamita basata sul Type 50 cinese. Il copricanna traforato è più corto del normale, è stata aggiunta limpugnatura a pistola, il mirino originale fu sostituito con quello dellAK-47 e larma presenta un calcio telescopico molto simile a quello del MAT-49 francese. I cambiamenti rendono larma più leggera di quasi mezzo chilo. Larma era alimentata tramite caricatori bifilari, ma poteva utilizzare caricatori a tamburo se il calcio era completamente estratto.
  • Type 49: versione nordcoreana del PPŠ-41, utilizzabile solo con caricatori a tamburo
  • MP41r: versione tedesca ricamerata per il 9 mm Parabellum.
  • PPS-50: versione semiautomatica in calibro.22 LR prodotta dalla Pietta, con caricatori da 30 o 50 colpi. Larma ricorda esteticamente il PPŠ ma non ne condivide le meccaniche.
  • MP717r: denominazione degli esemplari catturati dai tedeschi e alimentati con munizioni da 7.63 × 25 mm Mauser
  • SKL-41: versione semiautomatica in calibro 9 mm del PPŠ-41 disponibile sul mercato tedesco a partire dal 2008. Oltre alle repliche dei caricatori originali, può essere alimentata tramite caricatori di MP-40.

Dizionario

Traduzione
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