ⓘ Leonardo Sinisgalli. Leonardo Rocco Antonio Maria Sinisgalli, più semplicemente Leonardo Sinisgalli, è stato un poeta, saggista e critico darte italiano. È noto ..

                                     

ⓘ Leonardo Sinisgalli

Leonardo Rocco Antonio Maria Sinisgalli, più semplicemente Leonardo Sinisgalli, è stato un poeta, saggista e critico darte italiano. È noto come Il poeta ingegnere o Il poeta delle due muse, per il fatto che in tutte le sue opere ha sempre fatto convivere cultura umanistica e cultura scientifica. Per la sua versatilità è stato definito "un Leonardo del Novecento" in quanto è stato narratore, pubblicista, direttore artistico, direttore di riviste, documentarista, autore radiofonico, disegnatore.

                                     

1.1. Biografia Infanzia 1908-1918

Leonardo Sinisgalli nasce a Montemurro in Basilicata, in quella che egli definirà "la dolce provincia dellAgri", alle ore 15 del 9 marzo 1908 da Vito Michele e Carmina Geronima Maria Lacorazza. La sua infanzia indirizzerà lo sviluppo della sua poetica. A Montemurro Leonardo frequenterà la bottega di don Vito Santoro che gli farà da maestro e consiglierà alla madre di fargli continuare gli studi, nonostante la sua aspirazione fosse quella di fare il garzone presso la bottega del fabbro mastro Tittillo.

                                     

1.2. Biografia Il primo periodo romano 1918-1923

Così, nel 1918, Leonardo partirà per Caserta, alla volta del Collegio Salesiano "con le tasche piene di confetti", ma con il cuore singhiozzante per la traumatica separazione familiare. Da Caserta passerà al Collegio di Benevento, perché ritenuto più congeniale, e qui preparerà la "bellissima licenza" che conseguirà a Napoli nel 1925 con la media più alta della Campania. Considerata leccellenza di voti si iscrisse a Roma alla facoltà di Matematica, dove seguì i corsi di geometria, di analisi, di matematica di Levi-Civita, Severi, Castelnuovo, Fantappiè che mostrano per lui una particolare predilezione. Sarà proprio Leonardo a confessare in seguito di aver conosciuto fra i quindici e i ventanni" giorni destasi”, grazie alla" musica accorata” che gli quietava le voglie e ai" modelli impenetrabili alla malinconia” che gli offriva la matematica. Ultimato il biennio però, in preda a una crisi, passò ad ingegneria. In questo periodo sviluppò una passione per l’opera di Sergio Corazzini, poeta crepuscolare, a cui si ispirerà per la stesura dei suoi primi versi, pubblicati in autoedizione nel 1927 con il titolo di Cuore.

Invitato da Enrico Fermi, nel 1929, ad entrare nellIstituto di Fisica di via Panisperna, preferirà rinunciare allo studio dei "neutroni lenti e della radioattività artificiale" per seguire "pittori e poeti", ma non senza incertezze e dubbi: confesserà che non riusciva a vederci chiaro nella sua vocazione, e che gli sembrava di avere "due teste, due cervelli, come certi granchi che si nascondono sotto le pietre.".

Del soggiorno a Roma sono molto importanti le frequentazioni con Libero de Libero, Arnaldo Beccaria, Scipione e Mario Mafai e la collaborazione a "LItalia Letteraria".

                                     

