ⓘ Ignazio Silone, pseudonimo e poi, dagli anni sessanta, anche nome legale di Secondo Tranquilli, è stato uno scrittore, giornalista, politico, saggista e drammat ..

                                     

ⓘ Ignazio Silone

Ignazio Silone, pseudonimo e poi, dagli anni sessanta, anche nome legale di Secondo Tranquilli, è stato uno scrittore, giornalista, politico, saggista e drammaturgo italiano. Annoverato tra gli intellettuali italiani più conosciuti e letti in Europa e nel mondo, il suo romanzo più celebre, Fontamara, emblematico per la denuncia della condizione di povertà, ingiustizia e oppressione sociale delle classi subalterne, è stato tradotto in innumerevoli lingue; tra il 1946 e il 1963 ha ricevuto ben dieci candidature al Premio Nobel per la letteratura.

Per molti anni esule antifascista allestero, ha partecipato attivamente e in varie fasi alla vita politica italiana, animando la vita culturale del paese nel dopoguerra: tra i fondatori del Partito Comunista dItalia, ne viene in seguito espulso per la sua dissidenza con la linea stalinista; si sposta dunque su posizioni affini al socialismo democratico. La rottura con il partito comunista, negli anni del secondo dopoguerra, lo porterà ad essere spesso osteggiato dalla critica italiana e solo tardivamente riabilitato, mentre allestero è stato sempre particolarmente apprezzato.

                                     

1.1. Biografia Linfanzia nella Marsica

Figlio di Paolo, piccolo proprietario contadino ed ex-emigrante in Brasile e di Marianna Delli Quadri, tessitrice, Ignazio trascorre linfanzia nel paese natale abruzzese di Pescina, nella Marsica.

Alla morte del padre 1911, il primogenito Domenico assume il gravoso compito di sostituire il padre nel duro lavoro dei campi, mentre la madre lavora come tessitrice e il piccolo Secondino inizia gli studi ginnasiali nel locale Seminario diocesano. Interrompe ben presto gli studi a causa delle condizioni disagiate della famiglia.

Il 13 gennaio 1915 la Marsica è messa in ginocchio dallo spaventoso terremoto di Avezzano che provoca nel solo paese natìo dello scrittore oltre 3.500 vittime; muoiono sotto le macerie la madre e altri numerosi suoi familiari; Secondino riesce a salvarsi con il fratello Romolo, il più piccolo della famiglia. Il dramma personale del non ancora quindicenne Silone lo segnerà per tutta la vita e trasparirà anche nella sua produzione letteraria, come ricorda Richard W. B. Lewis: "Il ricordo del terremoto erompe dalle sue pagine con lo stesso significato che per Dostoevskij ebbe lesperienza di scampare allultimo minuto dallesecuzione capitale".

Così scrive al fratello, alcuni mesi dopo il sisma, di ritorno dal Seminario di Chieti dove studiava al paese natale distrutto:

                                     

1.2. Biografia Lincontro con Don Orione

Nei drammatici giorni che seguono il tremendo sisma, i due fratelli Tranquilli vengono affidati alle cure della nonna materna Vincenza che riuscirà ad ottenere per il maggiore lassistenza del Patronato Regina Elena e il successivo trasferimento in un collegio romano nei pressi del cimitero del Verano, luogo assai tetro da cui Silone fugge dopo poco tempo e per tale motivo ne viene poco dopo espulso.

È un prete che molto si era speso per i disastrati del terremoto a concedere asilo a Silone e al suo amico Mauro Amiconi, destinando i due giovani presso un collegio di Sanremo; il sacerdote si chiama Don Luigi Orione che da quel momento avrà sempre un occhio benevolo per i due fratelli.

Così Silone ricorderà più avanti lincontro con quello che definì "uno strano prete":

Lanno successivo, da Sanremo, il giovane Silone viene trasferito nel collegio San Prospero di Reggio Calabria, anchesso gestito da Don Orione, sia a causa della sua cagionevole salute sia per il suo carattere irrequieto e insofferente alla disciplina.

Durante i suoi frequenti ritorni a Pescina, Silone inizia a partecipare attivamente alle vicende del paese, la cui popolazione è afflitta dai problemi sociali, accentuatisi nel post-terremoto; in una delle piccole "rivoluzioni" che si consumano nel paese marsicano e a cui lo scrittore prende parte una sorta di lotta contro i locali Carabinieri venuti a trarre in arresto tre soldati in licenza per questioni di gelosia, Silone rimedia un processo e una condanna a mille lire di ammenda.

Frattanto non si interrompe il rapporto con il sacerdote che nel frattempo si occupa anche del fratello minore Romolo destinandolo al collegio di Tortona con il quale Silone intrattiene un costante rapporto epistolare.

                                     

1.3. Biografia Le prime esperienze politiche

Dopo aver appreso alcune notizie circa ruberie e malversazioni da parte delle autorità che avevano colpito alcuni paesi della Marsica nel periodo del dopo-terremoto, Silone si fa paladino delle ingiustizie patite da quei "cafoni" che descriverà con passione nel suo capolavoro letterario e decide di inviare una circostanziata denuncia allAvanti!, tramite tre lettere pubblicate sul "foglio" socialista ma che non producono gli effetti sperati.

Si iscrive quindi alla Lega dei Contadini e, alla fine del 1917, la sua scelta politica può dirsi compiuta con labbandono degli studi e del paese natale per recarsi a Roma, dove si iscrive alla Unione Giovanile Socialista, aderendo alle idee propugnate durante la Conferenza di Zimmerwald 1915.

Si avvicina alla politica in un periodo tra laltro di grande travaglio per il Partito Socialista Italiano, diviso comera tra riformisti e rivoluzionari questi ultimi avevano trovato il loro punto di riferimento nel bolscevismo della Rivoluzione russa del 1917 inserendosi, nellambito della contesa tra le due correnti, in una posizione vicina a quella di sinistra, allineato alle posizioni dei suoi due esponenti principali, Amadeo Bordiga e Antonio Gramsci.



                                     

1.4. Biografia Silone e il Partito Comunista

Nel 1919 diviene segretario dellUnione Socialista romana e viene successivamente schedato dalla questura come sovversivo. Il 15 gennaio 1921 è uno degli oratori, a nome dei giovani socialisti, al XVII Congresso del partito che si tiene al Teatro Goldoni di Livorno e che sancisce la spaccatura del partito, con la conseguente convocazione di un congresso costitutivo di un nuovo partito, guidato da Gramsci e Bordiga, in cui Silone entra tra i fondatori: il Partito Comunista dItalia.

