ⓘ Operazioni aeree della campagna dItalia. Le operazioni aeree della Campagna dItalia del 1943-1945 vennero condotte da Alleati, italiani e tedeschi senza estensi ..

                                     

ⓘ Operazioni aeree della campagna dItalia

Le operazioni aeree della Campagna dItalia del 1943-1945 vennero condotte da Alleati, italiani e tedeschi senza estensive campagne di bombardamento.

Luso delle forze aeree in quantità consistente fu appannaggio per tutta la campagna delle forze Alleate, in quanto i tedeschi riservarono la produzione dei mezzi aerei alla difesa del Reich ed ai fronti che minacciavano direttamente la Germania. Gli Alleati usarono costantemente le forze aeree tattiche a supporto delle forze terrestri, le uniche operazioni aeree di una certa consistenza furono i bombardamenti delle città del nord Italia prima dellarmistizio e dei centri industriali dopo, sebbene in modo mirato. Le forze strategiche, in particolare la 15th Air Force statunitense che venne basata a Foggia dal 1944, effettuarono operazioni di bombardamento a lungo raggio direttamente sul territorio tedesco, usando lItalia solo come base.

Dalla parte tedesco-repubblicana, le operazioni furono quasi esclusivamente difensive, eccettuati gli attacchi alle forze navali Alleate impegnate nello sbarco di Anzio, nei quali perse la vita lasso italiano degli aerosiluranti Carlo Faggioni, e il bombardamento di Bari.

                                     

1. Operazioni Alleate

Un bombardamento alleato sulla Maddalena causò il danneggiamento dellincrociatore Gorizia e laffondamento dellincrociatore Trieste. Il 9 dicembre 1942 quanto restava della III Divisione navale Trieste e Gorizia fu trasferito da Messina La Maddalena, nel tentativo di allontanarla dai continui attacchi aerei angloamericani. Ma alle 14.45 del 10 aprile 1943 una formazione di 84 bombardieri Consolidated B-24 Liberator attaccò La Maddalena. I velivoli avevano dei precisi obiettivi: 36 attaccarono il Gorizia, 24 la base dei sommergibili e 24 il Trieste. Prima di poter reagire, il Trieste fu investito da più di 120 bombe che caddero tuttattorno alla nave. Una aprì uno squarcio a poppa, due distrussero plancia e centrale di tiro, altre colpirono il fumaiolo prodiero ed i locali caldaie. Le esplosioni delle bombe cadute vicino allo scafo produssero altre falle. La nave, appoppatasi, fu abbandonata dallequipaggio e affondò in meno di due ore, capovolgendosi. I morti furono 77 e i feriti gravi 75 6 sottufficiali e 69 marinai.

Dal 22 gennaio 1944 la 15th Air Force statunitense, che si era ridislocata dalla Tunisia nelle basi pugliesi nei pressi di Foggia, Bari e Taranto, iniziò i bombardamenti intorno alla testa di ponte di Anzio, creata con lsbarco di Anzio, colpendo i concentramenti di truppe tedesche e fasciste italiane. La forza statunitense era affiancata dal 205th Bomb Group della RAF. Lunità aveva già effettuato bombardamenti di appoggio per lo sbarco di Salerno, e fece altrettanto durante la battaglia di Montecassino. Tra i reparti subordinati alla Air Force il 301st Fighter Wing equipaggiato dai Tuskegee Airmen e dotato dapprima di Bell P-39 Airacobra e Curtiss P-40 per missioni di appoggio tattico durante la campagna del Nordafrica e poi di Republic P-47 Thunderbolt e North American P-51 Mustang per le missioni di scorta ai bombardieri; questi aviatori afroamericani si distinsero per il coraggio e la tenacia nelle loro missioni oltre che per la battaglia contro i pregiudizi razziali allora diffusissimi nelle forze armate statunitensi. Tra i reparti da bombardamento della 15th Air Force si contavano 5 Bomb Wing stormi bombardieri, dei quali il 5th Bomb Wing dotato di Boeing B-17 su sei Groups gruppi, e quattro Wing dotati di B-24 e ognuno su tre o quattro Groups. Uno di questi, il 459th Bombardment Group, effettuò il bombardamento su Trieste il 20 febbraio 1945, missione n. 194, che determinò laffondamento della nave da battaglia Impero, incompleta ed abbandonata ai tedeschi dopo larmistizio. Analoga e più o meno contemporanea sorte toccò alla nave da battaglia Conte di Cavour, ai lavori di riparazione dopo i danni subiti nella Notte di Taranto.

Fra le tante distruzioni provocate dalla guerra vi fu il famoso transatlantico Rex, affondato con razzi da cacciabombardieri sudafricani l8 settembre 1944 vicino Capodistria, dove era immobile essendosi arenato il giorno prima; la nave era stata allontanata da Trieste sperando di porla al riparo dalle incursioni aeree e tentò la navigazione su un basso fondale.

