ⓘ 44 eroi di Unterlüss

                                     

ⓘ 44 eroi di Unterlüss

Con i 44 eroi di Unterlüss si fa riferimento ad un avvenimento storico della seconda guerra mondiale avvenuto il 24 febbraio 1945 quando 44 ufficiali del Regio Esercito italiano, presi prigionieri dai tedeschi in seguito allarmistizio dell8 settembre 1943, si ribellarono alle imposizioni tedesche sostituendosi a 21 loro compagni scelti per la fucilazione.

                                     

1. Storia

Lepisodio nacque dalloriginale rifiuto di 214 ufficiali del Regio Esercito che, dopo l8 settembre 1943, presi prigionieri dai tedeschi, si rifiutarono di sottoscrivere ladesione alla Repubblica Sociale Italiana. Classificati come Internati Militari Italiani per non riconoscere loro le garanzie della Convenzione di Ginevra, furono impiegati coattivamente in lavori pesanti nei campi di concentramento tedeschi e polacchi.

Il 16 febbraio 1945, rinchiusi presso lOflag 83 di Wietzendorf, furono trasferiti nellaeroporto di Dedelsdorf ormai in disuso che avrebbe dovuto essere un campo" civetta” su cui attirare i bombardamenti Alleati, destinati altrimenti verso altri bersagli.

Gli ufficiali italiani si rifiutarono di collaborare con i tedeschi e dopo sei giorni consecutivi di opposizione, il 24 febbraio 1945 un ufficiale della Gestapo con un reparto di SS scelse 21 prigionieri a caso dal gruppo dei dissidenti minacciandone la fucilazione immediata, ma 44 ufficiali italiani si offrirono volontariamente al posto dei compagni. Dopo alcune ore di consiglio i tedeschi, sorpresi e particolarmente colpiti dal gesto eroico dei militari italiani, decisero di avviarli alla" rieducazione al lavoro ”, disponendo limmediato trasferimento nel KZ-AEL di rieducazione al lavoro di Unterlüss, tra i più duri di tutta la Germania, dove furono sottoposti fino allaprile successivo a lavori forzati, torture, sfruttamenti e a un trattamento di stenti in cui soffrirono la fame.

Sei di loro morirono, tre di questi furono uccisi dalle botte dei sorveglianti tra i quali il tenente Alberto Pepe di Teramo e il tenente Giuliano Nicolini di Stresa. Il sottotenente Giorgio Tagliente di Taranto fu picchiato a morte e finito con un colpo alla nuca. Pepe, Nicolini e Tagliente, insieme a Balboni, Anelli e Rinaudo furono insigniti della Medaglia dArgento al Valor Militare alla memoria. La liberazione dei 38 sopravvissuti avvenne il 9 aprile 1945. Lepisodio è testimoniato sia da dichiarazioni rilasciate alla Croce Rossa Internazionale subito dopo la guerra da cittadini tedeschi presenti nel campo, tra cui il signor Otto Wahl di Unterlüss e dai resoconti dei sopravvissuti.

Con decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri i 44 eroi di Unterlüss sono stati insigniti della Medaglia donore ai deportati e internati nei lager nazisti e di un encomio solenne contenuta nel B.U. del Ministero della Difesa del 1949, disp. 6 pag. 1022.

                                     