È tra i delegati del partito al congresso della Terza Internazionale che si tiene a Mosca ed è lì che conosce Lenin, ricavandone impressioni che si manterranno a lungo nella sua memoria; dellincontro con il rivoluzionario russo, dirà quasi cinquantanni dopo:

Ma Silone rimase anche subito deluso dallincapacità di dialogo dei bolscevichi Lenin compreso saliti al potere, appena ebbe modo, a Mosca, di conoscerli da vicino:

Entra nelle simpatie di Bordiga che gli affida sovente incarichi esterni, come il controllo dei congressi locali del partito, su cui Silone stende puntuali relazioni e inizia ad eseguire per conto del partito molte missioni politiche allestero.

Nel periodo in cui il fascismo inizia la sua scalata al potere 1922, Silone è a Trieste, impiegato nella redazione de Il Lavoratore, giornale che per la sua propaganda politica comunista viene più volte sottoposto a minacce e attentati da parte dei fascisti; nella città giuliana vive il suo rapporto sentimentale con Gabriella Seidenfeld, ebrea fiumana di origine ungherese conosciuta un anno prima durante uno dei suoi frequenti viaggi politici allestero. Alla fine dellanno, in seguito allopera repressiva sempre più intensa, che colpisce tra i tanti, anche il suo giornale, Silone viene arrestato.

Uscito di prigione, col nome di battaglia di "Romano Simone" parte per Berlino, luogo di rifugio di numerosi esuli politici in fuga dallondata di arresti che, in quei primi mesi del 1923, colpisce duramente lorganizzazione comunista; subito dopo però, lInternazionale Giovanile lo invia in missione in Spagna, dove Silone si dedica a fare il corrispondente di un giornale dei comunisti francesi e in seguito ad un foglio di comunisti catalani di Barcellona, ma la sua sovraesposizione non gli consente una più lunga permanenza e riesce a farsi liberare in extremis da un arresto, grazie ai buoni uffici di una suora; non va bene invece alla sua Gabriella, che deve subire un periodo di detenzione a Madrid.

Vive per un periodo a Parigi, città nella quale è redattore del giornale La Riscossa e qui ritrova la compagnia di Gabriella, ma, ancora una volta, a causa della sua intensa attività politica, viene notato dalla polizia francese, arrestato ed estradato in Italia, dove fa ritorno allinizio del 1925.

Controllato dalla polizia, si rifugia nella sua Pescina dove conduce una vita ritirata, ma non per questo meno densa di contatti con il partito nel quale inizia ad avvicinarsi alle posizioni filo-moscovite di Gramsci e per il quale inizia a lavorare, voluto proprio da Gramsci, con incarichi alla Commissione stampa e propaganda.

Nel periodo che segue la morte di Lenin, e dopo un nuovo soggiorno moscovita, Silone prende sempre più atto con orrore del regime totalitario che Stalin sta instaurando in Russia; un regime in cui, come scriverà più tardi in Uscita di sicurezza, ogni divergenza di opinione col gruppo dirigente "era destinata a concludersi con lannientamento fisico da parte dello stato".

Nel 1926, in seguito al giro di vite del regime fascista, il Partito Comunista entra nella clandestinità, trasferendo la segreteria politica a Sturla; qui, con Camilla Ravera e altri esponenti del partito, si trasferisce anche Silone, prendendo alloggio in un edificio da lui ribattezzato "la casa dellortolano" per lorto incolto antistante che funge da copertura e da dove inizia ad occuparsi di far stampare lUnità e di tenere i contatti con le organizzazioni di base.

Nel maggio del 1927 viene inviato come delegato allVIII Plenum dellInternazionale e si reca a Mosca con Palmiro Togliatti. Da questa nuova esperienza russa esce amareggiato, sia per il malanimo serpeggiante contro la delegazione italiana, sia per la piega che prende il congresso che decreta lespulsione di Grigorij Zinovev, critico verso lo stalinismo, cui seguirà qualche tempo dopo quella più clamorosa di Lev Trotsky.

Larresto del fratello Romolo 1928 e la sua odissea in carcere vedi nota a lato lasciano il segno in Silone che negherà anche negli anni successivi che il fratello si sia mai iscritto al Partito Comunista, nonostante le conferme di Romolo stesso e di altre testimonianze accreditate.

Intanto il centro estero del partito si trasferisce in Svizzera e Silone sceglie lesilio prima a Lugano e successivamente nella più sicura Basilea; dalla Svizzera compie tuttavia numerose sortite in Italia, dove rischia più volte larresto, riuscendo sempre a cavarsela, in unoccasione anche grazie al provvidenziale intervento di Don Orione.

Dopo lespulsione di Angelo Tasca dal partito, colpevole di aver sposato una linea eccessivamente anti-stalinista e la successiva frattura del gruppo dirigente con i "dissidenti" Pietro Tresso, Alfonso Leonetti e Paolo Ravazzoli che contrastano la pragmatica linea togliattiana ormai ripiegata su quella di Stalin, Silone è sospettato di aver sposato le posizioni del "gruppo dei tre". Conseguentemente alla vittoria di Stalin a Mosca il 9 giugno 1930, i tre vengono espulsi dal partito. Poco dopo tocca a Silone, che apprende la notizia della sua espulsione il 4 luglio 1931 tramite un comunicato del Partito comunista svizzero, mentre si trova nel sanatorio di Davos per curare la tisi che lo tormenta da anni. Indro Montanelli ha ricostruito come segue i passaggi di questa vicenda:

Amareggiato e disgustato ormai dalla politica, Silone rinuncia praticamente a difendersi dalle accuse che gli vengono mosse, tra le quali quella di essere un trotskista, e conclude così la sua avventura nel Partito Comunista. Spiegherà poi:

                                     

1.5. Biografia Il successo letterario

Inizia un periodo molto buio per Silone. Fuori dal partito per cui si era speso per tanti anni, ammalato, esule braccato e ricercato e privo di mezzi di sostentamento tanto più che gli vengono anche a mancare i contributi del partito e moralmente provato dal dramma del fratello, trova inaspettatamente una via duscita allo stato di prostrazione in cui è precipitato e che sarà la sua fortuna: la letteratura.

