ⓘ Psicologia dellemergenza. La Psicologia dellemergenza è il settore della psicologia che si occupa degli interventi clinici e sociali in situazioni di calamità, ..

                                     

ⓘ Psicologia dellemergenza

La Psicologia dellemergenza è il settore della psicologia che si occupa degli interventi clinici e sociali in situazioni di calamità, disastri ed emergenza/urgenza. Più in generale, è la disciplina che studia il comportamento individuale, gruppale e comunitario in situazioni di crisi.

                                     

1. Origine ed ambiti

Nata a partire dai contributi della psicologia militare, della psichiatria durgenza e dalla Disaster Mental Health, si è progressivamente sviluppata come insieme di tecniche dintervento e, soprattutto, di modelli di "inquadramento concettuale" degli eventi cognitivi, emotivi, relazionali e psicosociali tipici dellemergenza. Mentre i modelli anglosassoni prediligono lapproccio cognitivo-comportamentale, altamente protocollizzato e funzionalizzato soprattutto attraverso il paradigma del CISM di Mitchell, del 1983 - e luso massiccio della tecnica del debriefing - a volte in maniera un po acritica, i modelli europei francesi in primis propongono una visione integrata dellintervento in emergenza, spesso anche su basi psicodinamiche.

                                     

1.1. Origine ed ambiti Aree applicative non cliniche

Spesso erroneamente e riduttivamente confusa con la psicotraumatologia e la terapia del PTSD Disturbo Post-Traumatico da Stress, che sono invece dei sottosettori specifici della psicoterapia, la psicologia dellemergenza rappresenta una disciplina molto più ampia, finalizzata in maniera trasversale a ricomporre i contributi di pensiero e di ricerca di varie branche della psicologia, adattandole allo studio dei processi psicologici che si attuano nelle situazioni "non ordinarie" e degli eventi "acuti".

In sintesi, mentre gran parte della psicologia tradizionale si occupa dei processi psichici che avvengono in condizioni "normali", la psicologia dellemergenza si occupa di come tali processi vengano ad essere rimodulati trasversalmente nelle situazione "acute".

Lo studio di come un bambino si rappresenta cognitivamente, e cerca di trovare coerenza in una situazione confusa unemergenza sanitaria, unevacuazione di protezione civile; di come la comunicazione interpersonale viene alterata nelle interazioni sociali che avvengono in una situazione di rischio; di come si modificano le dinamiche di leadership e funzionamento interpersonale allinterno di un gruppo coinvolto in un incidente critico; di come lappartenenza ad un determinato sistema culturale, con i suoi assetti valoriali e simbolici, può rimodulare il vissuto emotivo individuale in situazioni di grave stress acuto, sono tutti temi tipici della psicologia dellemergenza "non-clinica".

                                     

1.2. Origine ed ambiti Applicazioni cliniche

Ambiti applicativi della psicologia dellemergenza sul suo versante clinico sono invece, ad esempio, la formazione preventiva al personale del soccorso fase pre-critica, ad esempio con tecniche di Psychoeducation PE e Stress Inoculation Training SIT; gli interventi immediati di supporto sulla scena e consulenza diretta fase peri-critica, compresi defusing e demobilization per gli operatori coinvolti; eventuali procedure di debriefing, valutazioni di follow-up ed interventi di sostegno individuali, gruppali e familiari a medio termine fase post-critica.

Si noti come tali interventi clinici di psicologia dellemergenza si possano rivolgere alle vittime "primarie" i soggetti direttamente coinvolti dallevento critico, alle "secondarie" parenti e/o testimoni diretti dellevento e "terziarie" i soccorritori intervenuti sulla scena, che spesso sono esposti a situazioni di particolare drammaticità. Gli psicologi dellemergenza, data la loro frequente interazione con i processi emotivi traumatici del particolare tipo di pazienti con cui operano, sono più a rischio della media rispetto a possibili fenomeni di traumatizzazione vicaria, e devono pertanto attuare a loro volta una serie di misure di "autosostegno" per minimizzare questo rischio.



                                     

2. Aspetti tecnici e sviluppi

Parte essenziale della professionalità dello psicologo dellemergenza, deve sempre essere lapprofondita conoscenza del sistema dei soccorsi, della sua organizzazione e dei diversi ruoli funzionali rivestiti dagli altri "attori" dello scenario emergenziale; la necessità di operare a stretto contatto con aspetti "pragmatici" ed organizzativi molto peculiari è infatti uno degli assetti fondamentali del lavoro psicologico in emergenza. Le dinamiche istituzionali che avvengono in situazioni di crisi sono specificatamente studiate dal settore della psicologia organizzativa dellemergenza.

