ⓘ Giarratana è il più piccolo comune della provincia di Ragusa. Ha una posizione che guarda verso mezzogiorno, un clima mitigato dalla presenza di un anello di co ..

                                     

ⓘ Giarratana

Giarratana è il più piccolo comune della provincia di Ragusa. Ha una posizione che guarda verso mezzogiorno, un clima mitigato dalla presenza di un anello di colline attorno. Posto sulle pendici del Monte Lauro, è attraversato da diversi corsi dacqua, tutti confluenti nel fiume Irminio, che lambisce il centro abitato. Dista una ventina di chilometri da Ragusa.

                                     

1. Storia

Tracce preistoriche, probabilmente dei siculi, risalenti al II millennio a.C. sono state ritrovate in località Scalona e più recenti a Donna Scala. Sulla cima del Monte Casale, in posizione strategica dominante la valle dellIrminio, si trovava la città greca di Casmene, avamposto militare di Siracusa. In tale città si venerava forse il dio Ares, poiché sono state trovate armi nel tempio cittadino. La polis aveva un impianto urbanistico composto da 38 strade parallele orientate nord-sud ed era munita di una cinta muraria lunga 3.4 km. Vicino Giarratana in Contrada Orto, durante il XIX secolo, è stata ritrovata una villa di epoca romana tardo-imperiale con mosaici pavimentali lungo la via "regia trazzera". Il paese, di cui non restano tracce, alcuni storici antichi lo ritenevano nominato da Cicerone.

Dal periodo normanno ci sono le prime tracce scritte su Giarratana. La cittadina fece parte della Contea di Ragusa con Goffredo figlio di Ruggero I; in questi anni iniziò la fortificazione del paese, con mura e un castello, anche se Giarratana solo agli inizi del XIII secolo fu inserito nellelenco dei "castella di Sicilia". Durante il regno dellImperatore Enrico IV di Germania Giarratana divenne feudo, dal 1195 in poi, di Rinaldo DAquaviva, un parente dellimperatore stesso. Il paese è stato retto da importanti famiglie nel basso Medioevo; i più importanti feudatari furono Gualtiero di Caltagirone, Nicola Lancia, Nicola Alagna e Sancio Heredia.

Il borgo prese parte ai Vespri Siciliani schierandosi contro gli Angioini che furono massacrati nel 1299 dagli Aragonesi dopo una battaglia, che diede il nome a una contrada: Porta dei Francesi. Nel 1308 il Vaticano citò il paese poiché la già antica Chiesa di San Bartolomeo, Patrono ab antiquo, contribuiva alla decima, una tassa medievale. Nel 1400, a seguito della partecipazione di Giarratana alla rivolta contro re Martino I, con Bernardo Cabrera, il feudo fece parte della Contea di Modica, il conte però dovendo pagare alcuni debiti vendette Giarratana a Niccolò Caseggia che poi la vendette di nuovo alla famiglia Settimo. Questa famiglia, di origine pisana, comprò la baronia di Giarratana nel 1454. Nel paese furono costruite nuove chiese, che si aggiunsero a quelle già esistenti, per un totale di ben 12 chiese.

Nel 1559 Carlo Settimo, per essersi distinto nella lotta contro i turchi, ottenne lelevazione del feudo da baronia a marchesato. Limportanza di Giarratana crebbe notevolmente con la signoria dei Settimo, tanto che papa Alessandro VII nel 1600 vendette il corpo della santa ai signori di Giarratana; il corpo di Santa Ilaria fu in verità acquistato a Roma dal sacerdote Antonio Distefano. Il corpo oggi è custodito nella secolare chiesa di San Bartolomeo. Per quanto concerne lacquisto del corpo di Santa Ilaria cf. "Documenti per la storia della chiesa di S. Bartolomeo apostolo di Giarratana nel 600" Ragusa 2010, pag. 14; il sacerdote Antonino Distefano, come attestano alcuni documenti esaminati nellopera citata pag. 43, 57 acquistò "suo munere" prima del 1667 il corpo della martire da papa Alessandro VII Fabio Ghigi. Nel 1686 fu castellano di Giarratana don Giuseppe Distefano, nobile dei b.ni di Cutolia. Nel 1644 la Madonna della Neve venne proclamata, per ordina regio, Patrona della città.