1.3. Biografia Il primo periodo milanese 1932-1940

Dopo la laurea in Ingegneria Elettronica e Industriale e allesame di Stato sostenuto a Padova nel 1932, parte alla volta di Milano, ma dovrà fare i conti, nei primi tempi, con molte difficoltà, nonostante qualche saltuaria collaborazione a" L’Italia Letteraria” e a" La Lettura”. La svolta fu sancita dallincontro con Ungaretti, poeta già di fama, che, nel 34, non tacque lentusiasmo per il talento del giovane Sinisgalli, dapprima con una corrispondenza sulla" Gazzetta del Popolo”, in seguito a Torino, durante una conferenza sul Petrarca. Il 1934 lo vede partecipare, dietro suggerimento di Zavattini, ai Littorali per la gioventù a Firenze, durante i quali una giuria composta da Bacchelli, Ungaretti, Palazzeschi decreta la vittoria della sua poesia "Interno Orfico”, che supera quella di Attilio Bertolucci; nellambito dello stesso concorso, Alfonso Gatto è primo nella prosa. Essere primo littore di poesia non gli fu giovevole: il suo componimento e quello di Bertolucci furono oggetto di una feroce critica di Telesio Interlandi su" Tevere”, giornale fascista, nel quale lo stesso Interlandi elogiò, invece, il lavoro del quinto classificato Pietro Ingrao, politicamente più impegnato.

Il poeta ripara a Montemurro dove prepara, nel 1935, la prima stesura del" Quaderno di geometria” e di molte delle diciotto poesie che in seguito pubblicherà. In virtù delle insistenze di Cantatore, Zavattini ed altri, decide di ritornare a Milano e dove inizia una stagione ricca di soddisfazioni. Le 18 poesie furono pubblicate per le edizioni Scheiwiller, e la linea editoriale era quella di un libriccino rosso delle dimensioni di un francobollo, per una ragione non prettamente estetica ma funzionale, essendo la carta razionata ai tempi dellImpero. Quelle poesie si imposero prepotentemente allattenzione di critici come Emilio Cecchi De Robertis, che gli dedicò un famoso saggio sul primo numero di "Letteratura", ed inaugurarono la fortunata collana" Allinsegna del pesce doro”, che prese il nome dallosteria in cui Leonardo, Quasimodo, Cantatore e Scheiwiller si ritrovavano." Sinisgalli era veramente uno dei più pronti a dominare la situazione e la conversazione, nei giochi propri dei caffè letterari. Ricordo ancora, con una certa emozione, luscita della 18 poesie. Fu uno dei libri che allora ebbero una accoglienza sicura da parte dei giovani e della critica più sensibile. Subito ci si accorse che si era davanti ad una figura rilevante della civiltà poetica di quel tempo”, sono queste le parole che usò Luciano Anceschi scrivendo di Leonardo al Savini, un caffè abituato a veder seduti ai suoi tavoli artisti e letterati. Contemporaneamente il poeta si dedicava in maniera febbrile alla sua attività pubblicistica, scrivendo su riviste di architettura e di arredamento, non tralasciando il suo interesse per gli allestimenti e la grafica. Nel periodo milanese, pregno di amicizie e possibilità, impegnava le sue giornate a coltivare le amicizie con Persico, Pagano, Nizzoli, Terragni, Veronesi, con il grande architetto Giò Ponti, e frequentando lo studio Boggeri e la Galleria del Milione. I suoi "Ritratti di macchine" e "Quaderno di geometria" fissano il primo tentativo di Sinisgalli di giungere ad un superamento del dualismo tra la cultura scientifica e artistica. Il lungo legame che intreccerà la vita di Sinisgalli al mondo della grande industria comincia nel 37 quando, dietro consiglio di Gatto, risponde ad uninserzione che gli procurerà un contratto con la Società del Linoleum come organizzatore di convegni e collaboratore di una rivista specializzata. Nel 38, Adriano Olivetti lo assume come responsabile dellUfficio tecnico di pubblicità.

Un grande fervore creativo caratterizza i due anni in cui lavora alla Olivetti: le sue vetrine e i manifesti pubblicitari assurgono quasi a prodromi delle tecniche proprie della pop-art; sono oggetto di commenti e attenzioni, la rosa in un calamaio accanto alla macchina da scrivere" Studio 42” diventa lemblema della sua lirica peculiarità di reclamizzare i prodotti industriali. Pubblica in questo stesso periodo ”Campi Elisi”, opera che sottolinea la sua adesione al gusto ermetico, della quale scriveranno Anceschi, Contini, Bo, questultimo sottolineandone la leggibilità estrema e la concretezza di sentimenti così da contraddire le critiche di oscurità di cui erano fatte oggetto le liriche ermetiche.