Nel 1929-30 soggiorna in Svizzera, a Davos e a Ascona, nel 1931 trascorre buona parte dell’anno tra Davos e la residenza di Comologno" La Barca”, dove ha accettato l’ospitalità, come altri esuli antifascisti, nella casa di proprietà della coppia di antifascisti svizzeri formata dall’avvocato Vladimir Rosembaum e dalla pianista, traduttrice, scrittrice, Aline Valangin, in pochi mesi scrive il suo capolavoro letterario, Fontamara dandogli il nome di un immaginario paesino dellAbruzzo, con luoghi presi dalla memoria dellinfanzia pescinese dellautore e che narra della vicenda di umili contadini, i "cafoni" appunto, in rivolta contro i "potenti" per un corso dacqua deviato che irrigava le loro campagne. Il romanzo, che rappresenterà uno dei casi letterari del secolo, viene pubblicato soltanto nel 1933 a Zurigo, dove nel frattempo Silone si trasferisce entrando in contatto con lambiente fervido culturalmente che la città offre anche grazie alla presenza di numerosi rifugiati politici in cui spiccano importanti artisti, intellettuali, letterati. Così lo scrittore sulla genesi del romanzo:

Dal 1931 al 1933, dirige la rivista in lingua tedesca Information, da lui stesso fondata e attorno alla quale raccoglie oltre settanta illustri firme della letteratura e dellarte, cosa che gli consente anche di interessarsi alle nuove tendenze dellarchitettura e del design davanguardia, essendo entrato in contatto con gli artisti seguaci della Bauhaus.

Nel periodo del suo soggiorno zurighese che si protrarrà sino a dopo la fine del conflitto bellico, Silone è molto attivo sul fronte culturale collaborando ad una piccola casa editrice Le nuove Edizioni di Capolago che pubblica principalmente scritti di autori emigrati; intreccia una breve ma intensa relazione con la scrittrice e psicanalista Aline Valangin, che lo aiuta molto con le sue conoscenze nella pubblicazione del suo romanzo, mentre nel frattempo si era andata affievolendo quella con Gabriella Seidenfeld cui, tuttavia rimarrà molto legato anche dopo la rottura sentimentale.

Nel 1934 esce Il fascismo. Origini e sviluppo titolo originale in lingua tedesca, Der Faschismus, un saggio politico e lanno seguente Un viaggio a Parigi, raccolta di racconti di stampo satirico scritti per un giornale svizzero.

Nel 1936 è la volta del romanzo Pane e vino che diventerà nella versione successiva pubblicata da Arnoldo Mondadori Editore nel 1955, Vino e pane, pubblicato a Zurigo lanno successivo, in cui lo scrittore presenta una vicenda fortemente emblematica che ha numerosi punti di contatto autobiografici il comunista Pietro Spina che rientra in Italia per scatenare una sollevazione dei contadini marsicani contro i fascisti.

Numerosi, come erano stati del resto per Fontamara, sono gli elogi tributati a Silone anche per questo romanzo, ovviamente di intellettuali stranieri tra i quali spiccano Thomas Mann o Albert Camus; questultimo recensisce così lultimo romanzo siloniano:

Grazie al nuovo successo letterario Silone diviene ormai stabilmente intellettuale di primissimo piano nella vita culturale europea e, in particolare animatore di quella svizzera; incrementa la sua attività di denuncia sia contro il regime mussoliniano sia contro quello staliniano sovietico, arrivando per questultimo a parlare di "fascismo rosso", insofferente comè, per carattere e formazione, ai dogmi ideologici dominanti e spinto dalla sua fede autentica per la libertà e per la vera giustizia.

Viene invitato, in questi anni, a collaborare con importanti riviste politiche ma Silone, ancora toccato dallesperienza delluscita dal partito, non accetta né la proposta di Carlo Rosselli a scrivere sulla rivista del suo movimento Giustizia e libertà e a cui risponde di essere "uno che è fuori da ogni organizzazione e fuori vuole restare", né, più tardi allinvito rivoltogli dagli intellettuali tedeschi filo-sovietici di Das Wort, rivista diretta da Bertolt Brecht.

È anche dalle considerazioni sul "fascismo rosso" che scaturisce il suo nuovo saggio La scuola dei dittatori, anomalo nella struttura narrativa è infatti un dialogo fra tre personaggi, con unimpronta fortemente ironica e sarcastica che viene pubblicato in tedesco nel 1938 e che è subito tradotto in Inghilterra e negli Stati Uniti, risentendo però molto in termini di diffusione per la mancata edizione francese e per le proibizioni in Germania, in Austria, oltre che, ovviamente in Italia dove approderà solo nel 1962, pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore.

Pure del 1938 è uno scritto pubblicato a Londra solo nel 1949 stampato in Italia dalla rivista Il Ponte con il titolo di Nuovo incontro con Giuseppe Mazzini in cui Silone pone laccento su alcuni aspetti peculiari del pensiero mazziniano ai quali sovente darà forma nei suoi romanzi e nei suoi scritti.

Lanno seguente Silone si riavvicina, per la prima volta dopo la traumatica uscita dal Partito Comunista, alla politica, sebbene soltanto sotto forma di considerazioni scaturite in unintervista concessa ad una rivista della sinistra radicale americana; per Silone è necessario ripartire da un socialismo più autentico per poter costruire la cosiddetta "terza via", in antitesi alle democrazie e ai fascismi dellepoca.

Dopo un mandato di cattura con richiesta di estradizione al governo elvetico fatta pervenire dallItalia, sebbene non andata a buon fine per il diniego svizzero che impone allo scrittore solo un divieto di esercitare propaganda politica, Silone anche in concomitanza con lentrata in guerra del suo paese, entra a far parte del Centro Estero del Partito Socialista, diventandone segretario col nome clandestino di "Sormani".

                                     

1.6. Biografia Gli anni della guerra

Nel 1941 esce in tedesco Il seme sotto la neve, poi pubblicato lanno seguente dalle "Nuove Edizioni di Capolago" a Lugano, in lingua italiana, nonostante i tentativi del governo elvetico, su pressioni della Legazione italiana a Berna, di sottoporre il romanzo a tagli censori. La vicenda narrata sembra essere la naturale prosecuzione di Pane e vino e il romanzo frutta a Silone giudizi estremamente lusinghieri, soprattutto dalla stampa e dalla critica letteraria straniera.