Il nome precedente al terremoto del 1693 era Cerretanum Jarratanae. Lantico centro abitato oggi chiamato Terravecchia era più a Nord, in prossimità del Monte Lauro. In seguito al terremoto del 1693, che rase al suolo lintero val di Noto e che causò 541 vittime, la nuova Giarratana venne ricostruita più a sud, sulle falde di una ridente collina chiamata Poju di li ddisi. Il 26 agosto 1693 nacque ufficialmente la nuova Giarratana. Con un atto notarile Donna Pasqua vendette ai giurati di Giarratana la collina dove sorgerà lattuale cittadina. Prime fra tutte si iniziarono ad edificare le chiese, nella stessa posizione che avevano nellabitato pre terremoto. A nord la basilica di SantAntonio abate, a sud la chiesa di San Bartolomeo e, in posizione centrale, la Chiesa Madre dedicata a Maria SS Annunziata e San Giuseppe.

Nel 1703 il marchese Girolamo Settimo iniziò la costruzione di un palazzo signorile sulla sommità della collina; di tale struttura, chiamata dai giarratanesi castello, rimangono solo i ruderi. I marchesi risiedettero pochi anni nel palazzo, che già agli inizi dellOttocento era decaduto. Le altre famiglie benestanti di Giarratana divennero la nuova aristocrazia latifondista; si ricordano i Barone, i DellAgli, i Calafato e i Cannizzo.

                                     

2.1. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture religiose

  • Basilica di SantAntonio
  • Chiesa di San Bartolomeo
  • Chiesa Madre, con al suo interno la pala dellannunziata del 1790, la pala delle anime purganti, la statua di San Giuseppe e la lignea di San Bartolomeo proveniente dalla Giarratana antica.
                                     

2.2. Monumenti e luoghi dinteresse Altri monumenti

  • I ruderi del Castello dei Settimo del 1703.
  • castello in contrada monterotondo
  • Il parco di Calaforno, che condivide con Monterosso Almo, dove si trova un Ipogeo Preistorico: un susseguirsi di ben 35 piccole camere che in epoca remota sono servite da necropoli e riadattate poi ad abitazioni.
  • Museo a cielo aperto, zona archeologica u Cuozzu.
  • villa romana in contrada margi
  • "u rugghiu"
  • catacomba cristiana
  • necropoli preistoriche
  • chiesetta bizantina
  • Il sito archeologico di "Terravecchia"
  • Casmene, una colonia siracusana abbandonata fondata nel 644. Si trova verso Palazzolo Acreide su una strada che devia verso il Monte Lauro.
  • Villa romana presso la contrada "orto mosaico", con mosaici pavimentali.
  • Palazzo Barone
                                     

3. Società

Lingue e dialetti

Oltre alla lingua ufficiale italiana, a Giarratana si parla la lingua siciliana nella sua variante metafonetica sud-orientale. La ricchezza di influenze del siciliano, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, deriva dalla posizione geografica dellisola, la cui centralità nel mar Mediterraneo ne ha fatto terra di conquista di numerosi popoli gravitanti nellarea mediterranea.

                                     

4.1. Cultura Musei

  • Museo ibleo dellemigrazione.
  • Museo etnoantropologico.
                                     

4.2. Cultura SantAntonio Abate

Grande è la partecipazione alla liturgia del 17 gennaio che dà il via alle festività annuali del paese. La festa di SantAntonio Abate trae la sua origine nella povera economia agricola. Al Grande Santo ricorrevano umili contadini e pastori, ciò legato al fatto che la Chiesa gli ha riservato il protettorato sugli animali. A tal proposito, Giarratana conserva loriginalità della benedizione degli animali, i quali vengono portati, durante il vespro e dopo la prima processione che sosta in Chiesa Madre, al cospetto della secolare e artistica statua.

