ⓘ Cem (principe)

                                     

ⓘ Cem (principe)

Cem, noto anche come Gem o Zizim, è stato un principe e poeta ottomano, pretendente al trono dellImpero ottomano. Figlio di Maometto II, alla morte di costui contese il sultanato al fratello maggiore Bayezid; quando questi prevalse, Cem si consegnò ai Cavalieri di Rodi, e fu tenuto prigioniero prima da questi e successivamente da papa Innocenzo VIII, che si servirono della sua prigionia, e della minaccia di liberarlo al fine di destabilizzare Bayezid, per assecondare le proprie mire contro limpero ottomano.

                                     

1. La prima parte della vita

Cem era il terzo figlio del sultano Maometto II; la madre, una concubina del suo harem, era probabilmente una principessa serba. Cem aveva due fratelli maggiori: Bayezid, nato nel 1448, e Mustafa, nato nel 1450. Come i suoi fratelli, Cem ricevette unaccurata istruzione in geografia, storia, letteratura e nelle scienze naturali.

Alletà di otto anni Cem fu nominato governatore di Kastamonu, nellAnatolia settentrionale. Nel 1472 fu reggente per alcuni mesi mentre il padre e i due fratelli maggiori erano impegnati in una spedizione nellAnatolia orientale. Dopo la morte per malattia di Mustafa, nel 1474, Cem prese il suo posto come governatore della provincia di Karaman.

                                     

2. La lotta per il trono

La morte di Maometto II 3 maggio 1481 diede avvio alla lotta per il trono. Bayezid era governatore di Sivas, Tokat e Amasya, mentre Cem governava le province di Karaman e Konya. La corte era divisa tra i sostenitori di Bayezid e quelli di Cem. Il gran visir Karamanlı Mehmet Pascià tentò di tenere segreta la morte di Maometto, e inviò messaggeri ai due fratelli per informarli. Ma quello destinato a Cem fu fermato per via da Sinan Pascià, che governava lAnatolia ed era favorevole a Bayezid; Cem fu quindi informato della morte di suo padre quattro giorni dopo il fratello. A Costantinopoli, il 4 maggio, i giannizzeri, che sostenevano Bayezid, si rivoltarono e assassinarono Karamani Mehmet Pascià. In assenza di Bayezid, suo figlio, il principe Korkut, occupò il trono come reggente.

Bayezid giunse a Costantinopoli il 21 maggio e fu proclamato sultano. Sei giorni dopo Cem occupò la città di Inegöl con un esercito di 4000 uomini. Bayezid inviò contro Cem un contingente al comando del visir Ayas Pascià; ma esso fu sconfitto il 28 maggio dalle truppe di Cem, che si proclamò sultano dellAnatolia e stabilì la sua capitale a Bursa. Cem propose a Bayezid di dividere limpero, lasciandogli la parte europea, ma Bayezid rifiutò lofferta senza esitare e marciò su Bursa. La battaglia decisiva tra i due fratelli ebbe luogo vicino a Yenisehir; Cem fu sconfitto e fuggì con la famiglia verso la Siria che faceva parte del sultanato dei Mamelucchi, raggiunse Damasco e poi Il Cairo, dove fu accolto dal sultano Kaitbey.

Bayezid offrì a Cem la somma di un milione di akçe la moneta ottomana per convincerlo a rinunciare al trono. Cem rifiutò e lanno dopo invase di nuovo lAnatolia. Il 27 maggio 1482 pose lassedio a Konya, ma presto fu costretto a ritirarsi ad Ankara, con lintenzione di tornare al Cairo; ma tutte le strade per lEgitto erano controllate da Bayezid. Cem, con pochi seguaci, chiese protezione al capitano spagnolo del castello di Bodrum. Pierre dAubusson, Gran Maestro dei Cavalieri di Rodi, lo invitò allora a Rodi, dove giunse il 29 luglio e fu ricevuto con onore. In cambio del rovesciamento di Bayezid, Cem offrì la pace perpetua tra limpero ottomano e la cristianità; ma Bayezid corruppe i Cavalieri, e Cem da ospite divenne prigioniero.

                                     

3. La prigionia e lesilio

Cem, perduta la libertà, fu inviato in Francia e tenuto prigioniero nel castello di Rochechinard, nel Delfinato, e poi in quello di Bourganeuf nel Limosino. Come pretendente al trono ottomano, Cem era una minaccia per Bayezid II, e dAubusson ottenne da lui il pagamento di una somma di 40.000 ducati allanno per tenere Cem prigioniero. Dopo sei anni, Cem fu consegnato a papa Innocenzo VIII, che pensava di utilizzarlo nellambito del suo progetto di crociata contro gli ottomani; ma esso non si realizzò mai, perché i sovrani europei rifiutarono di parteciparvi. Il papa, inoltre, chiese a Cem di convertirsi al cattolicesimo, ma ricevette un rifiuto. Tuttavia Cem fu utile ai disegni politici di Innocenzo, poiché questi minacciava di liberarlo ogni volta che Bayezid progettava una campagna militare contro gli stati cristiani dei Balcani. Nel 1494 Alessandro VI, successore di Innocenzo, consegnò Cem al re di Francia Carlo VIII, che si trovava allora in Italia per reclamare il regno di Napoli, e che stava progettando una spedizione contro limpero ottomano.

Cem morì a Capua il 25 febbraio 1495. Bayezid dichiarò tre giorni di lutto nazionale, e chiese la restituzione della salma di Cem per poter celebrare un funerale secondo il rito islamico. Il corpo non fu restituito che quattro anni dopo e fu sepolto a Bursa.

In questo periodo fu scritto un libro in latino sulla vita di Cem. Esso fu illustrato da Guillaume Caoursin, vice-cancelliere dei Cavalieri di Rodi. Ebbe edizioni in varie città dEuropa, le illustrazioni che contiene furono le prime rappresentazioni accurate in Europa occidentale dei costumi e delle armi dei turchi.



                                     

4. Matrimonio e discendenza

A quanto risulta, Cem sposò Elena Orsini e da lei ebbe quattro figli:

  • Oguz Khan Sayd 1474-1483.
  • Abdullah Sayd 1473-1481.
  • Pierre Mehmed Sayd 1475-1522, primo principe di Sayd Papa Alessandro VI creò il titolo di principe di Sayd per i discendenti di Cem.
  • Aisha Sayd 1473-1505. Ella sposò al-Nâsir Muhammad b. Qaytbay, sultano dEgitto, figlio e successore di Qaytbay. In seconde nozze sposò Muhammad Bey, governatore di Ioannina e figlio di Sinan Pascià.

Ebbe un altro figlio, Hayraddin Silodin Arnulph 1490-circa 1540 nel periodo della prigionia, dalla seconda moglie francese.

                                     

5. Cultura di massa

  • La vicenda di Cem è trattata nel racconto Prokleta avlija dello scrittore jugoslavo Ivo Andrić pubblicato in lingua serba nel 1954 e tradotto in italiano nel 1962 da Bompiani col titolo Il cortile maledetto, tradotto in seguito come "La corte del diavolo" da Lionello Costantini nel 1992 e pubblicato da Adelphi.

Dizionario

Traduzione
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