Nel dicembre dello stesso anno Silone conosce a Zurigo Darina Laracy, giovane corrispondente irlandese del New York Herald Tribune; dal primo incontro avvenuto in una nota biblioteca della città svizzera, passando per la successiva frequentazione sino alle nozze celebrate a Roma quattro anni più tardi, Darina resterà compagna inseparabile di Silone sino alla morte di lui.

Nel 1942 ad una conferenza dal titolo Situazione degli ex, Silone illustra le sue idee ad un folto gruppo di esponenti politici svizzeri e tedeschi, attaccando il marxismo la cui involuzione dogmatica è, per lo scrittore, "una delle tragedie della nostra epoca", riscoprendo leredità cristiana e auspicando il federalismo per lEuropa alla fine del conflitto; parla inoltre del cosiddetto "Terzo Fronte" che si contrappone sia al fascismo sia allingerenza delle democrazie alleate, lanciando lomonima testata di una rivista che assume come parola dordine la formula gandhiana della "disobbedienza civile". Redige inoltre Il manifesto per la disubbidienza civile, pubblicato sul foglio "Il Terzo Fronte. Organo del Partito Socialista Italiano".

A causa del suo eccessivo esporsi le autorità elvetiche dispongono il suo arresto, avvenuto il 14 dicembre 1942 con laccusa di "illecito svolgimento di attività politica" ma, il provvedimento di espulsione emesso in seguito alla richiesta di estradizione inoltrata dal governo italiano non verrà mai eseguito; Silone infatti viene prima internato per motivi di salute a Davos, quindi a Baden, dove resterà sino alla fine della sua permanenza in Svizzera.

È del 1944 la riduzione teatrale di Pane e Vino e prende il titolo di Ed egli si nascose pubblicato prima in tedesco e quindi in inglese grazie alla traduzione di Darina; in Italia il dramma appare solo lanno successivo pubblicato dalla Editrice Documento.

Dal 1º febbraio 1944 diventa direttore della nuova edizione della rivista l Avvenire dei lavoratori, vecchio foglio di Zurigo, uscito in veste rinnovata e che Silone anima con interessanti dibattiti culturali, scrivendo gran parte degli articoli e scegliendo i temi da trattare; parallelamente collabora ad unaltra rivista, Libera Stampa, giornale dispirazione socialista del Canton Ticino.



                                     

1.7. Biografia Il ritorno in patria

Il 13 ottobre 1944 Silone rientra in Italia, dopo anni di esilio, atterrando con un piccolo aereo militare americano allaeroporto di Capodichino di Napoli; trascorre la notte a Caserta e il giorno dopo è a Roma dove si vede con Pietro Nenni. Così il leader socialista annoterà nel suo diario, ricordando lincontro:

Dopo la Liberazione e il difficile ritorno del paese alla normalità post-bellica, lo scrittore pescinese inizia la sua attività culturale anche in Italia, mostrando subito alcuni lati del suo anticonformismo, prendendo posizione contro lantifascismo di facciata e manifestando la sua contrarietà ad ogni epurazione a tal proposito pubblica sull Avanti! un articolo dalleloquente titolo Superare lantifascismo.

Per Silone la politica è indissociabile dalla cultura le sue analisi acute e profonde si manifestano sia in saggi pubblicati su varie riviste, sia anche attraverso la partecipazione attiva a interessanti iniziative culturali è presidente dellAssociazione Nazionale "Amici dellUniversità" e fonda con la moglie il "Teatro del Popolo".

Nel dicembre 1945 Silone è nominato direttore delledizione romana dell Avanti!, dopo aver sottoscritto, assieme a Sandro Pertini, la mozione vincitrice del Primo Congresso Socialista; manterrà lincarico sino allestate dellanno successivo. Viene quindi invitato a Londra assieme a Nenni, dal Partito Laburista per le discussioni informali sul trattato di pace; qui conosce George Orwell con cui si incontra più volte.

Nel 1946 fonda e dirige il periodico prima quindicinale, poi trasformato in settimanale Europa socialista, al quale dedica notevoli energie e larga parte del suo tempo, tanto da vedersi costretto a rinunciare allincarico di Ambasciatore italiano a Parigi. La linea editoriale che Silone dà al periodico, riprendendo di fatto la battaglia politica e culturale condotta con l Avvenire dei Lavoratori, si prefigge principalmente di rivendicare lautonomia socialista dal PCI, di analizzare il rapporto tra politica e cultura e di lanciare il tema dellunità europea.



                                     

1.8. Biografia Impegno politico e culturale

Prende parte alla "battaglia" politica allinterno del Partito Socialista, di cui fa parte, muovendosi sul piano della contestazione alla linea affine al PCI e per rivendicare lautonomia socialista; innovative per lepoca sono anche le sue posizioni di apertura verso la Chiesa: nel 1948 si schiera contro il Fronte popolare voluto da Nenni e linsuccesso elettorale dei socialisti gli dà ragione. Sono le premesse della sua nuova delusione politica che maturerà nella breve esperienza del PSU fondato nel dicembre 1949, dalla confluenza della corrente autonomista del PSI di Giuseppe Romita, con la corrente di sinistra del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani PSLI. Sempre nel 1948 aveva sottoscritto, assieme a numerosi altri intellettuali e uomini di cultura, il manifesto Europa cultura e libertà.

Intanto, per la prima volta la critica italiana sembra iniziare ad accorgersi del valore dello scrittore abruzzese, apprezzatissimo allestero, ma ancora poco valutato in patria; significativo è il giudizio di Geno Pampaloni che afferma, agli inizi del 1949:

Nello stesso anno Fontamara esce sulla grande scena editoriale, pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore, cui Silone era approdato e con cui rimarrà legato sino alla fine della sua produzione letteraria, seguito dalla seconda edizione de Il seme sotto la neve e dal suo primo romanzo del dopoguerra.

Il nuovo romanzo, Una manciata di more, uscito nel 1952, è un vero e proprio atto daccusa allestablishement comunista che per Silone appare ormai fagocitato nellorbita sovietica avendo perso ogni contatto con i problemi reali della classe operaia. Mentre allestero, come ormai di consueto, numerose sono le critiche positive che accolgono luscita del romanzo che verrà tradotto in oltre dieci lingue, in Italia, come era prevedibile scoppiano le polemiche; duri attacchi vengono riservati allo scrittore dalle colonne dellUnità, di Rinascita e dellAvanti!, cui seguiranno le altrettanto dure schermaglie verbali fra lo scrittore e Togliatti.

