ⓘ Tradizioni popolari di Grosseto. Le tradizioni popolari hanno da sempre caratterizzato gli usi e costumi degli abitanti della città di Grosseto e del territorio ..

                                     

ⓘ Tradizioni popolari di Grosseto

Le tradizioni popolari hanno da sempre caratterizzato gli usi e costumi degli abitanti della città di Grosseto e del territorio circostante. Mentre nei secoli scorsi costituivano elementi insiti nella quotidianetà, attualmente sono prevalentemente rievocazioni della vita del passato.

                                     

1. La merca

La merca è un evento che si svolge a primavera, generalmente nel mese di maggio.

Questo evento che rievoca le tradizioni storiche consiste nellisolare in un recinto circolare, uno alla volta, i vitelli nati durante lultima annata; al centro del recinto è presente un grosso tronco caratterizzato dalla presenza di una robusta biforcazione sommitale. Ogni animale viene condotto nel recinto da un bestiaio, dove ad attenderlo trova altri due bestiai, uno che tiene in mano un laccio molto robusto e laltro con un ferro precedentemente arroventato, necessario a marchiare lanimale con il simbolo che identificasse la sua appartenenza al padrone o allazienda agricola. Appena entrato allinterno, il recinto viene chiuso dal bestiaio che accompagna lanimale; il bestiaio che tiene il laccio ha il compito di catturare il vitello e di rovesciarlo a terra e legarlo al tronco assieme allaltro collega che, col ferro arroventato, provvede alla marcatura a fuoco dellanimale, che successivamente viene liberato allinterno della mandria di appartenenza.

In passato, la merca si svolgeva sempre alla presenza delle autorità cittadine; adesso è diventato un evento folkloristico che richiama molti curiosi e turisti anche da altre zone.

                                     

2. Il Maggio

Il mese di maggio si caratterizza Grosseto e la sua provincia per le Maggiolate, antichi riti della civiltà e della tradizione contadina che prevedevano la diffusione dei canti di questua per laugurio di unottima annata agricola.

Fino allOttocento le poesie cantate trattavano soltanto argomenti legati alle attività agricole quotidiane; successivamente, vi fu un arricchimento grazie allintroduzione di tematiche politiche e sociali. I canti di questua sono praticati dai cosiddetti Maggiolatori o Maggiaioli, gruppo di più persone con alcuni membri impegnati a suonare la fisarmonica ed altri nei canti vocali; nel loro complesso, si caratterizzano per un particolare tipo di abbigliamento in stile agreste che deve essere indossato da tutti i membri.

In alcune aree rurali, la notte tra il 30 aprile e il 1º maggio i Maggiolatori rievocano questa tradizione del passato, muovendosi da un podere allaltro, cantando poesie in ottava rima ed offrendo mazzi di fiori a donne e ragazze in cambio di alcuni prodotti dellazienda agricola visitata che vengono loro offerti. Altre rievocazioni tipiche avvengono durante lintera giornata del 1º maggio, la più famosa delle quali si svolge a Braccagni, dove vengono richiamati numerosi spettatori.

                                     

3. La processione di San Lorenzo

Il 10 agosto si festeggia San Lorenzo, il patrono della città di Grosseto a cui è dedicata anche la Cattedrale.

I festeggiamenti del santo iniziano la sera precedente 9 agosto con la suggestiva processione che attraversa le vie del centro cittadino, prima di concludersi in Duomo con la Santa Benedizione impartita dal vescovo. Questo evento è da sempre seguito da una grandissima folla di Grossetani e di turisti, italiani e stranieri, provenienti dalle vicine località balneari.

La processione è aperta da un carro trainato da robusti ed instancabili buoi maremmani di Alberese, attraverso il tradizionale giogo. Sul carro prende posto il vescovo e viene esposta la statua lignea del santo durante il passaggio lungo le vie del centro storico.

Il carro è seguito dai butteri con il loro inseparabile cavallo maremmano e la loro tradizionale divisa di abbigliamento; subito dopo sfilano lungo il corteo religioso le autorità cittadine, i sacerdoti delle varie parrocchie della Diocesi e i fedeli in preghiera.

Allarrivo in Piazza Dante, il carro viene fatto fermare davanti al sagrato della Cattedrale, assieme ai buoi maremmani e ai butteri a cavallo. Contemporaneamente, il vescovo, i sacerdoti, i fedeli le autorità cittadine entrano in chiesa per la solenne benedizione, durante la quale viene ricollocata al suo posto la statua di San Lorenzo.



                                     

4. La festa di San Rocco

Il 16 agosto nella frazione comunale di Marina di Grosseto si festeggia San Rocco, patrono della località balneare.

Mentre la quasi totalità dei turisti trascorre la giornata al mare o in pineta, gli abitanti si recano nella Chiesa di San Rocco per una preghiera al santo.

I festeggiamenti, che richiamano i turisti presenti e un gran numero di persone dalle varie località della zona, raggiungono il momento apicale con il suggestivo spettacolo pirotecnico, durante il quale i fuochi dartificio illuminano in modo caratteristico il mare e la spiaggia affollata di spettatori.

                                     

5. Credenze popolari per curare malattie e infortuni

Numerose credenze popolari si sono sviluppate nel corso del tempo per porre rimedio a malattie ed infortuni più o meno gravi.

Le ricorrenti febbri malariche portarono a sviluppare una credenza popolare davvero singolare. Secondo questa credenza, chi era colpito dalla malaria, per poter guarire doveva recarsi da solo in un luogo isolato di campagna, dove in quel momento non doveva esserci la presenza, né di altri uomini né di animali. Il malato, giunto sul posto prescelto, doveva quindi raccogliere un filo derba e legarlo ad uno sterpo, recitando ad alta voce uno specifico motto durante le operazioni di annodamento. In questo modo, si riteneva che egli sarebbe andato incontro ad una rapida guarigione, lasciando in quel determinato punto la malattiae che, successivamente, sarebbe stata trasmessa alla prima persona che vi sarebbe passata.

Secondo unaltra credenza, la guarigione dalla tosse canina era possibile andando a camminare sulle sponde dellOmbrone, risalendo il corso del fiume dalla foce verso monte.

Unaltra credenza, legata alle attività di butteri e bestiai, poneva rimedio a dolori ossei e muscolari attraverso luso dellalbume delluovo che, una volta sbattuto e cosparso sul punto dolorante, avrebbe portato alla scomparsa del dolore nel giro di poco tempo.