                                     

1.4. Biografia La guerra

Scoppiata la guerra, Sinisgalli, con il grado di ufficiale, viene richiamato alle armi: in Sardegna, prima, e a Roma, poi, dove pubblica nel 42 alcuni racconti di Fiori pari, fiori dispari, alcuni saggi di Furor mathematicus e una parte di Horror vacui. Conosce Giorgia de Cousandier, la bella baronessa amante di Trilussa e anchessa poetessa, pubblicista e narratrice, che diventerà la sua compagna e che sposerà nel 69. Ad agosto 43, un mese prima che sua madre muoia, esce per i tipi di Mondadori Vidi le Muse, con la prefazione di Gianfranco Contini, nella prestigiosa collana dello" Specchio”, che raccoglierà tutta la produzione compresa negli anni 1931-1942. Ignaro della morte della madre, in una Roma ancora frastornata dalla firma di Cassibile dell8 settembre, inizia la convivenza con Giorgia e con il più piccolo dei suoi figli, Filippo. Il 13 maggio del 44 è tratto in arresto dalle S.S. che vogliono informazioni su un amico scrittore e viene trasferito in Via Tasso. Solo la prontezza di Giorgia, e la sua conoscenza del tedesco, lo salvano dopo 24 ore.

La liberazione dellItalia lo vede partire per Montemurro dove gli viene comunicata la notizia della morte della madre e dove si ferma per qualche mese. Rientra a Roma e ricomincia la sua frenesia nel lavoro: pubblica Furor Mathematicus, Fiori pari, fiori dispari, che ebbe a definire 28 capitoli di prosa confidenziale, e Horror Vacui, si cimenta in traduzioni e collaborazioni giornalistiche; fa parte della redazione de" Il costume politico e letterario”. Deve però fare i conti con qualche difficoltà: gli editori romani gli rifiutano molte delle sue proposte scientifiche e letterarie, ad esempio lidea di una collana di classici scientifici che aveva elaborato con Sebastiano Timpanaro, direttore della Domus Galileiana di Pisa. La sua passione eclettica lo porterà a creare, con Giandomenico Giagni, una rubrica culturale radiofonica di notevole successo: il" Teatro dellusignolo”. Questo programma, che ha per protagonisti musicisti e poeti, è ancora oggi un fulgido esempio delle capacità innovative della radio del tempo. Nel 1947 pubblica I nuovi Campi Elisi.

                                     

1.5. Biografia Il secondo periodo milanese 1948-1952

Luraghi, il nuovo direttore generale della Pirelli, lo vuole con sé come direttore artistico, con Arturo Tofanelli il poeta-ingegnere fonda lhouse organ Pirelli, la rivista del gruppo che diventerà teatro di nuove sperimentazioni che troveranno compimento in Civiltà delle Macchine del 1953.

Comincia così lattività propagandistica per lazienda, con lallestimento di mostre, cicli di conferenze e la pubblicizzazione vera e propria dei prodotti: sul finire degli anni Quaranta si poteva veder campeggiare su tutte le strade dItalia un enorme cartello illustrante una suola e lo slogan "Camminate Pirelli". Nel 1949 gira un documentario scientifico sui solidi "superiori" intitolato Lezione di geometria, che viene premiato a Venezia nel corso della Mostra del Cinema. Stessa sorte avrà Millesimo di millimetro, cortometraggio che gira con Virgilio Sabel lanno successivo. In questo stesso anno esce presso Mondadori il Furor mathematicus: è una versione ampliata del primo Furor ed include tutti gli scritti di matematica, di geometria, di architettura, di arte e artigianato, di tecnica e storia della scienza, antesignana della "Civiltà delle macchine", la prestigiosa rivista che inventò nel 1953 e diresse per cinque anni 32 numeri.

