ⓘ Attilio Ruffini è stato un politico, avvocato, saggista e partigiano italiano. Dal 1963 al 1987 è stato deputato per la Democrazia Cristiana, sempre eletto nell ..

                                     

ⓘ Attilio Ruffini

Attilio Ruffini è stato un politico, avvocato, saggista e partigiano italiano.

Dal 1963 al 1987 è stato deputato per la Democrazia Cristiana, sempre eletto nella circoscrizione elettorale della Sicilia occidentale, e ha fatto parte del governo tra il 1972 e il 1980, ricoprendo gli incarichi di Ministro degli affari esteri, Ministro della difesa, Ministro dei trasporti e Ministro della marina mercantile.

Saggista e conferenziere, gli venne conferita "ad honorem" la laurea in Diritto allUniversità Cattolica di Buenos Aires, e in Sociologia allUniversità del Salvador; già Professore Onorario di Filosofia alla Kennedy University della capitale argentina. Fu socio onorario dellIstituto per lo sviluppo dellAmerica Latina.

Era nipote del cardinale Ernesto Ruffini. Tra i suoi cinque figli figurano il giornalista Paolo, ex direttore di Rai Tre, e lavvocato Ernesto Maria, direttore dellAgenzia delle entrate.

                                     

1. Biografia

Nato a Mantova nel dicembre del 1924, Attilio Ruffini compie i primi studi nella città natale. Conclusa la prima parte della sua formazione scolastica si trasferisce a Milano dove, avendo vinto una borsa di studio, si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dellUniversità Cattolica del Sacro Cuore allora retta da Padre Agostino Gemelli, e dove conseguirà, negli anni successivi al Secondo Conflitto Mondiale, la laurea.

È in quegli anni che inoltre Ruffini comincia a muovere i primi passi nei movimenti politici che lo vedranno poi protagonista nel corso della Prima Repubblica.

                                     

1.1. Biografia La Resistenza

Ruffini partecipò attivamente alla Resistenza, cooperando con i partigiani delle Brigate cattoliche delle Fiamme Verdi e facendo parte del Comitato di Liberazione Nazionale C.L.N.

Nellautunno del 1944, fu catturato da un gruppo delle Brigate Nere mantovane e condotto nella Caserma delle Brigate Nere di Cerese, ove fu sottoposto ai primi interrogatori in merito alla attività antifascista dei cattolici mantovani e, in particolare, degli universitari cattolici. Trasferito nel Carcere mandamentale di Mantova, in Via Poma, fu poi preso in consegna dalle S.S. tedesche che lo trasferirono nel Forte San Leonardo di Verona. Il 13 dicembre 1944 fu sottoposto allultimo interrogatorio, condotto personalmente dal comandante delle S.S. tedesche in Italia, generale Wolff. Il 19 dicembre dello stesso anno fu condotto a Verona, al Comando generale delle S.S. e lì finalmente venne liberato.

Successivamente, fino alla Liberazione, fece parte della Brigata partigiana "Ivanoe Bonomi" che liberò e presidiò la città di Mantova fino allarrivo delle truppe alleate.

Nel 1946 venne eletto Presidente del Consiglio Interfacoltà della stessa Università e nel 1947 venne eletto membro del Consiglio Universitario Nazionale.

                                     

1.2. Biografia Linizio dellattività professionale

Iniziò lattività forense a Mantova presso lo studio dellAvvocato Ennio Avanzini, già componente dellAssemblea Costituente e poi membro del primo Parlamento repubblicano. Nel frattempo divenne segretario provinciale della Democrazia Cristiana finché nel 1955 si trasferì a Palermo, dove dal 1946 esercitava la sua attività pastorale lo zio cardinale Ernesto Ruffini. Nel capoluogo siciliano sposò Zina Maria La Loggia, figlia di Giuseppe, allora Presidente dellAssemblea Regionale Siciliana, e poi a capo del Governo Regionale.

A Palermo riprese ad esercitare la professione di avvocato fino al 1963, anno in cui, essendo stato eletto al Parlamento, rinunciò ad ogni incarico professionale.

Sul finire degli anni cinquanta e linizio degli anni sessanta ebbe tra i suoi clienti anche la Satris, società che aveva in appalto i servizi di riscossione delle imposte sul territorio siciliano, società fondata nellimmediato dopoguerra da Luigi Corleo e Francesco Cambria e di cui entrarono successivamente a far parte i cugini Nino ed Ignazio Salvo, dopo che questultimo sposò la figlia di Corleo. Nel 1963 i cugini Salvo successivamente indicati dalla Commissione parlamentare Antimafia del 1976 come legati alla mafia ottennero il loro primo appalto decennale con una legge regionale approvata anche con il voto di alcuni deputati dellopposizione.