2. Elenco dei 44 Eroi di Unterlüss e loro cenni biografici

  • s.ten. Ferruccio Gallinari – Padova
  • s.ten. Michele Montagano– Casacalenda Campobasso
  • s.ten Cornelio Zanetti – Brescia
  • Cap. Pietro Ferraro – Menfi Agrigento
  • s.ten. Marcello Arcuri – Napoli
  • Ten. Tullio Cosentino – Torino
  • s.ten. Olindo Sartori – Venezia
  • Ten. Evandro Luzi – Pesaro
  • Tenente Giovanni Sorge – Milano
  • Ten. Antonio Rossi –. Ultimo di tre figli si laureò in giurisprudenza a Roma nel 1934; nel gennaio 1939 fu ammesso ai corsi per aspiranti ufficiali di complemento e si guadagnò il brevetto in aprile. Dall11 giugno 1940, sottotenente, combatté con il 232º Battaglione di fanteria sulle Alpi occidentali, quindi da dicembre partecipò alla campagna italiana di Grecia. Il 9 settembre 1942 fu nominato tenente e continuò a servire nei Balcani: dopo lannuncio dellarmistizio di Cassibile fu fatto prigioniero a Volo e in ottobre fu internato nel campo di concentramento Stalag 333 di Beniaminowo Polonia, poi nellaprile 1944 nello Stalag 10B di Sandbostel Germania; trasferito quindi in dicembre allOflager 83 di Wietzendorf Germania, arrivò in ultimo al campo di punizione di Unterluss febbraio 1945. Il 24 febbraio fu tra i quarantaquattro ufficiali che volontariamente si offrirono per salvare la vita di altri commilitoni e, perciò, fu anchegli inviato alla "rieducazione al lavoro" presso il duro campo KZ-AEL, sempre nei pressi di Unterlüss. Sopravvissuto al lavoro forzato e allinedia, rientrò a Canosa nel settembre 1945 e riavviò la sua impresa agricola, si sposò ed ebbe tre figli dei quali Nicola Rossi è un noto economista. Il 12 settembre 1999 è stato pubblicato il suo diario di prigionia, che ricevette il Premio dellArchivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano per diario di guerra inedito e che fu ampiamente citato nel documentario del 2002 prodotto da Nanni Moretti appartenente alla serie "I diari della Sacher". Lo stesso Moretti finanziò anche il cortometraggio Limplacabile Tenente Rossi 2002.
  • Ten. Pasquale Campanella – Serro Messina
  • s.ten. Michele Rinaudo – Trapani
  • Capitano Fernardo Abbatecola - Caprarola Viterbo
  • s.ten. Domenico Martella – Pescara
  • s.ten. Stefano Santoro – Fratte Salerno
  • s.ten. Vito De Vita – Messina
  • s.ten. Giuseppe Basile – Palermo
  • Ten. Stefano De Matteis – Gorizia
  • Ten. Giorgio Corigliano – Cosenza
  • s.ten. Anselmo Rizzo – Paternò Catania Paternò 1918 - Roma 18 luglio 1968. Ultimo di 4 figli, a 23 anni, dopo la Laurea in Lettere, conseguita il 19 giugno 1940 presso lUniversità degli Studi di Catania, era stato chiamato alle armi. Dal 6 luglio 1941 al luglio 1942 in Italia per il corso ufficiali luglio 1941-febbraio 1942 al 3º Reggimento Art. C. dA. di Cremona; marzo-luglio 1942 alla Scuola A. U. C. Art. A. Moncalieri. Inviato nellottobre 1942 in Grecia, quale ufifciale di Art. di C. dA. vi rimane fino alla cattura da parte dei tedeschi, a Corfù, il 25 settembre 1943. Internato Militare Italiano in Germania dallottobre 1943 allaprile 1945: ottobre 1943-marzo 1944 allo Stalag 307 di Deblin-Irena con numero di matricola 24722; marzo-settembre 1944 allOflag VI di Oberlangen ; dalla seconda metà di settembre a metà dicembre 1944 a Sandbostel Stalag XB; dalla seconda metà di dicembre 1944 al 15 febbraio 1945 al campo di Wietzendorf, Oflag 83. Il 16 febbraio 1945 di nuovo obbligatoriamente al lavoro forzato che lui rifiuta. Il 24 febbraio 1945 sarà uno dei 44 IMI che sfidarono i nazisti e pertanto inviati al campo di concentramento di Unterlüss dove rimane fino al 9 aprile 1945. Da qui viene inviato a Celle dove verrà liberato dagli Alleati giorno 11 aprile 1945. Rimarrà in Germania fino all8 settembre 1945. Dopo la guerra, insegnò a Recanati, poi dal 1949 fu professore di lettere presso la Scuola Media "Virgilio" di Paternò. Ebbe la Croce al merito di guerra nel 1951. Visse assieme alla sorella Letizia, anchessa non sposata, presso la casa natale a Paternò. Morì a Roma, il 18 luglio 1968, a cinquantanni non ancora compiuti, in un letto dellOspedale Regina Elena.