La mattina il fragore dei colpi a cannone, lo scampanio solenne delle campane della Basilica e il giro per le vie cittadine del corpo bandistico annunciano il giorno della festa. Il Corso Umberto, via che conduce fino alla Basilica del Santo, diventa un brulicare di fedeli che vanno ad assistere alla Solenne Celebrazione Eucaristica delle ore 11.00. Alle 12.00 il simulacro del Santo, caricato sulle spalle dei devoti, attraversa la navata centrale e al grido" viva SantAntonii” fa la sua uscita dalla Basilica. I rintocchi dellantica campanella dargento, le note della banda musicale, accompagnano i fuochi pirotecnici, il suono delle campane e la pioggia di" nzaiareddi” creando unatmosfera suggestiva. Inizia la processione, che vede il simulacro portato tra le stradine del centro storico. Nel pomeriggio la tradizionale benedizione degli animali davanti al sagrato della Chiesa, la quale fa rivivere il senso più naturale e antico della festa: protezione che un tempo i contadini chiedevano e ricevevano per i propri animali, ricordo ancora vivo della Sicilia rurale. A ciò segue la tradizionale" cena” con tipici dolci offerti al Santo e venduti allasta. La sera, verso le 20.00 SantAntonio Abate ritorna tra le vie di Giarratana, attraversando la parte nuova dellabitato per ritornare nella sua Basilica.



                                     

4.3. Cultura S. Giuseppe

Il 19 marzo e il 19 settembre ricorre la festa in onore del Santo Patriarca San Giuseppe, protettore che unisce tutti i cittadini in una festa molto antica, di umili origini, ricca di devozione e spiritualità.

Il fulcro dei festeggiamenti si ha solitamente in Chiesa Madre, qui si svolgono le celebrazioni liturgiche e si effettua luscita a spalla del Santo alle ore 12.00 in punto. Con la processione diurna S. Giuseppe va a far visita alla Madonna nella Chiesa di S. Antonio e giunge successivamente a S. Bartolo. La processione continua per i suggestivi vicoli stretti e ripidi della parte alta del paese per far nuovamente ritorno nella Chiesa Madre. Il pomeriggio si svolge la tradizionale cena dove i tipici dolci e piatti vengono offerti al Patriarca e venduti allasta. La sera il Santo riesce dalla Chiesa per la processione serale ma non più portato a spalla ma trainato da un carro motorizzato e accompagnato dalla banda così come la mattina. Al termine della processione, il rientro in Chiesa Madre viene accompagnato da scoppiettii di cannone e dalle note finali della banda" V. Bellini”.



                                     

4.4. Cultura La sagra della cipolla

A Giarratana una tradizione antichissima che, da 39 anni a questa parte, si perpetua con lorganizzazione di una sagra in grado di mettere in vetrina le peculiarità di un ortaggio che, proprio nel centro montano dellarea iblea, trova la sua magnificenza. Accadrà anche questanno, con la" Sagra della Cipolla” edizione 2017, in programma il 14 agosto. I preparativi per la festa cominciano giorni prima con la preparazione di piatti tipici a base di cipolla, ad esempio la focaccia.

Pochi giorni prima della sagra vengono allestiti degli stand nei quali la cipolla viene cucinata e servita in ogni modo, cotta, cruda, accompagnata da formaggio, vino e altre bontà. Oltre a questi vengono allestiti altri stand con i prodotti tipici del paese come ad esempio: il torrone" Trapani”, il miele di" Roccuzzo”, lorigano di" Drago”, lolio, il paté le olive di" Angelica”, il formaggio-pecorino di" Lissandrello” e" Tuminello” e i buoni biscotti del" Forno delle tradizioni”.

Tutto ciò costituirà il momento clou di questa 35ª edizione che, come ogni anno, è in grado di richiamare migliaia di persone sino a far diventare Giarratana un punto di riferimento insostituibile dellarea iblea in occasione della vigilia di Ferragosto. A rendere ancora più suggestivo lappuntamento il grande concerto che, come ogni anno, si tiene in piazza" 13 ottobre 1902”, nel cuore di Giarratana. A fine serata viene premiata la cipolla più grossa che questanno ha raggiunto il peso di 1.800 g.