                                     

1.6. Biografia Il ritorno a Roma 1952-1963

Con il solo fratello Vincenzo come redattore, un fattorino e due segretarie, fondò per la Finmeccanica, di cui era presidente quel Luraghi che lo aveva voluto alla Pirelli, la rivista delle due culture "Civiltà delle macchine". La rivista, che aveva come modello il" Politecnico” di Cattaneo, spalancava agli umanisti il mondo delle macchine e ai tecnici il mondo delle litterae ed ebbe una immensa eco anche a livello internazionale, divenendo una delle piattaforme di discussione delle grandi menti del secolo.

Nellagosto del 1953 muore il padre, e, in seguito alla divisione delleredità, al Poeta rimane solo la casa sul fosso" Libritti” dove nacque. Le due vigne tremila viti di cui Vito si era curato personalmente per trentanni vengono vendute, con sommo dispiacere di Leonardo che ne serbava un malinconico ricordo. Soprattutto per la" Vigna vecchia”, la dote di matrimonio della madre: un piccolo fazzoletto di terra al quale aveva dedicato unode. Ma questi, sono anche anni di intenso lavoro per il gruppo Finmeccanica, che comprende 29 aziende: inventa slogan, escogita nomi" Giulietta” dellAlfa, si cimenta nel curare mostre, tra cui spicca quella del 55 dedicata all”Arte e industria”, in collaborazione con Enrico Prampolini, presso la Galleria dArte Moderna di Roma. Quando Luraghi, il suo nume tutelare, esce di scena e la testata Civiltà delle Macchine passa allIri, inizia un processo di lento declino che porterà il Poeta, con il numero di marzo-aprile del 58, ad abbandonarne la direzione con profonda indignazione, lasciandosi alle spalle una battaglia per mantenerne integra la struttura e lessenza. La rivista continuerà le pubblicazioni fino agli anni 80, mutando però indirizzo dopo luscita di Sinisgalli che si impegnò subito in un lavoro di propaganda pubblicitaria per lAgip, su richiesta di Enrico Mattei, inframmezzato da una pantagruelica mole di viaggi, conseguenza sia delle dimensioni internazionali dellazienda, sia della sua nomina a consulente part-time per lAlitalia nel 61. In quello stesso anno vince, con Tristan Tzara, il premio Etna-Taormina e inizia a collaborare con" Paese sera”. È questo il periodo in cui il suo genio creativo, reso così fertile dalla sua Musa negli anni della gioventù, comincia a inaridirsi, senza però compromettere la qualità dei suoi versi, e lo convince a rivolgersi verso unaltra passione: quella del disegno e del ritratto. Nel maggio del 62 inizia a esporre i suoi lavori a Milano, nella Galleria Apollinaire.



                                     

1.7. Biografia Lultimo periodo

Molte difficoltà lo accompagneranno nel 1963, non ultime le problematiche di salute del figlio Filippo. Abbandona lENI e ritorna a Milano, ma, con sua somma delusione, la" città tecnica” di Gadda, che sempre aveva tessuto le sue lodi, questa volta sembra indifferente alle sue creazioni. Ritorna a Roma dopo qualche piccola consulenza di scarso rilievo e fonda la rivista di design" La botte e il violino” 8 numeri nella quale dà anche libero sfogo alle sue riflessioni. Collabora al" Il Mondo” di Pannunzio e al" Tempo Illustrato”, nel quale affronta una rubrica di critica darte, i cui articoli confluiranno poi nei Martedì colorati Immordino, Genova 1967. Gli editori de" La botte e il violino” decidono di chiudere la rivista a causa dei costi elevati e Leonardo si dedica allideazione di un nuovo house organ:" Il quadrifoglio”, una rivista dautomobilismo che dirigerà fino al 65º anno detà. Lanno precedente aveva pubblicato per Mondadori la Poesia di ieri, unantologia delle sue raccolte che vince il Premio Fiuggi.

Il 1967 è lanno della pensione ed anche del sopraggiungere di un infarto che però non lo induce, nonostante il parere dei medici, a ridurre il ritmo delle sue attività: infatti cura con il fratello Vincenzo un programma monotematico per la radio dal titolo" La Lanterna” che andrà avanti per circa due anni e raggiungerà le 98 puntate.