Nel 1953, in un clima politico animato da un dibattito interno e internazionale piuttosto rovente, Silone è convinto da Giuseppe Saragat a candidarsi alle elezioni politiche nelle liste del PSDI, ricavandone un insuccesso personale; primo dei non eletti nella XX circoscrizione, ottiene appena 320 voti nella sua Pescina. Da quel momento si allontana in modo definitivo dalla politica attiva.

È presidente della giuria alla Mostra del cinema di Venezia del 1954 e limpegno appassionato nellAssociazione per la libertà della cultura di cui lo scrittore abruzzese è uno dei principali animatori e dai cui soci viene soprannominato col termine gandhiano di mahatma grande anima lo porta a frequenti viaggi allestero, durante i quali partecipa a conferenze e dibattiti assieme a personaggi del calibro di Jean Paul Sartre cui Silone era in quel momento vicino, così ancor maggiormente alle idee di Simone Weil.

Dopo luscita della nuova edizione di Vino e pane, rimaneggiata e ampliata, secondo la consuetudine propria di Silone, di riadattare alcune sue opere con revisioni e aggiornamenti, fonda con Nicola Chiaromonte la rivista Tempo presente aprile 1956, rispondendo alla necessità di portare in stampa un foglio culturale slegato dagli apparati dei partiti e indipendente dalle pressioni politiche e ideologiche. La rivista verrà considerata dalla storica e giornalista inglese Francis Stonor Saunders in La guerra fredda culturale. La Cia e il mondo delle lettere e delle arti, destinataria di finanziamenti della CIA attraverso lAssociazione per la libertà della cultura, sebbene lo stesso Silone dichiarerà di esserne alloscuro e di aver appreso la provenienza dei fondi solo nel 1967.

In seguito alla Rivoluzione ungherese del 1956, simpatizza per i rivoltosi di Budapest dirigendo il giornale magiaro dItalia Olaszorszagi Magyar Ujsag e pubblica sul giornale francese LExpress, nel dicembre 1956, il saggio La lezione di Budapest, in cui, tra laltro, attacca duramente latteggiamento di Togliatti che per lo scrittore nei confronti dei fatti ungheresi ha dimostrato di essere:

Prende parte attivamente, sempre nel 1956, alla battaglia di opinione in favore del sociologo triestino Danilo Dolci, schieratosi al fianco dei contadini a Partinico e ivi arrestato pretestuosamente.

Spunti autobiografici e impianto scenico ancora una volta "abruzzese" caratterizzano il nuovo romanzo dello scrittore che vede le stampe nel 1956: Il segreto di Luca. In aggiunta a questi temi, ormai classici nella narrativa siloniana, va segnalato per questo romanzo un approccio diverso, se non altro per la presenza di una storia damore, tematica sinora estranea alla produzione letteraria dellex-esule.

Partecipando a Rodi, dal 6 all11 ottobre 1958 ad un importante seminario dal titolo Governi rappresentativi e libertà pubbliche nei nuovi stati incentrato su temi di politica internazionale, ma dal cui pulpito lo scrittore lancia un segnale alla politica italiana, Silone inizia la sua "battaglia" ideale contro i partiti e la politicizzazione dellintera vita pubblica nazionale.

                                     

1.9. Biografia "Cristiano senza chiesa"

Con una lucidità di analisi in grado di precorrere i tempi, Silone inizia a parlare già in quegli anni di regime partitocratico, affermando che "dato che il vero centro del potere reale è fuori dal parlamento, negli Esecutivi dei partiti, sarebbe più esatto dire che noi viviamo in un regime di partitocrazia". Dalla polemica contro gli apparati dei partiti, prende le mosse, sfociando in una dura presa di posizione nel corso della riunione Amici del mondo del 1959 tenuta in occasione del trentennale del Concordato, lanalisi delle intromissioni della Chiesa nella vita politica italiana che esercita per Silone un decisivo controllo sul principale partito italiano, la DC.

Come si era dimostrato "socialista senza partito", così Silone manifesta la sua insofferenze per le gerarchie ecclesiastiche, autodefinendosi anche "cristiano senza chiesa"; fautore di un Cristianesimo capace di ripercorrere la sua storia per tornare alla purezza del messaggio evangelico delle origini, lintellettuale abruzzese matura, già negli ultimi anni cinquanta le sue convinzioni che lo porteranno a scrivere alla fine del decennio successivo uno dei suoi libri di maggior successo di critica. Il "socialismo cristiano" di Silone non ammette compromessi con sovrastrutture e apparati; di lui così scriveranno i critici: "La corruzione della religione era tra le cose che più lo ferivano e lo muovevano a sdegno"

Nel maggio del 1960 viene pubblicato La volpe le camelie, romanzo che si presenta come rifacimento di un vecchio racconto inserito ne Il viaggio a Parigi, dal titolo La volpe, opera forse non tra le sue più conosciute ma che, nonostante alcune critiche espresse dalleditore Alberto Mondadori riuscirà a vendere nella sua seconda edizione 1964, oltre 70.000 copie.

Lanno seguente prende parte ad un convegno sulla letteratura araba contemporanea, di cui la rivista Tempo presente è tra gli organizzatori e intraprende un viaggio con la moglie nel Medio Oriente. Visitando la Terra Santa, definisce quei luoghi, così simili a quelli dei suoi romanzi, "paesaggio dellanima".

Nel 1962, dopo luscita della terza edizione de Il seme sotto la neve de La scuola dei dittatori, saggio analitico del fascismo e più in generale dei totalitarismi, inizia la sua collaborazione con Il Resto del Carlino, su pressante invito di Giovanni Spadolini, proprio mentre le fortune economiche di Tempo presente iniziano a creare enormi difficoltà a Silone e Chiaromonte che riusciranno comunque a far uscire la rivista sino al 1968.

Nel 1963 diventa addetto culturale dellambasciata statunitense a Roma, nonostante le polemiche che cerano state sui presunti finanziamenti occulti americani alla rivista Tempo presente, peraltro sdegnosamente smentite da Silone, vincendo per la prima volta una sorta di scetticismo ad impegnarsi con gli americani stessi che pur lo stimavano notevolmente come scrittore da un lato ma che lo avevano accusato di maccartismo dallaltro.