Tanti altri sono i momenti che caratterizzeranno la giornata del 14 agosto, a cominciare dalle visite guidate al museo a cielo aperto oltre allesposizione di mostre di manufatti in terracotta presso laula consiliare. Senza dimenticare la rassegna sui prodotti tipici dellartigianato ibleo, lesposizione al palazzo Barone di manufatti e filati, nel quartiere" Cuozzu”, e nei bassi dellaltro palazzo Barone, in via XX Settembre. La cipolla per Giarratana risulta essere motore di sviluppo economico, e per questo non possiamo non dedicarle una sagra con tutti gli onori.



                                     

4.5. Cultura S. Bartolomeo apostolo

Ogni anno molti emigrati rientrano a Giarratana il 24 agosto per la festa di S. Bartolomeo, patrono principale ab antiquo di Giarratana. Questa ha inizio il 16 agosto, quando il suono delle campane, suonate a mano, della Chiesa del Santo Patrono, tra lo sparo di 24 colpi a cannone, annunciano la discesa della" vara” del Patrono, che lascia laltare maggiore della Chiesa di San Bartolomeo di Giarratana, dove è stata custodita per un intero anno, per essere posta nella navata centrale.

Una settimana intera di festeggiamenti, ricca di eventi e spettacoli. Evento culminante è quello della secolare Fiera di San Bartolomeo" a fera ro patronu” la quale si svolge il 21 agosto con la promozione di prodotti tipici locali, agricoli e per lallevamento.

Il 24 agosto la santa messa delle ore 11:00 viene celebrata dal Vescovo di Ragusa. A seguire la tradizionale" Sciuta” del simulacro di mezzogiorno con lo sparo di mortai e il lancio degli" nzaiareddi” accompagnato dal corpo musicale" V. Bellini”. Tutti i devoti che portano il santo vestono con magliette rosse. In un clima di gran confusione e di commozione san Bartolomeo inizia la discesa di quei ripidissimi diciannove gradini. Una muraglia umana ne accompagna larrivo in strada. La processione inizia il suo lento camminare, scandito dal suono della campana dargento, tra il quartiere antico" u cuozzu”. Di pomeriggio sono tanti i cittadini che offrono i prodotti di qualsiasi genere alimentare per la tradizionale Cena. A concludere è la processione serale, che riprende il cammino interrotto la mattina fino a sera inoltrata. Subito dopo lentrata tutti i cittadini si recano verso la villa comunale del paese per assistere a fantastici fuochi dartificio.

                                     

4.6. Cultura Il presepe vivente

Nel momento più magico dellanno, Giarratana diventa un presepe incantato. Un intero paese rivive il natale attraverso "Quadri viventi" di intensa suggestione. Ne sono attori gli stessi cittadini, riappropriatisi di luoghi e tradizioni dei loro padri. Ed ecco, al calar della sera e al chiarore di lumi a petrolio e candele, animarsi vicoli, abitazioni e botteghe; ecco riprender vita tutto un mondo, quello fra la fine dellOttocento e i primi del Novecento, tipicamente rurale e artigianale.

I numerosi visitatori, si inoltrano a piccoli gruppi lungo un percorso prestabilito nel quale i quadri viventi hanno unappropriata cornice. Nelle strade di Terravecchia, gli uomini, le donne e i bambini che indossano costumi depoca e lavorano con gli strumenti e gli arnesi degli antichi mestieri scomparsi, rievocano il passato di questa cittadina.

Un tempo in cui gli agricoltori, le massaie, gli artigiani e gli allevatori seguivano i ritmi del giorno e della notte, e la loro vita scorreva in sintonia con la resa dei raccolti nei campi, le feste tradizionali le antiche consuetudini. I paesani rappresentano con genuinità lautenticità di questo evento che, ogni anno, regala un momento magico ai visitatori.

La grotta della Natività è ambientata alla sommità dellabitato antico di Giarratana, fra i ruderi del Castello dei Marchesi Settimo, noto in paese come "U Castieddu", simbolo della cittadina montana. In questultima scena, che riassume tutte le altre, il silenzio diventa protagonista, rispetto ai suoni, agli odori, alla musica, ai gesti quotidiani che fanno parte integrante degli altri quadri viventi.