Il dolore per la perdita di Giorgia 1978 e i riconoscimenti letterari sono il filo conduttore degli anni 70: vince il premio Gubbio-Inghirami nel 71, il Premio Viareggio nel 75 e il premio Vallombrosa nel 78 con" Dimenticatoio”.

Il Nobel a Montale invece che ad Ungaretti nel 75 è cagione di grande delusione e di un duro scontro con Scheiwiller che lo bersaglia in una dura Lettera aperta, ma lo screzio si risanerà velocemente. Collabora al" Settimanale” con una rubrica darte e a" Il Mattino”, su cui pubblica delle memorie rielaborate, scritte anni addietro e nel 1980 vedono la luce le" Imitazioni della Antologia Palatina” per la Edizioni della Cometa. Ormai Sinisgalli è sempre più preso dalla sua passione per il disegno e nel 1980 fonda a Roma con Roberta Du Chene ed Ida Borra la galleria" Il Millennio". La mostra dapertura è dedicata ai pastelli e agli acquerelli di Sinisgalli.

È proprio durante la seconda personale presso la sua Galleria che il 31 gennaio 1981 Sinisgalli muore per infarto; viene sepolto a Montemurro nei "Campi Elisi". Per volontà di Rodolfo Borra lesecutore testamentario di Leonardo, sulla lapide del poeta, campeggia la sua ultima poesia: "Risorgerò fra tre anni o tre secoli tra raffiche di grandine nel mese di giugno".



                                     

2. Stile

Sinisgalli apparteneva alla generazione inquieta dei Montale, dei Moravia, dei Pavese, dei Vittorini, dei Piovene, i quali, formatisi nei duri anni del fascismo, ebbero sempre un angoscioso travaglio intellettuale dettato dalle difficoltà di quegli anni di cambiamento. La sua poesia, quindi, ha sempre una certa amarezza di fondo e un senso di insoddisfazione continuo. Amarezza soprattutto verso la sua condizione di emigrante, costretto a lasciare la sua terra su consiglio del suo maestro, che dopo la licenza media convinse la madre a mandarlo in collegio per proseguire gli studi. Molto spesso nelle sue opere sono presenti aneddoti e luoghi della sua infanzia, del suo paese, talvolta elementi allapparenza banali, ma che rispecchiavano la chiave della sua inquietudine e amarezza, che era il distacco forzato da casa. Ero nato senza appetiti e volevo semplicemente perire nella mia aria scriverà più avanti.

Altro aspetto fondamentale della sua poesia, e della sua prosa, fu dettato dalla formazione matematica, che influenzò non poco le sue opere, così come la geometria vedi fra tutti lemblematico titolo Furor mathematicus.

                                     

3. Fondazione Leonardo Sinisgalli

La Fondazione Leonardo Sinisgalli è nata l11 dicembre 2008 atto costitutivo, Statuto, nellanno in cui ricorreva il centesimo anniversario dalla nascita del poeta, sotto gli auspici del comune di Montemurro, della Provincia di Potenza, della Regione Basilicata e della Fondazione Banco di Napoli, ma lattività vera e propria della Fondazione ha avuto inizio nel 2013. La fondazione gestisce la Casa delle Muse spazio espositivo dedicato a Leonardo Sinisgalli, situata di fronte alla casa dove nacque il poeta. In due sale sono conservati i suoi libri e i suoi disegni, le sue pubblicità, le pubblicazioni editoriali la Fondazione ha acquistato 70 volumi del poeta-ingegnere; le copertine delle Riviste che ha fondato e diretto le sue poesie. La Casa delle Muse ospita anche opere di alcuni artisti cari a Sinisgalli: Gentilini, Cantatore, Turcato, Chersicla, Tamburi ecc.