  • s.ten. Ettore Ceriani – Uboldo Varese
  • s.ten. Giorgio Balboni – Milano
  • s.ten. Giovanni Anelli – Torino
  • s.ten. Bruno Calabresi - Genova
  • Ten. Alberto Pepe – Teramo - Il 12 gennaio 2016 in sua memoria è stata posata una pietra dinciampo a Teramo dallartista Gunter Demnig, con la stessa scritta di quella del compagno di prigionia Giuliano Nicolini
  • Ten. Gaetano Garretti di Ferrere – Torino
  • s.ten. Fausto Soncini – Parma
  • s.ten. Marco Giacovella – Bari
  • s.ten. Vittorio Boccabella – Teramo
  • s.ten. Carlo Grieco. Dopo gli studi presso lUniversità degli Studi di Bari Facoltà di Lettere è chiamato militare presso la Compagnia Telegrafisti di Casale Monferrato dove diventa sottotenente. Durante la Guerra è dislocato in Jugoslavia, tra Mostar in Bosnia e la Dalmazia, dove viene catturato nei giorni immediatamente successivi all8 settembre 1943, divenendo un Internato Militare Italiano. Fino al 12 gennaio 1944 sarà internato presso alcuni Stalag in Polonia ; dal marzo 1944 al gennaio 1945 è allo Stalag di Sandbostel; dal 9 gennaio 1945 è allOflag 83 di Wietzendorf. Il 24 febbraio 1945 sarà uno dei 44 Eroi di Unterlüss. Dopo la liberazione, il 9 aprile 1945, e la fuga nei giorni successivi, sarà colpito da forte meningite e ricoverato presso lospedale di Celle. Tornerà nuovamente al Oflag 83 di Witzendorf in attesa del rimpatrio, che avverrà nella natìa Trani nellagosto dello stesso anno. Dopo la guerra si trasferirà ad Avigliana TO, dove si sposa e dove vivrà, circondato da una numerosa famiglia, svolgendo il lavoro di impiegato presso il locale Ufficio delle Entrate. Muore ad Avigliana nel 1980 per un ictus cerebrale, causato dai danni fisici ricevuti durante la prigionia. Durante gli anni aviglianesi avrà modo di conoscere lo scrittore e intellettuale Primo Levi, al quale racconterà molti episodi relativi alle condizioni sugli internati militari italiani nei lager nazisti. È seppellito ad Avigliana.
  • Ten. Settimo Leanza – Adrano Catania
  • s.ten. Giorgio Fanti – Roma
  • s.ten. Mario Forcella – Foggia
  • Ten. Giuliano Nicolini – Stresa. Nato e cresciuto a Stresa allepoca provincia di Novara il 25 marzo 1913, figlio di Giuseppe e Ida Angiola Mighetto originaria di Refrancore. Diplomato Perito Agrario - Enotecnico alla Regia Scuola di Viticoltura ed Enologia di Alba, collaborava nellazienda di famiglia "Enotria" che commerciava e importava vini. Tenente di fanteria di complemento, dislocato nei Balcani con il 114 Btg. Mitraglieri della Guardia alla Frontiera, nel 1942 combatté in Albania e Montenegro. Allarmistizio rifiutò di cedere le armi ai tedeschi e quindi fu deportato in Germania. Fu internato a Deblin - Irena fortezza di Ivangored, Wsuwe, Oberlangen, Sandbostel, Wietzendorf, Unterlüss. Provato nel fisico e denutrito a causa della mancanza di cibo e delle continue percosse ricevute, fu picchiato con bastonate a morte da Ivan, un sorvegliante ucraino, e morì il 6 aprile 1945. Fu promosso capitano e gli fu conferita la Medaglia dargento al valor militare alla memoria il 1º luglio 1953. Il 25 aprile 1972 il Comune di Milano lo ha onorato come Martire per la libertà. Nel 1974 Il Consiglio Regionale del Piemonte lo ha riconosciuto "Deportato politico nei campi nazisti - Combattente per la libertà". È sepolto a Stresa. Il 17 gennaio 2016 in sua memoria è stata posata una pietra dinciampo a Stresa dallartista Gunter Demnig, con la stessa scritta di quella del compagno di prigionia Alberto Pepe.
  • Ten. Mario De Benedittis – Lucera Foggia
  • s.ten. Giorgio Tagliente – Taranto
  • Ten. Gino Di Domenica – Gambatesa Campobasso
  • Ten. Antonio Palieri – Milano
  • s.ten. Giorgio Benedetti – Roma
  • s.ten. Natale Ferrara- Messina
  • Sottotenente Anacleto Tosti – Salcito Campobasso
  • s.ten. Vittorio Bellini – Monza MB
  • s.ten. Fiorentino DAmico – Sezze Latina
  • Ten. Alberto Calabrese – Roma

Dizionario

Traduzione
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