ⓘ Lorenzo Montano. Danilo Lebrecht cominciò a usare lo pseudonimo Lorenzo Montano a partire dal 1918 nacque da Carlo Lebrecht, imprenditore austriaco di origine p ..

                                     

ⓘ Lorenzo Montano

Danilo Lebrecht cominciò a usare lo pseudonimo "Lorenzo Montano" a partire dal 1918 nacque da Carlo Lebrecht, imprenditore austriaco di origine polacca, e da Rosa Prister, di nazionalità russa, una donna ricca di interessi culturali. Il padre apparteneva a una famiglia israelita, che agli inizi dellOttocento si era stabilita a Belfiore, in provincia di Verona, dove aveva avviato unattività industriale alquanto redditizia. Anche Guglielmo, fratello di Carlo, aveva realizzato una solida posizione socio-economica e viveva in Valpolicella, nella villa Lebrecht di San Floriano, dove si svolgevano frequenti iniziative culturali. Pertanto Danilo il futuro Lorenzo Montano visse gli anni dellinfanzia e delladolescenza in un ambiente privilegiato, del quale però il suo spirito libero sentì più il peso che i vantaggi.

Dopo aver frequentato il liceo "Maffei" di Verona, iniziò a Firenze la sua collaborazione a "Lacerba", con piena adesione alle idee-guida "rivoluzionarie" di quella rivista, e incontrò personaggi fortemente caratterizzati come Giovanni Papini, Ardengo Soffici, Campana e Palazzeschi. Lo stile e il temperamento di questultimo gli erano congeniali: "La squisitezza e lurbanità dei suoi modi era unita ad un che di stabilmente fantastico, a una delicata bizzarria dumore che era la vena stessa della sua poesia." Del Papini invece annotò: "Non entrai mai in confidenza con Giovanni Papini, per via dun suo modo di far cascare le cose dallalto." Sulle pagine della rivista Lacerba pubblicò tredici poesie e prose liriche, tra il dicembre 1914 e il maggio 1915.

Allo scoppio della prima guerra mondiale, combatté in prima linea come sottotenente dei granatieri in Sardegna. Dimostrò coraggio, ma anche un chiaro distacco critico: "Pacifisti o marziali, entusiasti o imprecanti, storici, cronisti, politici, poeti: a nessuno riesce di toccare quei luoghi veramente estremi del sentimento e della ragione.". Dal fronte fu rimandato a Roma per motivi di salute. Qui conobbe e strinse amicizia con Emilio Cecchi. Sempre a Roma, Vincenzo Cardarelli nel 1919 lo cooptò tra i fondatori della rivista "La Ronda", "malgrado" la sua provenienza lacerbiana, che "era il contrario di una raccomandazione, ai suoi occhi"

Nel periodo rondiano almeno fino al 1928 e forse anche a tutela dellazienda di famiglia la sua adesione al regime fascista non ebbe riserve, al punto da defirlo come "il massimo esperimento nel mondo per risolvere il disagio degli Stati moderni". Inoltre, con quella propensione allironia che ritroviamo anche nei suoi racconti, Montano non aveva esitato a dissacrare laula del Parlamento e lo stesso Giolitti. In quello stesso periodo sposò Mary Ellis, una signora inglese alla quale lo legò un amore duraturo.

In seguito alla promulgazione delle leggi razziali, espatriò a Londra. Dopo i primi bombardamenti aerei subiti da quella città nella seconda guerra mondiale e più tardi da lui rievocati, si rifugiò per qualche tempo nellisola di Man. Sempre a Londra, fu direttore - tra il 1943 e il 1945 - de Il Mese, una rassegna di stampa internazionale che più tardi ebbe diffusione anche in Italia.

Pur continuando a occuparsi della vita letteraria italiana, Montano trascorse gli anni del dopoguerra tra Inghilterra, Francia e Svizzera. In quel periodo si dedicò alla raccolta di svariati suoi scritti in versi e in prosa. Nel 1957 la sua raccolta A passo duomo fu proposta per il Premio Bagutta, che gli fu assegnato lanno successivo. Eugenio Montale, a lui legato da stima e amicizia "nei limiti possibili a due temperamenti egualmente schivi", volle ricordare la "gratitudine e trepidazione danimo" con cui Montano, pur frastornato dalla cerimonia, ricevette quel premio.

Morì il 27 agosto di quello stesso anno del premio letterario, a Glion presso Montreux, in territorio svizzero. Qualche mese prima era avvenuta la morte prematura della moglie, che lo aveva lasciato letteralmente "in pezzi".

                                     

1. Gli interessi letterari

Fu tra i fondatori della rivista La Ronda nella quale, oltre a pubblicare alcuni saggi e ad anticipare i primi capitoli dell Itinerario di un bighellone che sarebbe stato poi pubblicato integralmente con il titolo di Viaggio attraverso la gioventù curava la rubrica Commento alla cronaca", composta da aforismi ed osservazioni varie, che poi confluirono in parte nella raccolta Il perdigiorno. Fu collaboratore anche delle riviste La Voce e Lacerba. Studioso della prosa italiana dei Seicento e del Settecento, si dedicò in maniera particolare allopera di Lorenzo Magalotti. Nel 1929 cominciò a collaborare con la Mondadori come consulente editoriale, promuovendo la creazione di importanti collane.

La sua opera maggiore è Viaggio attraverso la gioventù, un romanzo di formazione in cui Montano esibisce una prosa in bilico tra critica, narrativa e poesia.

Montano è stato anche traduttore. Tra gli autori da lui proposti in italiano: Voltaire e Stéphane Mallarmé, dal francese, Aldous Huxley e T.S. Eliot, dallinglese, e Thomas Mann, Franz Kafka e Goethe, dal tedesco.

                                     

2. Opere

Poesia

  • Per piffero o Ariette per piffero, La Spezia, 1917 ed. privata di 75 esemplari.
  • Discordanze, Firenze, La Voce, 1915.
  • Il figlio di Marte, in LArdire, 1º febbraio 1924.

Narrativa

  • Viaggio attraverso la gioventù secondo un itinerario recente, Milano, Mondadori, 1923.

Raccolte

  • A passo duomo e altri ritagli, Padova, Rebellato, 1957.
  • Pagine inedite, Verona, Stamperia Valdonega, 1960 ed. privata di 100 esemplari.
  • Carte nel vento. Scritti dispersi, Firenze, Sansoni, 1956.
  • Il perdigiorno. Con una lettera agli amici della "Ronda", Bologna, Litaliano editore, 1928.
                                     

3. Listituzione del Premio Lorenzo Montano

Nel 1986, A Verona, è stato istituito il Premio di poesia Lorenzo Montano, intorno a cui si sono riuniti e succeduti nel corso degli anni, Tullio De Mauro, Franco Ferrarotti, Sergio Givone, Romano Luperini, Francesco Muzzioli, Luigi Pestalozza, Franco Rella, Vittorio Sgarbi, Carlo Sini.