Il tutto si svolge allinterno del" Museo a Cielo Aperto”, tuffo nella memoria, dove ogni cosa esposta in un magico itinerario di tradizioni ha il dolce sapore del ricordo. Si trova nella parte più antica della città, "U Cuozzu". È uno spazio dedicato alla civiltà contadina e artigiana ed è suddiviso in 15 ambienti rappresentanti la quotidianità, i costumi, gli usi delle arti e degli antichi mestieri. Lungo le scalinate più caratteristiche del paese, fatte di pietre bianche e oasi di pace e verde, sono stati ricreati gli ambienti prescelti da questo Museo allaperto. Della masseria è ricostruita la stanza in cui si cucina il pane, il formaggio, e la ricotta cucinata con lattrezzo chiamato "a caurara". Nella casa del contadino sono riposti gli aratri, "u mazziaturi" per i cereali e il carretto u carrettu per trasportare i prodotti della terra. Lambiente familiare è il regno della massaia che utilizza gli attrezzi caratteristici come "u scanaturi ", "a maidda" e "a sbriula" mentre la biancheria lavata viene stesa ad asciugare sul "circu ra conca".



                                     

4.7. Cultura Associazione Musicale" Vincenzo Bellini”

Il primo corpo bandistico venne fondato nel 1921, denominato Giovinezza; poi la denominazione cambiò in Ruggero Settimo. La banda andò avanti fino al 1957 con il Maestro Alfonso Matrella e lultimo concerto venne tenuto a Vizzini CT il 30 settembre di quellanno.

Nel 1985 un gruppo di amatori insieme allAmministrazione Comunale costituisce unAssociazione Musicale al fine di ridare a Giarratana il complesso bandistico. Nel Natale del 1986 un primo gruppo di allievi fa la prima apparizione tenendo un piccolo concerto, ma luscita ufficiale della banda musicale" Vincenzo Bellini” avviene il 25 aprile 1987 in occasione della Festa della Liberazione e da allora in meno di 10 anni è diventato, soprattutto per la qualità, la serietà e laspetto formale, il fiore allocchiello delle bande della provincia di Ragusa e oltre, vantando un repertorio di difficile esecuzione.

Nel periodo che va dal 1987 al 1996 il complesso bandistico ha tenuto concerti e recital con cantanti lirici in varie località soprattutto della Sicilia orientale: Ragusa, Marina di Ragusa, Comiso, Acate, Ispica, Chiaramonte Gulfi, Santa Croce Camerina, Scoglitti, Vittoria Teatro comunale Vittoria Colonna, Siracusa, Augusta, Melilli, Sortino, Noto Teatro Tina di Lorenzo, Avola, Palazzolo Acreide, Buccheri, Ferla, Cassaro, Buscemi, Butera, Caltabellotta, Agira, Nissoria, Troina, Caltagirone, Grammichele, Acireale, Acitrezza, San Giovanni La Punta, Mascalucia, Militello Val di Catania, Scordia, Palagonia, Santa Maria di Licodia, Ragalna, Rodi Milici, Polizzi Generosa, Termini Imerese, Ciminna.

Per limpegno e la serietà dimostrati è stato insignito, negli anni 1988 e 1991, del "Premio della Cultura" da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

È stata ospite del programma radiofonico ”Evviva arriva la banda” a cura di Radio Centrale Brescia, alla trasmissione televisiva" Un carrubo da Ragusa” a cura di Teletna-Antenna Sicilia al "Cine Teatro Duemila" di Ragusa e alla trasmissione televisiva" Telethon” a cura della Rai-TV.

Ha partecipato a molte manifestazioni di notevole spessore artistico nazionale ed internazionale quali: Nel Luglio 1991 II° Raduno Bandistico Interprovinciale città di Castroreale; Nel Settembre 1991 X° raduno bandistico nazionale di Canicattini Bagni; Nel Maggio 1992 II° raduno bandistico regionale SS.Crocifisso di Ciminna.