                                     

1.10. Biografia Il riconoscimento della critica

Il 1965 è lanno di pubblicazione di Uscita di sicurezza. È questa lopera che inizia a dargli i primi reali riconoscimenti della critica italiana. Lo scrittore, sin dai tempi di Fontamara, apprezzatissimo e valutato positivamente allestero, non aveva avuto che scarni riconoscimenti in Italia dove la critica lo bollava abbastanza sbrigativamente come autore della letteratura del "fuoriuscitismo" e incline ad unattitudine moralistica e dallo scarso valore artistico.

Con Uscita di sicurezza, che si presenta come una sorta di "diario politico" ci si rende conto di avere a che fare con un personaggio diverso e non mancano le autocritiche di chi in passato lo aveva osteggiato.

A questopera di riabilitazione, ancorché tardiva, sfuggono tuttavia gli intellettuali di ispirazione marxista che, nonostante la coraggiosa presa di posizione in favore di Silone di Carlo Bo, non gli consentono di prendere parte al Premio Viareggio di quellanno; significativa è la frase che, secondo alcuni, avrebbe pronunciato il presidente del premio letterario, Leonida Répaci che, parlando di Uscita di sicurezza e caldeggiando la sua esclusione dal premio letterario, avrebbe affermato espressamente: "Non si può premiare un libro che offende la memoria di Togliatti".

Molto più benevoli rispetto al passato si dimostrano invece i critici di ispirazione cattolica, che accolgono lopera se non altro con compassata assenza di preconcetti. Allestero invece si continua ad osannare lo scrittore abruzzese; così parla di Silone nel 1969, Irwing Howe: "Ogni sua parola sembra avere una qualità speciale, unimpronta di fraterna, disincantata umanità. È veramente un po un mistero che la critica letteraria con tutte le sue solennità, non ha mai ben penetrato: che un uomo, scrivendo così semplicemente e senza pretese, possa far sentire come inconfondibilmente suo tutto ciò che pubblica" e lo elogia anche Bertrand Russell accostandolo alle grandi personalità italiane di sempre.

A testimoniare il grande senso di autonomia del pensiero siloniano, ecco quanto il pescinese scrive in Uscita di sicurezza, a proposito del concetto di libertà, in lui sempre molto forte, sino a sfiorare per alcuni versi lanarchismo:

Nel 1966 riceve la laurea honoris causa a Yale, negli Stati Uniti e sempre in quellanno la RAI manda in onda una riduzione teatrale di Ed egli si nascose e un telefilm tratto da La volpe le camelie. La popolarità di Silone, dopo anni di ostracismo, inizia a lievitare.



                                     

1.11. Biografia Il Super Campiello

Ma la consacrazione definitiva di Silone in patria, ancorché tardiva, giunge con il 1968, anno in cui esce Lavventura di un povero cristiano, il suo ultimo libro pubblicato in vita. Si tratta di uno scritto che reinterpreta, attualizzandola, la vicenda di Celestino V, forse il papa del "gran rifiuto" dantesco. Per approfondire le vicende del papa-eremita, Silone aveva lavorato alacremente per oltre un anno nel suo Abruzzo, tra Sulmona, Avezzano, LAquila e Pescasseroli con ricerche di documenti darchivio e nonostante alcuni seri problemi di salute fu ricoverato anche in ospedale.

Nella prima parte del libro lo scrittore pescinese ricostruisce proprio il suo percorso in terra dAbruzzo, di cui decanta il sentore di quella purezza dellideale cristiano cui si sente profondamente legato. Così Silone descrive la Majella, il monte che fece da scenario alle vicende di Pietro Celestino, narrate nel libro:

Lavventura di un povero cristiano è un successo editoriale e di critica e grazie al libro Silone vince nel maggio del 68, a Udine, il Premio Moretti dOro e il 3 settembre gli viene conferito a Venezia il Super Campiello. Lo scrittore, colpito ancora da unindisposizione non può presenziare alla cerimonia di premiazione allIsola di San Giorgio, ma si collega da casa grazie alla RAI.

La critica è quasi unanime nel considerare lultimo lavoro letterario prodotto come il punto più alto dellintera produzione siloniana; la stampa comunista sembra invece continuare ad ignorarlo. Il libro riceverà, 4 anni dopo la morte dello scrittore, anche il Campiello dOro dei ventanni 1982.

Il 31 agosto 1969 l Avventura trova la sua dimensione teatrale, peraltro presente volutamente nel testo, con la messa in scena del dramma celestiniano a San Miniato; seguirà una seconda rappresentazione il 21 gennaio 1971 ad Ancona.

Ma il 1968, anno di successi personali per Silone, oltre che di stravolgimenti politici che non lasciano indifferente lo scrittore, è anche lanno in cui si chiude lesperienza di Tempo presente che, per difficoltà economiche, sospende le sue pubblicazioni.

                                     

1.12. Biografia Gli ultimi anni

Il 19 marzo 1968 Silone è insignito del Premio internazionale di letteratura a Gerusalemme; lanno seguente, in occasione del suo settantesimo compleanno, riceve numerose attestazioni di stima con articoli sui principali quotidiani italiani, con la pubblicazione di saggi e studi sullo scrittore e con un numero speciale della rivista Il Dramma che raccoglie testimonianze di scrittori e intellettuali di tutto il mondo e su cui lo stesso Répaci che, anni prima gli aveva negato il Premio Viareggio, ora dice di lui: "è uno dei massimi scrittori doggi ed è una vergogna laverlo tenuto per decenni nellombra".

Gli viene conferita la laurea honoris causa allUniversità di Tolosa con la seguente motivazione: "aver anticipato con la sua opera i problemi giovanili del maggio parigino" ; a Parigi gli viene conferito nel 1971 il premio mondiale della letteratura "Del Duca" ma, dopo la premiazione è colto da malore e viene ricoverato. I suoi problemi di salute, aumentati a partire dal 1972 non gli consentono più frequenti spostamenti dalla sua casa romana di via Villa Ricotti dove vive con la moglie Darina, ma nonostante ciò continua a partecipare a dibattiti intellettuali e a scrivere.