IL 15 aprile 1945 la 15th Air Force riuscì a concentrare il 93% degli aerei disponibili su Bologna per disgregare i capisaldi di resistenza italo-tedeschi durante loffensiva di Primavera della campagna dItalia; la 15th Air Force venne deattivata il 15 dicembre 1945.

                                     

2. Operazioni tedesche e repubblicane

Le forze aeree tedesche operarono in difesa della Sicilia prima e durante le operazioni di sbarco angloamericane, coadiuvate dai restanti reparti operativi italiani fino allarmistizio dell8 settembre 1943.

La più nota operazione aerea effettuata dai tedeschi fu laffondamento della corazzata Roma.

Verso le 15:10 del 9 settembre 1943, al largo dellisola dellAsinara la formazione venne sorvolata ad alta quota da ventotto bimotori Dornier Do 217K del Kampfgeschwader 100 della Luftwaffe partiti dallaeroporto di Istres, presso Marsiglia, in tre ondate successive, la prima delle quali si alzò in volo poco dopo le 14:00, con i velivoli che avevano listruzione di mirare unicamente alle corazzate. Gli aerei mantenendosi in volo livellato sganciarono degli "oggetti" affusolati, la cui coda luminosa, data laltezza alla quale volavano gli aerei, fu inizialmente scambiata per un segnale di riconoscimento; si trattava di bombe razzo teleguidate Ruhrstahl SD 1400, conosciute dagli Alleati con il nome di Fritz X, la cui forza di penetrazione era conferita dallalta velocità acquistata durante la caduta, essendo prescritto il lancio da unaltezza non inferiore ai 5000 metri.

Alle 15:30 la prima bomba venne diretta contro lincrociatore Eugenio di Savoia, cadendo a circa 50 metri dallincrociatore senza provocare alcun danno, mentre una seconda bomba cadde vicinissima alla poppa dell Italia ex Littorio danneggiando la centrale elettrica e immobilizzandone temporaneamente il timone, per cui la nave venne governata con i timoni ausiliari. Successivamente toccò al Roma ; gli aerei, una prima volta fallirono il tiro, ma alle 15:42, l Oberleutnant Heinrich Schmetz centrò la corazzata una prima volta tra le torri antiaeree da 90 mm; apparentemente il colpo non produsse effetti devastanti ma attraversò lo scafo esplodendo sottacqua aprendo così una falla. Il secondo colpo alle 15:50 centrò la nave verso prua, sul lato sinistro fra il torrione di comando e la torre sopraelevata armata con cannoni da 381 mm, con conseguenze ben diverse: a prua si allagarono le caldaie causando larresto nella nave e deflagrarono i depositi di munizioni, cessò lerogazione dellenergia elettrica e la torre numero 2 quella coi cannoni da 381 mm saltò in aria, cadendo poi in mare, con tutta la sua massa di 1500 tonnellate; la torre corazzata di comando fu investita da una tale vampata che venne deformata e piegata dal calore, proiettata in alto a pezzi in mezzo a due enormi colonne di fumo portando con sé lammiraglio Bergamini e il suo Stato Maggiore, il comandante della nave Adone Del Cima e buona parte dellequipaggio, morti pressoché allistante. La vampata salì almeno a 400 metri di quota ma alcune fonti parlano di 1500 m, formando il classico "fungo" delle grandi esplosioni.

La nave, alle 16:11, girandosi su un fianco, si capovolse e, spezzandosi in pochi minuti in due tronconi affondò, mentre sul ponte si affannarono i marinai superstiti, molti gravemente feriti ed ustionati. Mentre la nave sprofondò in acqua, chi si trovò a bordo, specialmente se a poppa, rimase condannato, e cinquanta marinai in procinto di gettarsi in acqua vennero travolti. Chi riuscì a lasciare la nave poté allontanarsi ed essere salvato dai cacciatorpediniere di scorta. La scena del Roma che si spaccò in due tronconi venne immortalata in una famosa fotografia scattata da un membro dellequipaggio di un ricognitore britannico Martin B-26, pilotato a media quota dal tenente colonnello Herbert Law-Wright. Laereo, tra laltro, fu fatto segno dal fuoco contraereo delle navi italiane che stavano sparando sugli aerei tedeschi.

I caduti del Roma furono le prime vittime italiane per mano tedesca dopo la dichiarazione dellarmistizio. Successivamente l Italia venne nuovamente attaccato e questa volta colpito da una bomba, ma essendo la carica di scoppio assai ridotta, la nave da battaglia, nonostante avesse imbarcato circa ottocento tonnellate di acqua continuò, seppure appesantita, a navigare in formazione.

La difesa aerea delle città del nord da parte delle unità dellAeronautica Nazionale Repubblicana era basata su tre gruppi caccia: 1º Gruppo caccia "Asso di bastoni" comprendente le Squadriglie "Asso di bastoni", "Vespa incacchiata" e "Arciere", 2º Gruppo caccia "Gigi Tre Osei" comprendente le Squadriglie "Gigi Tre Osei", "Diavoli Rossi" e "Gamba di Ferro" e 3º Gruppo caccia "Francesco Baracca" questultimo non operativo.