I pregressi rapporti con i Salvo, sebbene senza rilievo penale, furono richiamati nel corso del processo di primo grado a Giulio Andreotti, quando fu ricordata anche "la circostanza della vicinanza" tra Ruffini e i Salvo "in occasione di una celebrazione del battesimo della figlia Patrizia di Nino Salvo, cerimonia alla quale partecipò Attilio Ruffini"; gli stessi troverebbero inoltre conferma in una lettera su carta intestata della Camera dei deputati "verosimilmente a firma di Attilio indirizzata a Nino Salvo, dal tono molto cordiale" già agli atti del Maxi Processo di Palermo.



                                     

1.3. Biografia Lattività politica

Iniziò la sua attività politica fin dal 1945 nellambito della Democrazia Cristiana, nella quale ricoprì vari incarichi a livello locale e nazionale. Insieme a don Primo Mazzolari, Ennio Avanzini, Ottorino Momoli, a don Filippo Berselli e a Luigi Chiesi costituì nella clandestinità il partito della Democrazia Cristiana di Mantova. Eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1963, dal 1969 è stato membro della Direzione del Partito, Capo della Segreteria Politica e Consigliere Nazionale.

È stato il primo firmatario alla Camera della legge sulla riforma del diritto di famiglia; portano il suo nome altre iniziative di legge di rilevante effetto civile, come le leggi per la riparazione degli errori giudiziari, per linsegnamento delle lingue straniere nelle scuole elementari, per le provvidenze agli invalidi civili. È intervenuto nei più importanti dibattiti dellAssemblea di Montecitorio: sul divorzio, sullordinamento regionale, sul SIFAR, sulla politica per il Mezzogiorno, sulla libertà della scuola e sui problemi dellemigrazione. Dal 1974 al 1976 è stato vice Segretario Nazionale Unico, responsabile dellufficio stampa e propaganda e di quello degli enti locali.

È stato eletto alla Camera dei deputati dal 1963 al 1987, nella IV, V, VI, VII, VIII e IX legislatura.

Alla Camera dei deputati ha fatto parte delle commissioni parlamentari Affari Costituzionali, Giustizia, Esteri e Difesa, presiedendo questultima dal 1983 al 1987. Nel 1972 entrò a far parte del Governo Andreotti II, come Sottosegretario di Stato prima alla Pubblica Istruzione e poi al Tesoro, incarico confermatogli anche nel Governo Rumor IV. Nel 1976 fu nominato Ministro dei trasporti nel Governo Andreotti III e lanno successivo assunse linterim come Ministro della marina mercantile. Nel 1977 fu nominato Ministro della difesa, incarico che gli venne confermato nei successivi governi Andreotti IV e V.

Il Governo Andreotti IV fu il primo Governo che ottenne lappoggio esterno del PCI: era il 16 marzo 1978, il giorno in cui il Presidente della D.C. Aldo Moro fu rapito e la sua scorta fu assassinata in Via Fani, a Roma. In quel periodo, Ruffini nella veste di Ministro della Difesa prese parte al C.I.S. Comitato Interministeriale di Sicurezza. Presieduto dallallora Presidente del Consiglio Andreotti, era composto dai titolari di diversi Dicasteri, tra i quali, un rilievo particolare era assunto, oltre che dal Dicastero di cui era titolare Ruffini, da quello dellInterno in quel periodo affidato a Francesco Cossiga. Dal momento del rapimento Moro, il Comitato si riunì con cadenza settimanale per tutta la durata dei cinquantacinque giorni del sequestro.

Il 10 agosto 1978 insieme al Presidente del Consiglio e al Ministro dellInterno Rognoni firmò il decreto di nomina del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa a capo del coordinamento delle attività contro il terrorismo e il crimine organizzato. Nel libro dedicato a suo padre Vito Ciancimino, Massimo Ciancimino lo accusa di essere stato in contatto con ambienti mafiosi. Lo stesso libro presenta una lettera di Vito Ciancimino a Ruffini in riferimento ad unintervista pubblicata sullOra il 13 gennaio 1980, in cui Ruffini respingeva le accuse di connivenza mafiosa. Massimo Ciancimino è stato arrestato con laccusa di calunnia aggravata nei confronti dellex Capo della Polizia Gianni De Gennaro per le dichiarazioni rese dallo stesso Ciancimino in merito ai rapporti tra mafia e politica.