Nel 1974 viene pubblicato su Oggi e domani, rivista pescarese, un suo racconto dal titolo Vita e morte di un uomo semplice. Nel 1977 è colpito da unaltra grave crisi del suo male, ma la moglie Darina lo porta a Fiuggi e il peggio viene scongiurato. Nello stesso anno Silone inizia a scrivere il suo nuovo romanzo, Severina, una storia di una ragazza orfana allevata in un convento che assiste ad un corteo operaio in cui viene ucciso un manifestante. Ma lo scrittore non riesce a completare il romanzo; dopo il suo ritorno a Roma infatti, Silone si aggrava e il viaggio verso la clinica Florissant di Ginevra sarà lultimo della sua vita.

Il 22 agosto 1978 Ignazio Silone muore nella clinica ginevrina e due giorni dopo le sue ceneri vengono trasportate a Pescina per essere poste nella tomba di famiglia. Lanno successivo le ceneri dello scrittore sono collocate nel luogo dove riposano tuttora, per adempiere alla sua richiesta:

Aveva detto qualche anno prima, in unintervista in cui gli era stato chiesto se avesse paura della morte:

Tre anni dopo la morte del marito, nel 1981, Darina Laracy porta a termine il lavoro di revisione e completamento dellultimo romanzo, Severina, e lo dà alle stampe.

Nel 1990 gli viene attribuito il Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante alla memoria.



                                     

2. Le tematiche siloniane

Care a Silone sono senzaltro le tematiche di denuncia sociale e di impegno politico profondo di cui tutte le sue opere sono impregnate. Lo scrittore abruzzese è tra i primi, assieme ad una nutrita schiera di scrittori anglosassoni, ad affrontare le tematiche sociali allinterno della forma narrativa del romanzo; ma Silone è portatore di tematiche contadine, laddove altri avevano invece analizzato il mondo operaio della società post-industriale. Emblematico di tutto ciò è ovviamente Fontamara, in cui la critica sociale emerge da uno sfondo di solidarietà e pietà cristiana, e accanto ad altri temi del periodo in cui il romanzo fu scritto, come lo spaccato della vita italiana nelle campagne nel periodo fascista, lignoranza dei "cafoni" e la loro assoluta distanza dalla politica, rappresentate con toni ora satirici ora più amari e disincantati.

Forti sono state le ripercussioni che le vicende personali dello scrittore hanno avuto su tutta la sua produzione letteraria. Luscita forzata dal Partito Comunista, dopo la disillusione dello stalinismo, lassunzione di posizioni di intransigenza e di rifiuto del compromesso con qualsiasi sovrastruttura costituita, accanto al ritrovato impegno culturale e politico prima come antifascista, poi come portatore di ideali di "socialismo cristiano", hanno fatto emergere spunti fortemente autobiografici in opere come Pane e vino, Il seme sotto la neve o Il segreto di Luca.

Il protagonista di Pane e vino ad esempio, il rivoluzionario Pietro Spina, si pone in forte antagonismo con il conformismo politico dello stesso partito in cui ha militato e da cui è stato espulso, e cerca quindi, disilluso, di recuperare quegli ideali di libertà e di solidarietà umana che erano alla base del suo credo, con un tentativo di ritorno quasi utopistico ai valori elementari delluomo.

Gli schemi narrativi siloniani, fatti di un linguaggio semplice, per certi versi poco letterario, sono sovente costruiti sulla base della salda cultura contadina da cui lautore proviene e sono talvolta il risultato delle narrazioni delle storie di vita, delle leggende, delle credenze popolari apprese in età giovanile nel suo Abruzzo. È così ad esempio, che la rappresentazione quasi mitica dei "cafoni" fontamaresi, contrapposti in modo netto a tutte le altre componenti sociali, assume una valenza per certi aspetti inedita nella letteratura, essendo Silone il primo a presentare la realtà contadina del meridione dItalia non più come idilliaca e oleografica, ma amara, cruda e conflittuale, con tutto il suo disperato pathos di rassegnazione e di sacrificio. Così scrive ne Il seme sotto la neve: "La verità non è nella coscienza dei poveri, ma nella loro esistenza; essi vi sono murati, incorporati; da capo a piedi". A conferma di ciò, è significativo il giudizio di Gustav Herling il quale rileva che "per Silone il metro di misura era la vita quotidiana, in particolare quella della regione dove era nato. Lì era la vera fonte del suo modo di ragionare".

Importanti sono i temi legati alla religione nella produzione siloniana, in particolare la rielaborazione degli ideali cristiani alla luce del dilemma tra la disobbedienza allautorità gerarchica costituita la Chiesa e la coscienza di chi crede. Il cristianesimo di Silone non è dogmatico, ma è ispirato ai valori primitivi dellamore disinteressato, dellabbattimento delle diseguaglianze sociali, della lotta incessante allingiustizia, della solidarietà, del rifiuto di ogni compromesso, come emerge in modo emblematico ne Lavventura di un povero cristiano, romanzo in cui lautore presenta la figura di Celestino V come modello per il suo cristianesimo. Silone si rifà, in maniera utopica, alla figura del mistico Gioacchino da Fiore, come spiega in Uscità di sicurezza: "Presso i più sofferenti, sotto la cenere dello scetticismo, non sè mai spenta lantica speranza del Regno, lantica attesa della carità che sostituisca la legge, lantico sogno di Gioacchino da Fiore, degli Spirituali, dei Celestini".

                                     

3.1. Opere Narrativa

  • La scuola dei dittatori 1938 - Zurigo 1938 in tedesco curata da Jacob Huber Die Schule der Diktatoren, Europa Verlag; nelledizione americana 1938 e inglese del 1939 The School for Dictators a cura di Gwenda David ed Eric Mosbacher, Harper and Brothers, New York 1938 e Londra 1939; in Argentina col titolo di La escuela de los dictadores a cura di Julio Indarte, Buenos Aires 1939; in ebraico Beit sefer lediktatirim, a cura di Abraham Kariv, Tel Aviv 1941; in Italia a puntate nel 1962 su Il Mondo e successivamente da Mondadori 1962; in Francia col titolo di Lécole des dictateurs a cura di Jan-Paul Samson, Gallimard, Parigi 1964; in Germania Die Kunst der Diktatoren a cura di Lisa Rüdiger, Verlag Kiepenheuer und Witsch, Colonia 1965
  • Pane e vino, Zurich, Verlag Oprecht, 1936 in tedesco; London, J. Cape, 1937 in inglese; Lugano, Nuove edizioni di Capolago, 1937 in italiano. Prima edizione in Italia, riveduta col titolo di Vino e pane, Milano, A. Mondadori, 1955.
  • Fontamara 1933, Zurigo, Dr. Oprecht & Helbling A-G, 1933; Basilea 1934 in tedesco; Zurigo-Parigi, Nuove edizioni italiane, 1933 in italiano; Roma, Faro, 1947; Milano, A. Mondadori 1949.
  • Lavventura di un povero cristiano, Milano, A. Mondadori, 1968.
  • Il segreto di Luca, Milano, A. Mondadori, 1956.
  • Un viaggio a Parigi 1934, Pescina, Fondazione Ignazio Silone, 1992.
  • Una manciata di more, Milano, A. Mondadori, 1952.
  • La volpe le camelie, Milano, A. Mondadori, 1960; con il racconto La volpe e un saggio critico di Andrea Paganini, Poschiavo, Lora doro, 2010. ISBN 978-88-904405-4-0.
  • Severina 1971, a cura e con testi di Darina Silone, Milano, A. Mondadori, 1981.
  • Il seme sotto la neve 1941, Zurigo-New York, Oprecht, 1942 in tedesco; Lugano, Nuove edizioni di Capolago, 1942 in italiano; Roma, Faro, 1945; Milano, A. Mondadori 1950; 1961 interamente riveduta.
                                     