                                     

4. Opere

  • Mosche in bottiglia - Mondadori, Milano 1975;
  • La rosa di Gerico - a cura di F. Mazzoleni Mondadori, Milano 1969;
  • Lindovino, dieci dialoghetti - Astrolabio, Roma 1946;
  • Imitazioni dallAntologia Palatina a cura di Giuseppe Appella - Edizioni della Cometa, Roma 1980.
  • Belliboschi - Mondadori, Milano 1948;
  • Ritratti di macchine - Edizioni di Via Letizia, Milano 1935;
  • La musa decrepita - Quaderni di Marsia, Roma 1959;
  • Cineraccio - Neri Pozza, Venezia 1961;
  • Vidi le muse - Mondadori, Milano 1943;
  • Il passero e il lebbroso - Mondadori, Milano 1970;
  • Calcoli e fandonie - Mondadori, Milano 1970;
  • 18 poesie - Scheiwiller, Milano 1936;
  • Lellisse - a cura di G. Pontiggia Mondadori Oscar, Milano 1974;
  • Furor mathematicus - Mondadori, Verona 1950 edizione ampliata contenente anche Lindovino e Horror vacui;
  • Letà della luna - Mondadori, Milano 1962;
  • Ode a Lucio Fontana - Bucciarelli, Ancona 1962;
  • Limmobilità dello scriba - Roma 1960;
  • Tu sarai poeta - Riva, Verona 1957;
  • Campi Elisi - Scheiwiller, Milano 1939;
  • Lalbero di rose - traduzione di poesie lucane Edizioni Galleria Penelope, Roma 1966;
  • I martedì colorati - Immordino, Genova 1967;
  • Archimede I tuoi lumi, i tuoi lemmi! - Tallone, Alpignano 1968;
  • Cuore - Auto-edizione, Roma 1927;
  • Un disegno di Scipione e altri racconti - Mondadori, Milano 1975; Premio Letterario Basilicata
  • Italiani - Editoriale Domus, Roma 1937;
  • I nuovi Campi Elisi - Mondadori, Milano 1947;
  • Come un ladro - a cura di J. e S. Sebaste Bernalda 1979;
  • Poesie di ieri - Mondadori, Milano 1966;
  • Furor mathematicus - Urbinati, Roma 1944;
  • Dimenticatoio - Mondadori, Milano 1978; Edizione del Labirinto, Matera 1978;
  • Paese lucano - Origine, Luxemburg 1968;
  • Prose di memoria e dinvenzione - Fiori Pari, Fiori Dispari e Belliboschi Leonardo da Vinci, Bari 1964;
  • Fiori pari, fiori dispari - Mondadori, Milano 1945;
  • La vigna vecchia - Mondadori, Milano 1956;
  • Quaderno di geometria - Campo Grafico, Milano 1935;
  • Horror vacui, O.E.T., Roma, 1945;


                                     

4.1. Opere Opere postume

  • Leonardo Sinisgalli, Promenades architecturales, Lubrina Editore, Bergamo 1987;
  • Leonardo Sinisgalli, Carte lacere, a cura di Giuseppe Appella, con nove disegni dellAutore, Edizioni della Cometa, Roma 1991;
  • Leonardo Sinisgalli, Sinisgalliana, Edizioni della Cometa, Roma 1984;
  • Leonardo Sinisgalli, Lodor moro, a cura e con un saggio di Renato Aymone, Avagliano Editore, Cava dei Tirreni 1990;
  • Leonardo Sinisgalli, Furor mathematicus, Ponte alle Grazie, Firenze 1992;
  • Leonardo Sinisgalli, Leonardo Sinisgalli: una galleria di ritratti. 70 disegni, a cura di Giuseppe Tortora, Associazione culturale Lalbero di Porfirio, Napoli 1993;
  • Leonardo Sinisgalli, Intorno alla figura del poeta, a cura di Renato Aymone, Avagliano Editore, Cava dei Tirreni 1994;
  • Leonardo Sinisgalli, Ventiquattro prose darte, introduzione di Giuseppe Appella, Edizioni della Cometa, Roma 1983;
  • Leonardo Sinisgalli, Horror vacui, a cura e con un saggio di Renato Aymone, Avagliano Editore, Cava dei Tirreni 1995;
  • Leonardo Sinisgalli, Lalbero bianco, a cura di Rosetta Maglione e Antonio Vaccaro, Edizioni Osanna, Venosa 1986;