ⓘ Giuseppe Castellano

                                     

ⓘ Giuseppe Castellano

Giuseppe Castellano è stato un generale italiano. Firmò, a nome dellItalia, lArmistizio di Cassibile del 3 settembre 1943, che sancì la cessazione delle ostilità tra lItalia le potenze alleate.

                                     

1.1. Biografia La carriera militare

Giuseppe Castellano nacque a Prato nel 1893, da famiglia di origine siciliana. Militare di carriera, partecipò alla Prima guerra mondiale come ufficiale di artiglieria con il grado di capitano, conseguendo una medaglia di bronzo al valor militare. Successivamente entrò nello stato maggiore dellesercito.

Durante la Seconda guerra mondiale prese parte alla campagna di Jugoslavia 1941-42 e, nel 1942, fu nominato generale di brigata per merito di guerra. In Jugoslavia conobbe il comandante della 2ª armata generale Vittorio Ambrosio, guadagnandone la fiducia. Quando, il 20 gennaio 1942 Vittorio Ambrosio fu nominato Capo di Stato Maggiore dellEsercito, Castellano lo seguì a Roma come "generale addetto". Era in quel periodo, il più giovane generale di brigata del Regio esercito.

Il 2 febbraio 1943 Ambrosio assunse lincarico di Capo di Stato Maggiore generale, grazie anche alla collaborazione di Castellano che, successivamente, rivestì lincarico di capo della Sezione piani e operazioni dello Stato Maggiore generale.

                                     

1.2. Biografia La caduta del fascismo

Giuseppe Castellano, coadiuvò il suo Capo di Stato Maggiore Ambrosio e il Comandante dei servizi segreti generale Giacomo Carboni, nelliniziativa politica sorta in ambito militare finalizzata alla destituzione di Benito Mussolini, e mirante alla sua sostituzione con un elemento di spicco dellesercito. Tale azione fu autonoma rispetto a quella interna al Partito fascista, capeggiata da Dino Grandi, che si concretizzò con lOrdine del Giorno presentato al Gran Consiglio del Fascismo e messo ai voti nella notte tra il 24 e il 25 luglio del 1943. Entrambe le due iniziative contavano sullintervento decisivo del sovrano.

Il 25 luglio, una volta approvato dal Gran Consiglio del Fascismo lordine del giorno Grandi, che rimetteva nelle mani del Re il Comando Supremo delle Forze Armate, Vittorio Emanuele III ruppe gli indugi e procedette alla sostituzione di Mussolini con il Maresciallo Badoglio.

Liniziativa che condusse allarresto dellex capo del Governo, nel pomeriggio del 25 luglio 1943 fu dello stesso Castellano che elaborò con il generale Carboni il piano per introdurre con lassenso del Ministro della Real Casa Pietro dAcquarone unautoambulanza in Villa Savoia e ordinare a cinquanta carabinieri larresto di Mussolini. Ambrosio fu preventivamente informato ma non si oppose.

                                     

1.3. Biografia Larmistizio con le forze alleate

Il 7 agosto 1943, a Roma, il Consiglio della Corona, un organismo di cui facevano parte, oltre al sovrano, il Maresciallo Badoglio ed altri militari influenti quali il Capo di Stato Maggiore Ambrosio, il Capo di Stato Maggiore dellEsercito Roatta e il comandante dei servizi segreti Giacomo Carboni, approvò, a maggioranza di due terzi, la decisione di uscire dalla guerra. Ambrosio propose Giuseppe Castellano quale rappresentante italiano per le trattative di pace con gli alleati, pur non conoscendo minimamente, questultimo, nemmeno una frase dinglese. Il generale poté avvalersi in tutte le fasi delle trattative come traduttore e assistente di Franco Montanari, allepoca console a Lisbona.

Le istruzioni che il Capo di Stato Maggiore dette al suo braccio destro, il 12 agosto 1943, furono di esporre la situazione militare, ascoltare le intenzioni degli alleati e, soprattutto" dire che noi non possiamo sganciarci dalla Germania senza il loro aiuto”. Il generale italiano, tuttavia, non poté attuare la missione con la speditezza che la drammaticità della situazione esigeva. Castellano, infatti, fu autorizzato a raggiungere il territorio neutrale soltanto in treno, e impiegò tre giorni per raggiungere Madrid e conferire con lambasciatore inglese Sir Samuel Hoare. Successivamente impiegò altri tre giorni per raggiungere Lisbona, ove, solo il 19 agosto, conferì con i rappresentanti del Comando Alleato. Ripartì in treno il giorno 23, giungendo finalmente a Roma il 27 agosto. La missione era durata quindici giorni.

Nel frattempo, per affiancare linviato italiano, furono mandati a Lisbona in aereo il generale Rossi ed il generale Zanussi, che si presentarono ai rappresentanti alleati appena ripartito Castellano per Roma. Questa scelta generò anche una certa confusione tra gli alleati; in particolare il generale Zanussi, già addetto militare a Berlino, non era ben visto dagli alleati peraltro confusi dallinvio di delegazioni così ravvicinate e senza coordinamento.

Il 27 agosto a Roma Castellano illustrò a Badoglio e al Ministro degli esteri Raffaele Guariglia le clausole imposte dagli anglo-americani: costoro avevano chiesto la resa senza condizioni, da attuarsi mediante la sottoscrizione di un accordo cosiddetto" armistizio corto” in dodici articoli; entro la data del 30 agosto doveva essere comunicata ladesione o meno del governo italiano tramite un apparecchio radio di cui Castellano era stato dotato; in caso di risposta affermativa, le parti si sarebbero incontrate nuovamente in una località della Sicilia da definire. Dopo laccettazione della resa incondizionata e la cessazione delle ostilità, le parti avrebbero sottoscritto unintesa più dettagliata cosiddetto" armistizio lungo”.