3.2. Opere Saggistica

  • Memoriale dal carcere svizzero, 1942 - Lerici, Cosenza 1979
  • Gli articoli di "Information" Zurigo 1932-34 - a cura di M. A. Morettini Bura, Università per Stranieri, Guerra, Perugia 1994
  • LAvvenire dei Lavoratori 1944-45 - ristampa anastatica a cura di S. Merli e G. Polotti, Istituto Europeo di Studi Socialisti, Milano 1992
  • Il fascismo. Origini e sviluppo Der Faschismus: seine Entstehung und seine Entwicklung 1934 - Zurigo 1934
  • Uscita di sicurezza 1965 - Firenze, Vallecchi 1965
                                     

3.3. Opere Teatro

  • Ed egli si nascose 1944 - Zurigo-Lugano, 1944; Roma, Documento 1945; in "Teatro", n. 12-13, 1º luglio 1950
  • Lavventura di un povero cristiano dallomonima opera narrativa, in "Il Dramma", 12 settembre 1969
                                     

3.4. Opere Altri scritti

elenco non esaustivo

  • Un dialogo difficile, epistolario con Ivan Anissimov, Roma, Opere Nuove 1958
  • Testimonianze sul comunismo, Comunità, Torino 1950
  • Prefazione a Blasco: la riabilitazione di un militante rivoluzionario di Alfredo Azzaroni, Edizioni Azione Comune, 1962
  • Leredità cristiana: lutopia del Regno e il movimento rivoluzionario, conferenza tenuta a Roma nel 1945.
  • La scelta dei compagni, Torino, "Quaderni" dellAssociazione Culturale Italiana, 1954
  • LAbruzzo, in "Abruzzo e Molise" "Attraverso lItalia", XIV, Milano, Touring Club Italiano, 1950
  • Nei bagagli dellesule, saggio in AA. VV., Esperienze e studi socialisti, 1954
  • Il dio che è fallito, Edizioni di Comunità, Roma 2019
  • Prefazione a The living thoughts of Mazzini 1939 in inglese; rivista "Il Ponte", 1949 in italiano
  • Ecco perché mi distaccai dalla Chiesa, in "La Discussione", 31 ottobre 1965, e in "La Fiera Letteraria", 7 novembre 1965
                                     

4. Archivio

Le carte dello scrittore abruzzese sono conservate a Firenze presso la Fondazione di Studi Storici "Filippo Turati". Il fondo si compone di 44 buste, divise in 267 fascicoli, con una raccolta di fotografie e alcuni filmati.

Sia larchivio sia la biblioteca costituita da quasi 4 000 volumi catalogati, furono donati alla fondazione da Darina Laracy, il 23 settembre 1985; in particolare, la documentazione archivistica, riordinata e inventariata dallo stesso Silone quando era in vita, era stata definita "di notevole interesse storico" nel 1979, con provvedimento della Sovrintendenza archivistica per il Lazio.

                                     

5. Museo Silone

Un museo dedicato allo scrittore con sede a Pescina, nato grazie alle donazioni del 2000 di Darina Laracy e inaugurato il 1º maggio 2006, per volontà del Centro Studi Ignazio Silone, del Comune di Pescina e grazie al contributo della Sezione di Archivio di Stato di Avezzano, ha lobiettivo di ricordare lopera letteraria, politica e intellettuale dello scrittore.

Il percorso museale, con carattere cronologico, ripercorre le tappe principali della vita di Silone, attraverso le sue opere letterarie, i documenti darchivio e alcuni oggetti personali; vengono rivisitati con documenti e immagini anche alcuni importanti avvenimenti storici che fecero da cornice alla vita dello scrittore.

Tra gli oggetti conservati presso il museo, larchivio, la biblioteca, le foto di alcuni personaggi cari a Silone, lettere e carte autografe, oltre a numerose edizioni in lingua straniera delle sue opere letterarie.

                                     

6. Premi, riconoscimenti

  • Premio Internazionale di Letteratura Gerusalemme, 1969.
  • Premio mondiale Cino del Duca, Parigi, 1971.
  • Premio Campiello doro dei Ventanni, postumo, 1982.
  • Laurea honoris causa, Università di Yale, 1966.
  • Premio Campiello per Lavventura di un povero cristiano, 1968.
  • Premio Moretti dOro per Lavventura di un povero cristiano, 1968.
  • Penna dOro per la letteratura della Presidenza del Consiglio dei ministri, 1973.
  • Laurea honoris causa, Università di Tolosa, 1969.
  • Gottfried-Keller-Preis, 1973.
  • Premio Marzotto per Uscita di sicurezza, 1965.
  • Laurea honoris causa, Università di Warwick, 1972.
                                     

7. Cinema

Piero Schivazappa, Ottavio Spadaro e Diego Fabbri realizzarono tra il 1969 e il 1974 gli sceneggiati tratti dai romanzi siloniani Vino e pane, Il segreto di Luca e Lavventura dun povero cristiano trasmessi dalla Rai. Nel 1977 è stata prodotta la versione cinematrografica di Fontamara, con Michele Placido come attore protagonista e Carlo Lizzani come regista. Nel 1983 Lucio De Caro realizzò con la stessa opera uno sceneggiato per la Rai in quattro puntate.