Nel Governo Cossiga I, nel 1980 fu dapprima confermato Ministro della difesa e, successivamente, fu nominato Ministro degli affari esteri fino al 4 aprile 1980. In quello stesso periodo, ha ricoperto lincarico di Presidente di turno del Consiglio della Comunità Europea. Il 16 gennaio 1980 a Bruxelles, nel corso della riunione straordinaria del Parlamento europeo sulla crisi afghana, Attilio Ruffini, Presidente di turno del Consiglio della Comunità Europea, intervenne duramente per stigmatizzare lintervento militare sovietico. Non si ricandidò alle elezioni politiche del 1987, dedicandosi nuovamente allattività professionale fino al 1994.

Attilio Ruffini è morto a Roma il 23 giugno 2011. In occasione della sua morte, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha rammentato "il lungo e appassionato impegno politico nella Democrazia Cristiana" di Ruffini. "Combattente valoroso nelle fila sic della Resistenza cattolica mantovana, egli testimoniò negli impegnativi incarichi parlamentari e ministeriali ricoperti una convinta adesione ai valori di libertà e democrazia". Di Ruffini il Capo dello Stato ha ricordato ancora "lintenso impegno nella guida dei dicasteri della difesa e degli affari esteri, nella quale mostrò una lucida visione dei rapporti internazionali".

                                     

2. Proposte di legge presentate da Attilio Ruffini come primo firmatario

  • Norme a tutela di alcune categorie di dipendenti dello Stato nei giudizi per fatti connessi al servizio 2730 presentato il 16 febbraio 1979.
  • Nuova disciplina in materia di pubblicazioni e spettacoli osceni e contrari al buon costume 475 presentata il 9 ottobre 1968.
  • Unificazione della durata della ferma di leva 2307 presentato il 10 luglio 1978
  • Norme particolari per linsegnamento nelle scuole primarie dei comuni italiani di origine albanese 1326 presentata il 30 aprile 1964
  • Riordinamento delle provvidenze per gli invalidi civili 1986 presentata il 31 ottobre 1969
  • Modifica agli articoli 10 e 29 della legge 26 aprile 1974, n. 191, sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro nei servizi e negli impianti gestiti dallAzienda autonoma delle ferrovie dello Stato 1703 presentato il 26 agosto 1977
  • Modifica dellarticolo 314 del Codice penale 3073 presentata il 2 aprile 1966
  • Norme sullinsegnamento delle lingue moderne nelle scuole elementari di Stato 3411 presentata il 25 maggio 1971
  • Nuova disciplina in materia di pubblicazioni e spettacoli osceni e contrari al buon costume e modifica degli articoli 528 e 529 del codice penale 361 presentata il 30 giugno 1972
  • Riforma del diritto di famiglia 703 presentata il 19 novembre 1968
  • Abrogazione degli articoli da 571 a 574-bis del vigente Codice di procedura penale e nuova disciplina della riparazione dei danni materiali e non materiali derivanti da errore giudiziario o da ingiusta carcerazione preventiva 2997 presentata il 3 marzo 1966
                                     

3. Pubblicazioni di Attilio Ruffini

  • Il laicato cattolico e la cristianizzazione della società, Palermo, 1966
  • Democrazia di valori, Roma 1979
  • La grande Tentazione, con prefazione di Augusto Del Noce, Palermo, 1966
  • Resistenza = Libertà, Roma 1975
  • Natura, limiti ed efficacia del potere legislativo della regione siciliana, Milano 1967
  • La solitudine del sacerdote, Palermo 1965
  • Democrazia Cristiana: Rinnovamento e Responsabilità, Roma 1976
  • La D.C. di fronte ai problemi della nuova società italiana, Roma 1974
  • Sul Terrorismo Politico, Roma 1974
  • Il ruolo della d.c. negli "anni 80", Roma 1980
  • La politica di difesa italiana e la sicurezza nel mediterraneo, Roma, 1978
  • La potestà legislativa tributaria della Regione Siciliana, Palermo, 1966
  • Divorzio, Palermo 1968
  • Unalternativa al comunismo, Roma 1975
  • Rinnovare la fiducia nella D.C., Roma 1975
  • Padre Giacomo Cusmano, Palermo 1971
  • Il Nostro" Si” alla famiglia, Palermo 1974
  • Verso un nuovo modello di società, Roma 1978
  • I valori cristiani della Resistenza, Palermo 1965
  • Ed egli rimane, Ricordo di Piersanti Mattarella, Roma 1980
  • In difesa delle Regioni, Roma 1967
  • Teologia della Verità, dellUmiltà, dellAzione, della Carità, Verona 1971
  • Verso quale futuro?, Roma 1975
  • Fondamento e significato dellunità politica dei cattolici, Palermo 1967
  • Una programmazione economica per lo sviluppo ed il potenziamento della persona umana, Palermo 1965
  • La Democrazia Cristiana di fronte ai nuovi problemi della società e dello stato, Roma 1979
  • Linchiesta sul SIFAR, Roma 1969