Il sovrano fu reso edotto delle clausole dellarmistizio solo due giorni dopo 29 agosto. Una prima risposta dellItalia fu definita il 30 agosto, quando lo stesso Badoglio dette istruzioni al generale Castellano di tornare in Sicilia per esporre le tesi contenute in un memorandum redatto da Guariglia; secondo tale atto lItalia non avrebbe potuto chiedere larmistizio prima di ulteriori sbarchi alleati che mutassero le situazioni di forza a sfavore dei tedeschi. Il generale era inoltre munito di un appunto esplicativo del capo del Governo che precisava che gli sbarchi dovevano essere effettuati da almeno quindici divisioni tra La Spezia e Civitavecchia. Il giorno dopo, alle ore 9:00, in aereo, previa comunicazione tramite lapparecchio radio di cui era stato munito, Castellano raggiunse di nuovo Termini Imerese e di lì fu portato nella località scelta per la firma dellarmistizio" corto”: Cassibile, presso Siracusa. Lì, da Lisbona via Algeri, era stato trasportato anche il generale Zanussi, al quale – invece - erano state consegnate le clausole dellarmistizio" lungo”. Di fronte allesposizione del rappresentante italiano, gli alleati furono irremovibili e confermarono le loro richieste. Di conseguenza, Castellano e Zanussi furono rimandati a Roma quella sera stessa, sempre per via aerea e vi arrivarono quando il maresciallo Badoglio era già andato a dormire.

Fu quindi il 1º settembre che avvenne la decisiva riunione al vertice, cui parteciparono il capo del Governo, il Ministro degli esteri Raffaele Guariglia, il Capo di Stato Maggiore Vittorio Ambrosio, il generale Castellano, il generale Mario Roatta, il generale Giacomo Carboni e il Ministro della Real Casa Pietro dAcquarone, in rappresentanza del re, che, inspiegabilmente, era assente. Lunico al corrente delle condizioni dellarmistizio lungo era il generale Roatta, che era stato informato da Giacomo Zanussi, e non Castellano, né il maresciallo Badoglio. Nonostante le obiezioni del generale Carboni, larmistizio" corto” fu formalmente accettato.

Il giorno dopo, Castellano fu riaccompagnato per via aerea in Sicilia privo, però, di una delega ufficiale alla sottoscrizione dellaccordo, richiesta dagli alleati. Tale circostanza comportò al generale un nuovo viaggio aereo di andata e ritorno.



                                     

1.4. Biografia La firma

Finalmente, su delega del Re, il giorno 3 settembre 1943 alle ore 17:15, Giuseppe Castellano, sotto una tenda ombreggiata da un ulivo a Cassibile, pose la sua firma alla conclusione della guerra tra lItalia le potenze alleate.

Sottoscritto larmistizio" corto”, gli alleati trattennero il generale Castellano in Sicilia; il 5 settembre, infatti, rimandarono a Roma solamente i suoi due accompagnatori, il maggiore Marchesi e il pilota Vassallo, senza comunicare la data esatta in cui doveva essere reso noto larmistizio medesimo. Il generale Eisenhower non comunicò a Castellano tale informazione nemmeno 24 ore prima della dichiarazione, letta su Radio Algeri l8 settembre alle ore 18.30.

Castellano, tuttavia aveva dato a Marchesi e a Vassallo una lettera per il generale Ambrosio con indicazione da riferire a Badoglio – rivelatasi erronea- che tale data sarebbe caduta tra i giorni 10 e 15 settembre, probabilmente il 12. Tale forma di sfiducia fu una delle ragioni dellimpreparazione italiana al momento dellannuncio pubblico dellavvenuta firma dellarmistizio. In Italia larmistizio fu reso pubblico alle 19:45 dello stesso 8 settembre dai microfoni dellEIAR, letto da Badoglio.

                                     

1.5. Biografia Dopo larmistizio

Castellano rimase con gli Alleati e inviato ad Algeri come "Capo della missione italiana" presso il comando alleato del Mediterraneo in Africa, fino a quando fu autorizzato a tornare in Italia. Il 17 agosto 1944 fu ascoltato dallapposita commissione dinchiesta sulla mancata difesa di Roma.

Fu quindi posto, il 1º ottobre 1944, al comando della divisione di sicurezza interna Aosta di stanza in Sicilia, fino al giugno 1946.

Collocato a riposo nel 1947, presiedette una catena di alberghi e di terme. Nel dopoguerra ha narrato in alcuni volumi le vicende di cui è stato protagonista nel 1943.

È scomparso a Porretta Terme, nellattuale città metropolitana di Bologna, a ottantatré anni, nel 1977.

                                     

2. Opere

  • Giuseppe Castellano, 8 settembre 1943. Nel decennale, Porretta Terme, Tipografia C. Gentilini, 1953.
  • Giuseppe Castellano, Come firmai larmistizio di Cassibile, Milano, Mondadori, 1945.
  • Giuseppe Castellano, Roma kaputt. Contributo a una discussione storica, Roma, Casini, 1967.
  • Giuseppe Castellano, La guerra continua, Milano, Rizzoli, 1963.


Dizionario

Traduzione
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