ⓘ Francesco Robortello. La sua acribia filologica lo fece chiamare Canis grammaticus. Professore di filosofia, di retorica, di latino e di greco, insegnò a Lucca, ..

                                     

ⓘ Francesco Robortello

La sua acribia filologica lo fece chiamare Canis grammaticus. Professore di filosofia, di retorica, di latino e di greco, insegnò a Lucca, Venezia, Bologna e a Padova, scoprendo e pubblicando importanti testi dellantichità classica.

I criteri scientifici da lui adottati costituiscono la base della moderna ermeneutica, e i suoi commenti alla Poetica di Aristotele, le In librum Aristotelis de arte poetica explicationes, pubblicate nel 1548, dove corresse la versione latina di Alessandro de Pazzi dellopera aristotelica, influirono sulla teoria rinascimentale della scrittura teatrale. In questo scritto, Robortello dà una parafrasi dell Ars poetica di Orazio e tratta dei diversi generi letterari. Fondamentali sono i suoi studi sulla catarsi tragica, del cui significato, secondo gli studi di Carlo Diano, egli fu il primo scopritore.

Con le Variorum locorum annotationes del 1543, la De arte, sive ratione corrigendi veteres authores disputatio del 1557, e con la De historica facultate disputatio 1567, entrò in polemica con Carlo Sigonio e con Vincenzo Maggi. Emendò anche diverse edizioni di classici pubblicate da Aldo Manuzio. Tra i suoi allievi si contano Giacomo Zabarella e Jan Kochanowski, poeta in lingua polacca e latina, che esportò in Polonia le idee le forme letterarie del Rinascimento.

                                     

1. Opere

  • Variorum locorum annotationes, 1543
  • De historica facultate disputatio, 1567
  • De arte, sive ratione corrigendi veteres authores disputatio, 1557
  • De artificio dicendi, 1567
  • Dionysii Longini, rhetoris praestantissimi, liber de grandi, sive sublimi orationis genere, 1554
  • De rhetorica facultate, 1548
  • Thesaurus criticus, 1557
  • In librum Aristotelis de arte poetica explicationes, 1548