I reparti erano stati ricostituiti dopo il tracollo dovuto allarmistizio e con i piloti e mezzi che non avevano optato per raggiungere il territorio controllato dagli Alleati. A fine dicembre 1943 cominciarono le operazioni belliche, che culminarono il 3 gennaio 1944 con lattacco effettuato dalla 1ª Squadriglia "Asso di Bastoni" contro una formazione di cacciabombardieri statunitensi Lockheed P-38 Lightning, riuscendo ad abbatterne tre di cui uno ad opera di Adriano Visconti, comandante del 1º Gruppo caccia "Asso di bastoni". Nel giugno dello stesso anno iniziò il passaggio ai velivoli tedeschi Messerschmitt Bf 109G-6, che avrebbero dovuto armare anche il nuovo 3º Gruppo caccia "Francesco Baracca", che nei fatti non diventò mai operativo. Questa espansione della caccia fu dovuta sia al crescente disimpegno della Luftwaffe dal settore meridionale, sia ai buoni risultati conseguiti inizialmente. Ma questi terminarono ben presto ed il tasso di perdite cominciò a farsi in breve tempo superiore al numero di abbattimenti ottenuto. Anche gli altri reparti, in sostanza, subirono la stessa sorte nello stesso momento.

Da ottobre fino al febbraio del 1945, quando il 1º Gruppo caccia "Asso di bastoni" tornò dalladdestramento in Germania, il 2º Gruppo caccia "Gigi Tre Osei" fu lunico reparto di caccia dellANR e riuscì momentaneamente a contrastare validamente lazione degli Alleati. Larrivo della nuova unità migliorò di poco la situazione complessiva, che vedeva la caccia repubblicana subire perdite sempre maggiori.

Le ultime missioni di volo vennero svolte il 19 aprile, quando i due gruppi intercettarono un aereo in missione di rifornimento per i partigiani 1º Gruppo caccia "Asso di bastoni" e dei bombardieri 2º Gruppo caccia "Gigi Tre Osei", in ambo i casi USAAF: il B-24 in missione di rifornimento venne abbattuto, a prezzo di un caccia; quanto allo scontro con i bombardieri, questo fu disastroso e gli aerei repubblicani, colti di sorpresa ed intercettati della scorta prima di giungere a portata di tiro dei bombardieri, subirono cinque perdite senza ottenere alcun abbattimento. Nei giorni successivi, impossibilitati a compiere decolli per mancanza di carburante e sottoposti a continui attacchi da parte dei partigiani, i reparti distrussero il materiale di volo e si arresero.

Nel periodo tra il 3 gennaio 1944 e il 19 aprile 1945 il 1º gruppo registrò 113 vittorie sicure e 45 probabili nel corso di 46 combattimenti. Il 2º gruppo, entrato in linea nellaprile 1944, allaprile 1945 registrò nel corso di 48 combattimenti ben 114 vittorie sicure e 48 probabili.

Il Gruppo Aerosiluranti "Buscaglia-Faggioni", comandato da Carlo Faggioni subì forti perdite mentre attaccava la flotta Alleata che supportava la testa di ponte di Anzio. Nonostante le numerose navi colpite secondo i bollettini ufficiali, la vita operativa del gruppo fu piuttosto avara di riconoscimenti: lunico siluro messo a segno dopo tanto impegno, fu quello che danneggiò un piroscafo britannico, colpito a nord di Bengasi, nel periodo in cui il reparto operava da basi ubicate in Grecia, e un piroscafo al largo di Rimini il 5 gennaio 1945.

Oltre agli attacchi di aerosiluranti italiani ad Anzio, anche velivoli tedeschi causarono i primi affondamenti della storia dopo quello della Roma dovuti alluso di missili: un incrociatore, un caccia ed un trasporto affondati da missili Hs 293 ad Anzio, gli incrociatori HMS Uganda e USS Savannah e la corazzata HMS Warspite a Salerno. La sorpresa iniziale a danno degli Alleati dovuta alluso delle nuove armi comunque ebbe uneffimera durata: la loro superiorità aerea in termini di numeri rese sempre più difficile lalzarsi in volo dei bombardieri germanici e già nelloperazione Shingle, compiuta nel gennaio 1944, la Luftwaffe venne duramente contrastata, anche se riuscì ad affondare, con una bomba planante, la HMS Spartan: il 29 gennaio 1944 lincrociatore fu colpito da un HS 293 al largo di Anzio; lesplosione causò un incendio che presto sfuggì al controllo dellequipaggio e la nave, abbandonata, affondò dopo circa unora. Quarantasei tra ufficiali e marinai perirono, i 523 superstiti furono salvati dalle navi amiche Laforey e Loyal. Gli anglo-americani introdussero anche contromisure elettroniche per disturbare il sistema di guida Kehl-Strassburg e per inviare falsi dati alla ricevente del missile facendolo così deviare dalla traiettoria impostata dal pilota tedesco; questi emettitori di disturbo erano collocati a bordo di navi da guerra facenti parte della scorta, e furono il primo uso di ECM contro armi di questo tipo.

Dizionario

Traduzione
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