Su un versante sociale, sono inoltre parte integrante della psicologia dellemergenza le attività di studio della "percezione del rischio" Risk Perception e della "comunicazione del rischio" Risk Communication, particolarmente utili per comprendere le rappresentazioni che la popolazione ha di certi tipi di rischi, e per impostare di conseguenza comunicazioni di emergenza più efficaci e mirate.

In anni recenti, le linee-guida internazionali di settore IASC e WHO in primis hanno iniziato ad enfatizzare sempre più la necessità di integrare gli approcci tradizionali della psicologia dellemergenza, orientati principalmente allazione clinica individuale o gruppale, con unattenzione molto più marcata alle dimensioni psicosociali, comunitarie e interculturali dellintervento effettuato. Lo psicologo dellemergenza non deve quindi occuparsi solo della "clinica" di "individui isolati dal contesto", ma anche e soprattutto della gestione sistemica dello scenario psicosociale e comunitario, allinterno del quale è avvenuta lemergenza e si costruisce il significato della stessa.

Ad esempio, in una maxiemergenza, oltre allintervento di crisi nellimmediatezza dellemergenza, lo psicologo dellemergenza deve anche contribuire alla pianificazione di medio termine dei servizi assistenziali alla popolazione; al collegamento tra lassistenza diretta nelle tendopoli e la liason con i servizi sanitari; allassistenza nelle interazioni e gestione dei conflitti allinterno della comunità, e tra le comunità limitrofe; alle attività di supporto nella ripresa dei servizi educativi ; al sostegno ai processi di empowerment psicosociale e comunitario; al supporto psicologico, man mano che famiglie, gruppi e comunità ripristinano un proprio "senso del futuro", e riprendono gradualmente a svolgere una progettazione autonoma delle proprie attività, ricostruendosi una prospettiva esistenziale in un contesto ambientale e materiale spesso profondamente mutato.

A livello di principi generali di intervento, in Italia è diffusa laderenza al cosiddetto Manifesto di Carcassonne 2003:

  • Riattivare liniziativa della comunità colpita
  • Il soccorritore deve prendersi cura di se stesso
  • Lintervento psicologico indiretto e integrato
  • Lintervento psicologico diretto dei professionisti
  • La sofferenza non è una malattia
  • Un po di pudore da parte dei mass media
  • Il lutto deve fare il suo percorso
  • Valorizzare le risorse delle persone di ogni età

Ad ogni punto corrispondono le relative raccomandazioni e linee-guida operative, sviluppate col meccanismo del "consensus panel" a livello nazionale ed europeo.

                                     

3. Formazione e identità professionale

Lo psicologo dellemergenza non deve quindi essere solo uno "psicologo clinico", ma uno psicologo versatile, in grado di muoversi con flessibilità dalla dimensione clinica a quelle psicosociali ed organizzative, integrando ed adattando al tema degli "eventi acuti" i contributi trasversali delle diverse discipline psicologiche.

Sempre in tal senso, lo psicologo dellemergenza deve acquisire nel corso della propria formazione una specifica competenza di base nelle tecniche, logiche e procedure operative del sistema dei soccorsi sia tecnici che sanitari, per poter operare efficacemente allinterno degli stessi; precedente esperienza e formazione come volontario di Protezione Civile o del soccorso sanitario sono quindi ritenuti abitualmente titoli preferenziali per laccesso alla formazione specialistica di psicologo dellemergenza.

Diffusa soprattutto nel mondo anglosassone a partire dai primi anni 80, la disciplina della psicologia dellemergenza negli ultimi anni si è articolata anche in Italia, dove ha iniziato a diventare oggetto di insegnamento universitario in diversi Atenei, e ad integrarsi sempre di più nelle attività formative e di intervento della protezione civile e degli altri enti ed organizzazioni operanti nellambito del soccorso. Gran parte delliniziale attività di promozione e sviluppo della psicologia dellemergenza italiana, sia nel settore "protezione civile" che nel settore "cooperazione internazionale", è stata svolta dalle associazioni di volontariato professionale psicologico, quali Psicologi per i popoli e la SIPEM SoS - Società Italiana di Psicologia dellEmergenza Social Support.

Dizionario

Traduzione
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