Nel Gennaio 1993 ottiene il Nastro dargento al XIII° Concorso Internazionale per Bande Musicali di Brno e Praga Cecoslovacchia. Nel Settembre 1993 partecipa alla rassegna internazionale per bande musicali di Cefalù;

Nel Luglio 1994 ha ottenuto un lusinghiero II° classificato secciòn tercera al Certament Internacional de Bandas de Musica Ciudad de Valencia, Spagna.

Il 3 giugno 1995 il complesso bandistico ha ottenuto il 1º premio assoluto con punti 99/100 al XVII° concorso nazionale A.M.A. Calabria.

Nel 1996 ha inciso il brano Oregon di Jacob De Haan nel Cd" Bande Musicali Siciliane” Vol.1 etichetta Butterfly di Palermo.

Nel 2002 la banda viene affidata alla guida del giovane Mº Francesco Fatuzzo.

Nel 2006 ha partecipato al II Festival di Musica di Genova. NellAgosto che va dal 2006 al 2010 ha luogo, nel paese dorigine, il Raduno Bandistico Città di Giarratana.

Il 18 aprile 2010 ha partecipato al ” Concorso per Orchestre di Fiati” tenutosi nei locali del Teatro "La Fenice" di Biancavilla per organizzazione della "Fe.Ba.Si." Federazione Bande Siciliane. Ha partecipato inoltre al ” IX International Country – Wandering Festival ” tenutosi in Ungheria presso la località di Szeged e dintorni dal 28 luglio al 2 agosto 2010.

La banda, oggi è composta da circa 30 strumentisti.

                                     

4.8. Cultura Associazione "Gruppo Tamburi Città di Giarratana"

Il Gruppo Tamburi Città di Giarratana viene costituito nella primavera del 2010 ed è tuttora il primo gruppo esistente in provincia di Ragusa. Nato dallidea di alcuni giovani del piccolo centro montano e grazie allimpegno, allentusiasmo e alla passione per il tamburo dei giovani che lo compongono, il gruppo diviene ben presto una realtà tangibile ed interessante.

Il primo anno di attività ha visto impegnato il gruppo in diverse esibizioni presso alcune località del territorio ibleo. In seguito ad alcune performance di rodaggio, il gruppo esordisce per la prima volta nella città di Modica in occasione dei festeggiamenti della Madonna" Vasa Vasa”, e di" San Giorgio”; successivamente la formazione è impegnata nelle manifestazioni di Scicli, Buccheri, Priolo Gargallo e Cassaro, riscuotendo notevole successo e considerevoli apprezzamenti, anche per come riportato da articoli di stampa di quotidiani regionali, locali ed interviste.

Il 14 agosto 2012 in occasione della sagra della cipolla a Giarratana RG il Gruppo promuove e realizza il primo raduno medievale di" Gruppi di Tamburi Imperiali e di Sbandieratori”.

Grazie alla continua voglia di suonare, allimpegno dei ragazzi che ne fanno parte, ai successi riscossi negli anni, il gruppo Tamburi di Giarratana il 3 ottobre 2012 diventa una vera e propria associazione. Tanti i traguardi raggiunti, tante le soddisfazioni arrivate, come la partecipazione del gruppo al festival medievale internazionale tenutosi nella città di Mdina Malta nel 2014 e 2015

Lassociazione è in continua evoluzione, tanti i cambiamenti, tanti i miglioramenti; ma come da principio i giovani che ne fanno parte continuano ad impegnarsi, proponendo e gestendo attività culturali, turistiche, ricreative. A fondo cè la voglia di valorizzare il territorio siciliano, la sua cultura, i suoi valori, la sua gente, la sua arte; cè la voglia di stare insieme e divertirsi cercando di creare iniziative che possano favorire comportamenti, atteggiamenti e risvolti positivi.



                                     

5. Economia

Quasi totalmente agricola, con produzione di frumento, olio, legumi, mandorle. Si mette in evidenza la produzione di cipolle bianche a cui è dedicata una festa. Tipico il torrone bianco, ottenuto con mandorle e miele locale; oggi il torrone si produce anche nelle varietà ricoperte di cioccolata bianca e scura.